Melilli, comandante transitorio dei VV.UU. ci resta tre anni

Un dipendente comunale di categoria C viene nominato dirigente della Polizia Municipale (categoria D). Per il T.U. del Pubblico Impiego non può sforare i sei mesi. Rischio di nullità dei provvedimenti a sua firma

 

C’era una volta un bellissimo comune della provincia di Siracusa, Melilli. In questo ridente paesino ibleo, l’amministrazione comunale aveva sostituito le leggi dello stato e delle regioni con proprie consuetudini e norme non scritte. Con estrema generosità si prendeva cura di alcuni dei propri funzionari. Da vero padre di famiglia li curava senza badare a spese.

Tra questi valenti funzionari, ve n’era uno, il dr. Giuseppe Cucinotta, che benché non avesse partecipato ad alcun concorso, che fra l’altro non è mai stato bandito, si è trovato a coprire il posto di comandante della Polizia Municipale. Fu così che un impiegato di cat. C, grazie ad una delibera dirigenziale, riuscì a passare in barba ad ogni legge in cat. D. Dal punto di vista del danno erariale, considerando un aumento di 10.000 euro l’anno per il salto di categoria, siamo dinanzi ad una cifra di circa 30.000 euro.

Per contro, il suo predecessore, il Comandante maggiore Giuseppe Bongiorno, a seguito di un procedimento giudiziario per il quale tra l’altro non vi è stato luogo a procedere, nel 2012 veniva trasferito alla Protezione Civile dove, benché fosse di livello D, veniva posto a disposizione e diretto da un impiegato di cat. C

Ora un cittadino comune, come chi scrive, si chiede: ”Ma l’applicazione della legge non dovrebbe essere uguale per ogni aspetto della vita civile, politica e amministrativa?”

A volte l’utente privo di una fotocopia non può ritirare un documento e invece per contro in aspetti estremamente complessi e delicati le norme vengono calpestate. E ancora, ma i concorsi pubblici per posti vacanti non dovrebbero essere indetti entro e non oltre i sei mesi dall’insorgenza della vacanza? Infatti il Testo Unico del Pubblico Impiego, all’art. 52 D.Lgs 165/2001, impone l’estrema limitatezza temporale alla straordinarietà della mansione superiore. Quindi se è nulla la carica del Comandante, sono nulli a questo punto tutti i procedimenti avviati dal suo ruolo. In base alle norme di Polizia Municipale infatti il Comandante Cucinotta è l’unico Ufficiale di Polizia, pertanto sorge un grave dubbio sulla liceità di ogni suo atto. Insomma nullo l’incarico e nulli i provvedimenti.

Poiché poi il senso di onnipotenza investe taluni funzionari, ecco che si sceglie di dotare gli ausiliari del traffico delle stesse divise dei vigili urbani con tanto di insegne ed alamari, fatta eccezione di un basco in luogo del cappello d’ordinanza, disponendo per costoro auto e ruoli non confacenti alla loro posizione, e come se tutto ciò non bastasse, il Comandante utilizza le auto di servizio per i suoi usi privati.

Siamo in possesso di alcune foto che mostrano l’auto di servizio usata dal Comandante Cucinotta e parcheggiata all’interno del cortile della sua abitazione. Ora lungi da noi l’idea di sostituirci agli organi inquirenti; ma come sanno i lettori de La Civetta”, siamo acuti osservatori e talora diamo la stura a realtà altrimenti nascoste a chi deve vigilare e nel caso giudicare.

Ad esempio, l’art. 314 del C.P. recita:” Peculato. Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.

Si applica la pena da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l’uso momentaneo della cosa è stata immediatamente restituita…”

Da leggere

Concorso Melilli. Carta, Nicita, Ternullo e la funzione ispettiva intermittente

Noi non sappiamo (ancora) se qualche forza politica abbia pensato di servirsi dello ‘scivolone’ dell’Amministrazione …

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