Con l’obiettivo di normare le distanze delle aperture interne dei fabbricati nei centri urbani. La norma eliminerebbe molti lunghi contenziosi nei comuni della provincia. Apprendiamo che il dep. reg. Vincenzo Vinciullo ha accolto la nostra proposta presentando un apposito ddl all’Ars
In un nostro recente articolo pubblicato sulla Civetta di venerdì 17 aprile (a pag. 16) abbiamo segnalato alcuni incresciosi inconvenienti a cui va incontro il proprietario di una vecchia casa tipica di Floridia o di altri comuni simili del nostro territorio, che voglia soprelevarla esattamente come hanno già fatto i proprietari di abitazioni limitrofe.
Tali abitazioni hanno un prospetto di 6 metri e una lunghezza interna media di 18 metri. Ciò rende problematico rispettare le regole nazionali relative alla distanza delle finestre interne. In base alle norme vigenti, infatti, chiunque abbia già costruito il primo piano può impedire (e spesso impedisce) al vicino di sopraelevare a sua volta. Pretende dagli altri il rispetto delle distanze obbligate, che lui ha ignorato. E ciò è causa di un contenzioso infinito e spesso indegno di narrazione.
Abbiamo però segnalato che una opportuna modifica della situazione paradossale sopra descritta è oggi possibile, grazie al governo che ha preceduto l’attuale, dall’art. 30 (Semplificazioni in materia di edilizia)del cosiddetto “Decreto del Fare” (D.L. 21 giugno 2013 n. 69 convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98). Infatti esso ha introdotto nel Testo Unico dell’Edilizia un art. 2-bis, il quale recita che “ferma restando la competenza statale […], le regioni […] autonome […] possono prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e possono dettare disposizioni sugli spazi da destinare agli insediamenti residenziali […], nell’ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali a un assetto complessivo e unitario o di specifiche aree territoriali”.
Ci auguriamo che i nostri deputati regionali vogliano presentare al Parlamento di Sala d’Ercole una leggina come quella da noi qui di seguito ipotizzata, che risolverebbe il problema, eliminerebbe vari contenziosi pendenti e… darebbe una piccola spinta all’edilizia, consentendo il recupero e la valorizzazione di vecchi immobili dei centri urbani e riducendo anche la corsa alla cementificazione di spazi periferici, nei quali è possibile costruire senza i vincoli che penalizzano le vecchie abitazioni terranee.
Legge regionale su misure di cortili e distanze di aperture finestrate. Articolo unico.
“Ai sensi dell’art. 30 (Semplificazioni in materia di edilizia)del D.L. 21 giugno 2013 n. 69 convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98, la Regione Siciliana consente le seguenti disposizioni derogatorie al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444. I Comuni sono autorizzati a modificare le disposizioni vigenti sugli spazi da destinare agli insediamenti residenziali, nell’ambito della definizione o revisione dei loro strumenti urbanistici, modificando (nel rispetto dell’assetto complessivo e unitario delle aree territoriali urbane di particolare pregio, come Ortigia o il centro storico di Noto o altri contesti simili, che sarà loro cura ed interesse individuare e salvaguardare) i limiti relativi alle distanze delle aperture e all’ampiezza dei cortili interni e/o dei pozzi di luce e di aerazione, in modo da consentire ai cittadini interessati di costruire le stesse volumetrie delle case confinanti con la loro e di distanziarne le aperture di misure esattamente uguali a quelle rilevabili, nella distanza dal confine, nelle edificazioni limitrofe già realizzate. Tali modifiche, liberatorie ed equitative, ove siano assunte dai competenti organi Comunali, dovranno intendersi già approvate da qualsiasi altro organo superiore e di controllo e le relative disposizioni potranno divenire immediatamente esecutive, consentendo il rilascio delle relative autorizzazioni edificatorie”.
Precisiamo che nessuno di noi che scriviamo sulla Civetta è interessato alla questione. Non scriviamo pro domo nostra.
Post scriptum. Apprendiamo che, dopo la pubblicazione di questa nostra proposta nell’edizione cartacea della Civetta, l’on Vincenzo Vinciullo ha presentato all’ARS un disegno di legge che va nella direzione da noi auspicata. Ringraziamo il deputato per la sensibilità dimostrata verso molti cittadini di Floridia e per l’immediatezza con cui ha recepito le nostre valutazioni

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