“Il tema è questo: se vuoi fare del male alla Sicilia entra in politica”

Intervista ad Alessio Marino e Francesco Di Martino, autori del corto di satira TerroNisti, elogiato da Repubblica e da altri giornali nazionali. La trama racconta le vicende di due terroristi che dovevano bombardare la Cattedrale e il Teatro Comunale di Noto 

Con più di 55.605 visualizzazione Youtube in due settimane, la pubblicazione del video su La Repubblica on line e l’interesse di numerose altre testate giornalistiche, il cortometraggio TerroNisti è una brillante satira politica sulle condizioni della Sicilia.

Il corto racconta la storia di due giovani terroristi – Sarhidd (Carlo Genova) e Tuhridd (Alessio Micieli) – il cui Hammamt (Francesco Scala) ordina la distruzione di “qualcosa nel nome di Babbà!”. I due giovani decidono di puntare ai simboli di Noto: la cattedrale e il teatro.

Compiere la missione non è facile, però. Ben presto si rendono conto che tra “trivelle, petrolchimico, MUOS [i siciliani] si stanno ammazzando da soli!. Decidono, quindi, alla fine, di indirizzare i 30 kg di tritolo “che si sono dovuti procurare da soli” perché l’Hammamt li ha lasciati allo sbaraglio in Sicilia, terra anche priva di infrastrutture, per cui “compiere un attentato non è affatto facile perché i turisti non riescono a raggiungere le città e quindi non ha senso bombardare una città vuota”, non gli ha neanche “pagato la tredicesima”. Procurandosi un’imbarcazione la indirizzano verso una trivella.

La satira politica è forte e, anche per questo, considerando il clima che sta caratterizzando questi ultimi mesi, sono stati accusati di “dare spunto ai terroristi”. Noi li abbiamo incontrati.

In un clima ironico abbiamo fatto una bella chiacchierata con Alessio Micieli, attore e affiliato ad Axelfilm, e Francesco Di Martino, videomaker del collettivo frameoff.

Da dove sono nati l’idea e il tema?

Il corto, realizzato in coproduzione da Axelfil e frameoff, con le musiche del gruppo Veive Cura, nasce nell’ambito della rassegna “Documentaria Noto”, da un laboratorio ideato proprio da Alessio. Lo scopo principale era quello di realizzare qualcosa di virale e di suscitare e sottoporre all’attenzione pubblica una tematica importante, mostrandola satiricamente.

Quanto è importante, allora, la satira nel trattare certi temi, come quello del terrorismo? È utile per stemperare le paure o si corre il rischio di minimizzare i fatti?

Il rischio c’è sempre! Parecchi commenti negativi ci sono arrivati; ovviamente noi non siamo a favore dei bombardamenti, né abbiamo voluto fornire degli spunti ai terroristi. Il nostro scopo era quello di far riflettere il pubblico sul fatto che non dobbiamo guardare troppo lontano per vedere che la distruzione è già in corso.

Infatti, alla fine i terroristi puntano la barca con l’esplosivo verso una trivella in mare. Nel corso del corto notiamo una vera e propria evoluzione dei protagonisti, che ammirano e finiscono con l’amare i luoghi che devono distruggere; dall’altra parte una vera e propria accusa a quei politici che, di fatto, compiono azioni terroNistiche. Come ce lo spiegate?

La domanda è davvero intrigante, ne potremmo parlare per ore. Il tema reale è proprio questo: se vuoi fare del male alla Sicilia entra in politica; il corto stesso termina con una citazione di un terrorista che dice “se avessi saputo della pessima condizione dell’Italia mi sarei candidato”. I politici nascondono la loro faccia dietro la parola “lavoro”, sostenendo che questo debba essere cercato nel petrolchimico o nella costruzione matta e disperata; mentre non fanno nulla per la valorizzazione del nostro patrimonio, non si preoccupano della gestione, della manutenzione o della creazione delle infrastrutture stradali, ferroviarie, di creare dei collegamenti tra le stesse città vicine. È in questo che sono terroNisti, terroristi della loro stessa terra.

Il web ha la forza di raggiungere tutti e il vostro corto ha avuto un successo straordinario. Come pensate sia stato accolto da chi professa la fede islamica? Avete avuto qualche riscontro?,

Io ho molti amici di religione islamica e mi hanno contattato per esprimermi il loro parere positivo; certo non è stato capito in pieno, infatti stiamo già lavorando ad una versione coi sottotitoli in inglese, così da superare anche la barriera linguistica.

Quindi già progetti per l’imminente futuro?!

Sì, ma molto altro c’è in cantiere, stiamo organizzando e raccogliendo molte idee, ma non vogliamo svelarvi nulla.

 

 

 

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