Un piccolo esempio di virtù civica, offerto senza squilli di trombe e senza clamori polemici. Fino a qualche tempo fa la struttura era stata data in gestione a privati. Senza aspettare Godot, ossia il sindaco di Siracusa, la comunità cittadina (anzi, paisiddara) dimostra che chi fa da sé fa per tre
Propriamente non è un Comune, ma solo una frazione di Siracusa. Tuttavia i “paisiddari” (i cittadini di Cassibile) sono orgogliosi della loro identità e dell’appartenenza al loro Paesello. E “paiseddu” chiamano ancora, con felice antonomasia, il loro borgo rurale, mal digerendo l’aggregazione al capoluogo. Certo non è più tempo per rivendicare una autonomia amministrativa, ma i “paisiddari” ci tengono a non definirsi “sarausani”e considerano con ostilità l’indifferenza o l’insensibilità dell’amministrazione aretusea nei confronti delle problematiche del loro Paesello. E non perdono occasione per evidenziare che sanno fare a meno dei disutilacci che rimangono a pestare l’acqua nel mortaio di interminabili discussioni all’interno di innumerevoli commissioni senza costrutto.
L’ultima loro iniziativa è stata quella di provvedere, da soli, a diserbare il campo sportivo e gli spazi limitrofi. Un gruppo di volontari ha innanzitutto sensibilizzato la cittadinanza sul problema,raccogliendo firme a corredo di una richiesta scritta da presentare al Consiglio di quartiere. E quel “piccolo senato” non ha avuto nulla da obiettare alla formale richiesta di autorizzazione dell’intervento a costo zero. Anzi, il presidente del Consiglio, Paolo Romano, si è subito prodigato per l’approvazione ed ha personalmente partecipato ai lavori, scendendo in campo con il manipolo di volontari. Tutti armati di zappette, falci, decespugliatori e rastrelli. E di tanta virtù civica.
I ragazzi, tenuti a debita distanza dagli attrezzi pericolosi, hanno poi dato una mano (volontariamente e per giocare ad emulare gli adulti) per la raccolta delle erbacce estirpate. Siamo certi che non dimenticheranno questa piccolissima lezione di vita e di mobilitazione dal basso: come nella famosa poesia carducciana, un “piccolo senato” e i cittadini di una piccola comunità locale hanno deciso ed operato all’unisono. Non hanno atteso interventi deliberati, commissionati e finanziati da un alto organo competente, sentito come estraneo, indifferente, sordo, lontano…
È bastato solo un piccolo esempio di virtù civica, offerto in tono minore, senza squilli di trombe e senza clamori polemici, ma con la serietà dei piccoli gesti che restano impressi e che produrranno, si spera, frutti di responsabilità civica, di cui la nostra società ha estremo bisogno.
Fino a qualche tempo fa il campo di calcio era stato dato in gestione a privati. Ora la comunità cittadina (anzi, paisiddara) sta dimostrando che chi fa da sé fa per tre. Mediti il sindaco, che non è stato in grado di gestire il servizio idrico restituito alla comunità cittadina grazie al fallimento di SAI8 e che è tornato ad affidarlo a privati, smentendo clamorosamente i suoi impegni elettorali (quarto punto del suo programma). E meditino anche tutti quei profittatori ed affaristi della “terra di mezzo” pronti a ghermire prebende, finanziamenti, fondi, tangenti, pizzi, percentuali e bustarelle varie su molte attività che tante pessime amministrazioni offrono, come vacche da mungere, ai parassiti di quella mafia che non prospera solo nella capitale ma che è probabilmente diffusa su tutto il territorio nazionale. E che la magistratura sta cercando di disboscare.
L’opera volontaria dei cassibilesi proseguirà. Ci piace evidenziare la virtù civica del piccolo comune rustico e il collegamento ideale tra l’iniziativa dei paisiddarie il disboscamento del malaffare ad opera della magistratura. E ci pare di poterne trarre quasi una lezione per il futuro: la manutenzione e cura degli impianti civici e degli spazi pubblici potrebbe essere, per quanto possibile, effettuata direttamente e volontariamente dai cittadini più sensibili (o da aziende speciali comunali, nel caso di servizi di una certa complessità); gli Enti Locali (lasciati a stecchetto dalle politiche di austerity) potrebbero e dovrebbero evitare di continuare ad ingrassare le vacche del malaffare (o anche semplicemente evitare di consentire ad aziende private di trarre legittimamente profitti dalla gestione di servizi pubblici che non sarebbe opportuno né consigliabile delegare); e la magistratura potrebbe contribuire al nuovo corso, affrettando ed intensificando i suoi interventi finalizzati a disboscare la società dalla presenza di voraci magnaccionidella terra di mezzo, collusi con politici corrotti o incapaci.
Meno appalti! Meno affidamenti! A Roma si sperperava e si lucrava sulla raccolta delle foglie secche. A Cassibile si disbosca a costo zero. Ciò che è possibile a Cassibile lo è anche altrove. Ovunque. Forse, se gli esempi positivi si moltiplicheranno e se le sanzioni giudiziarie raggiungeranno una massa critica, l’effetto sinergico potrà sortire effetti notevoli. Altrimenti, sarà stato come affidare auspici e speranze ad effimere stelle cadenti. Ma noi siamo fiduciosi. E attendiamo che presto certa malerba sia estirpata. Ovunque.Anche da parte degli elettori. E che gli esempi positivi si moltiplichino.

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