Ddl su distanze aperture interne dei fabbricati nei centri urbani

L’on. Vinciullo accoglie la nostra proposta e presenta una proposta di legge. Se approvata, consentirebbe nei paesini un equo recupero del patrimonio edilizio abbandonato al degrado

 

In un nostro articolo pubblicato sulla Civetta di venerdì 17 aprile (a pag. 16)e in un altro successivo (edizione del 29 maggio sempre a pag. 16) abbiamo segnalato alcuni incresciosi inconvenienti a cui va incontro il proprietario di una vecchia casa tipica di Floridia o di altri comuni simili del nostro territorio, che voglia soprelevarla esattamente come hanno già fatto i proprietari di abitazioni limitrofe. E abbiamo ipotizzato un intervento legislativo regionale, reso possibile dall’art. 30 (Semplificazioni in materia di edilizia) del cosiddetto “Decreto del Fare” (D.L. 21 giugno 2013 n. 69 convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98).

Siamo lieti di comunicare ai nostri lettori che, grazie ad una sollecita iniziativa del deputato regionale Vincenzo Vinciullo, il suggerimento della Civetta è divenuto ddl regionale. Ringraziamo pubblicamente il parlamentare Enzo Vinciullo per la sensibilità dimostrata e ci auguriamo che l’iter legislativo sia piuttosto spedito. Ribadiamo che l’iniziativa è Pro domo aliena, non certo Pro domo nostra in quanto nessuno della redazione o dei rispettivi familiari è interessato alla questione. Ce ne siamo occupati solo perché il nostro intende essere non solo un giornalismo di denuncia del malaffare e delle storture, ma anche di proposta e di suggerimento di soluzioni possibili.

Il ddl non risolverà tutta la complessa problematica legata alla valorizzazione dei centri storici, ma certamente potrebbe contribuire a risolvere un aspetto di essa, mirando a consentire un equo recupero del patrimonio edilizio abbandonato al degrado. Precisiamo che esso non suggerisce una deregulation selvaggia, ma permetterebbe ai Comuni di modificare le norme vigenti nel rispetto dell’assetto complessivo e unitario delle aree territoriali urbane di particolare pregio, ovvero salvaguardando specificità particolari, come Ortigia o la zona barocca di Noto o altre innumerevoli realtà che sono comunque da preservare e sul cui rispetto proprio le comunità locali sono le prime a dover vigilare responsabilmente.

Il comparto dell’edilizia attraversa, oggi, un grave periodo di crisi, dovuto soprattutto alla complessità delle norme e dei procedimenti riguardanti la realizzazione degli interventi. Una oculata semplificazione non guasterebbe. Ed una rimozione di ostacoli assurdi ci sembra doverosa.

Considerato nel contesto della grave e lunga crisi economica e sociale che stiamo attraversando, il provvedimento legislativo proposto, a costo zero per lo Stato come per la Regione ed i Comuni, potrebbe, auspicabilmente, offrire un contributo, sia pure infinitesimale, alla movimentazione di risparmi privati ed alla creazione di opportunità per lavoratori edili, per i commercianti di prodotti impiegati nelle costruzioni e per i tecnici del settore, con vantaggi riflessi per tutta l’economia.

 

Torneremo sull’argomento, occupandoci, accademicamente, dei rapporti tra unità di misure di superficie e lotti edificati, avendo scoperto significative relazioni che testimoniano una visione complessiva del territorio. Smarrita, purtroppo, in tempi recenti.

 

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