In viaggio dall’Arenella a Siracusa con cumuli di spazzatura dappertutto

Vengono gettati sul ciglio delle strade, anche a pochi metri dai cassonetti. C’è chi si diverte a posizionarli sul cofano delle auto o li getta dal balcone di casa

 

Il senso civico modella e abbellisce le nostre strade.

È una calda mattina di fine agosto, mio figlio ha superato i test di teoria della patente B e, da quando l’autoscuola ha chiuso per ferie, si offre di accompagnarmi ovunque pur di fare un po’ di pratica. Io, scocciata dal caldo, accetto di buon grado di lasciarlo guidare. Così mi godrò il panorama, penso!

Otto e trenta: partiamo dalla nostra villetta all’Arenella. Lui guida bene, io mi rilasso; ma ad un tratto una nota stonata mi colpisce: sotto il cartello dello stop all’incrocio tra via Isole della Sonda e la strada per Ognina fanno bella mostra di sé due grandi sacchi neri pieni di spazzatura! Qualcuno avrà scambiato il cartello dello stop per un cassonetto? Proseguendo su una strada che si ricongiunge alla SS115 verso Siracusa, alla nostra destra ci salutano altri due sacchi neri pieni di immondizia. In prospettiva alla fine della strada si scorgono ben otto cassonetti! Forse chi ha abbandonato lì quei sacchi era miope e non li ha visti! O forse ha solo mancato il bersaglio? Sì, ma di un centinaio di metri! Arrivati ai cassonetti mi accorgo che alcuni sono stracolmi di residui della potatura, altri sembrano vuoti ma sparsi sul selciato ci sono sacchetti di immondizia, dilaniati dai cani randagi in cerca di qualcosa di commestibile, e rifiuti ingombranti come sedie, porte vecchie ecc.

Mah! Le mie prospettive di godermi il panorama sfumano e comincio ad accorgermi di qualcosa che guidando mi è sempre sfuggita! Le cunette su entrambi i lati della strada mi si presentano “decorate” da una serie ininterrotta di sacchetti, consunti dall’esposizione agli agenti atmosferici, e immondizia di vario genere: bottiglie di plastica, schiacciate dalle ruote e opacizzate dal sole, mozziconi di sigarette, piatti di plastica, carte, pacchetti di sigarette accartocciati, bottiglie di vetro… e oggetti informi la cui natura originaria non è più individuabile.

Arrivati in Largo Emanuele Scieri il mio sguardo è attirato da un cumulo di cassette di cartone e imballaggi che “decorano” un’aiuola. Ma non finisce mai? Ovunque io giri gli occhi mi accorgo della presenza più o meno rada di spazzatura che punteggia le strade, gli spartitraffico e le aiuole, e circonda i cassonetti, come le stelle il cielo notturno, ma l’effetto non è altrettanto romantico! Questa la racconta il direttore della Civetta: “Ero in auto per le strade della città. Improvvisamente mi vedo cadere dall’alto un sacchetto della spazzatura, che si spiaccica sull’asfalto. Guardo ai balconi in alto, ma non c’era nessuno. Più volte, poi, mi è capitato di incrociare automobilisti che, dalle stradelle che immettono al mare, tornano verso la città con i sacchetti della spazzatura posizionati sul cofano, sicuri che cadranno alla prima o seconda curva”.

Ma cosa sta accadendo? Mi chiedo se gli autori di questi gesti spensierati sanno ciò che fanno! È come se il senso civico fosse stato smarrito. Il pensiero torna a quando ero bambina e le strade erano pulite, senza sacchetti di plastica e volantini pubblicitari, accucciati ai bordi delle strade, improvvisamente animati da un colpo di vento o dallo spostamento d’aria causato dal passaggio di un mezzo pesante. Viviamo nella società del consumismo o dell’immondizia? Dove sono finiti i vuoti a rendere? La plastica ha fatto trionfare il vuoto a perdere! Che fine ha fatto la civile abitudine di conferire i rifiuti nei luoghi che sono adibiti a ciò? Eppure la nostra città è provvista di cassonetti di ogni tipo e colore: gialli, verdi, blu. Ma i suoi abitanti sembrano non farci caso!

Abbiamo due centri di raccolta differenziata in contrada Arenaura e in contrada Targia. Il progetto “Il tuo quartiere non è una discarica” mette a disposizione ben due numeri telefonici (800.700.999 e 3667556214) per il ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti. Ci sono regolamenti comunali e il sindaco Garozzo proclama l’istituzione della figura di “ispettore ambientale volontario”, per multare chi conferisce i rifiuti fuori orario o non differenzia. Ma per favore! Conferire i rifiuti in orario e differenziare!? Sono attività che presuppongono un alto senso civico e la coscienza del bene e del decoro pubblico!

A Siracusa siamo ancora all’abc: dobbiamo innanzitutto far capire ai cittadini che i rifiuti si depositano nei cassonetti e non si abbandonano sul ciglio della strada, né si gettano da un’auto in corsa. Bisogna sradicare la cultura dell’indifferenza e rendersi conto che ogni azione che facciamo ricade su di noi. Non si tratta di pulire ma di tenere pulito. Le multe possono essere un deterrente ma i trasgressori si inventeranno sempre nuovi modi e troveranno luoghi impensabili per abbandonare i rifiuti. Quei pochi che già fanno del loro meglio per tenere pulito e avvalersi dei servizi già esistenti dovrebbero essere incentivati, prima che anche questi virtuosi si scoraggino. Si potrebbero istituire nuovamente i vuoti a rendere con un piccolo incentivo economico; mettere in atto quel piano per la raccolta differenziata porta a porta, presentato a gennaio 2015 dal sindaco Garozzo e dall’assessore all’ecologia Francesco Italia, concedendo sgravi fiscali in base al peso della spazzatura differenziata conferita.

Non basta informare la cittadinanza con manifesti che nessuno legge. Bisognerebbe avviare una campagna di sensibilizzazione capillare partendo dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado, per formare una nuova coscienza civile nei giovani i quali, cresciuti in mezzo a questa discarica a cielo aperto, che è diventata la nostra bella città, si sono desensibilizzati e considerano normale abbandonare dove capita bottiglie, lattine e carte. È necessario che ci si renda conto che Siracusa è casa nostra, che non possiamo deturpare in questo modo il nostro patrimonio artistico e naturale, che non basta tenere pulita Ortigia e i monumenti, perché i turisti che arrivano in città la guardano tutta e chissà cosa pensano di noi questi civilissimi visitatori provenienti da luoghi dove anche solo l’idea di gettare in terra un frammento di carta è considerata un reato!

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