Ferrazzano: “Sono carcasse con buona carrozzeria e niente motore”

 

Franca intervista al titolare della Genius Automobiles srl, businessman dei bus elettrici, porto Royal, Go bike, trenino: “Io mi occupo di autoriparazioni elettromeccaniche. Mi potranno servire”

Approfittando della nostra indagine sulla svendita dei 45 tra motocicli e automezzi dismessi dal Comune di Siracusa attraverso una gara d’appalto pubblica europea, abbiamo voluto completare il quadro generale dell’intera vicenda intervistando il titolare dell’impresa che si è aggiudicata la gara. Si tratta dell’ormai famoso Giacomo Ferrazzano.

Come nostra consuetudine, visto che, come si suol dire, non le mandiamo a dire, gli abbiamo chiesto:

Signor Ferrazzano, anche in questa gara c’è lei? Cosa si sente di replicare a quanti sostengono che lei è onnipresente in città? Insomma lei con i bus elettrici, il Porto Royal, le Go Bike, il trenino. Non le pare di essere spesso presente?

“Opero da imprenditore in un settore trainante delle nuove tecnologie – è la sua risposta -. Siamo in pochi nel panorama nazionale, in Sicilia siamo i soli. E’ questa una colpa? Abbiamo partecipato alla gara per la riattivazione del servizio bus elettrici: la Menarini non era in grado di riparare i bus al prezzo con cui noi abbiamo realizzato la mise en forme. Colpa nostra? Abbiamo partecipato alla gara GO bike nella seconda semestralità dopo la fatidica aggiudicazione a 98.000 euro. Si erano accorti che 35.000 euro era una cifra congrua. Abbiamo vinto riducendo il prezzo a 28.000. Il comune di Priolo spendeva 40.000 euro l’anno per dotare di servizio trasporto pubblico il litorale priolese durante la stagione balneare. Oggi il comune ne usufruisce per i soli mesi in cui effettivamente gli serve. Ciò ha comportato un notevole ristoro per le casse comunali ed un guadagno per la mia impresa. In virtù di queste aggiudicazioni, la mia impresa dà lavoro a 30 padri di famiglia.

“Stiamo partecipando a una gara d’appalto a Enna per la fornitura di un trenino elettrico. Grande è stata la nostra soddisfazione per la richiesta giuntaci dal governo maltese per la costruzione di uno stabilimento di produzione in loco di veicoli elettrici. Insomma, a differenza dei siracusani, pare che ovunque si apprezzi il lavoro che le mie aziende stanno portando avanti. Per il Porto Royal, abbiamo partecipato in due: una società romana e la nostra. I romani sono stati esclusi. Il loro ricorso ha confermato l’esclusione e pertanto siamo risultati noi vincitori. Anche questa è una colpa?

“Torniamo alle autovetture oggetto della nostra conversazione. Tre aziende partecipanti, una esclusa per difetto formale. Tra le due rimanenti in gara io ho fatto la maggiore offerta e mi sono aggiudicato i mezzi. Fine della discussione”.

Che cosa le sembra della cifra di 12000 euro di base d’asta? A noi sembrano pochini, a lei?

“Come ha potuto constatare personalmente, si tratta di mezzi spesso usati come magazzino di pezzi di ricambi. Quando serviva qualcosa, invece di fare un nuovo acquisto, si andava al deposito e si smontavano intere parti meccaniche. Ciò ha prodotto decine di carcasse che magari hanno la carrozzeria integra, ma non hanno più il motore”.

Scusi Ferrazzano, ma se non valgono niente, lei perché ha partecipato alla gara?

“Io mi occupo di autoriparazioni elettromeccaniche e di autocarrozzeria. Sicuramente avrò modo di utilizzare ancora tutto quanto sarà possibile. La lavorazione in proprio comporta una mole di benefici economici che una pubblica amministrazione non si può certo permettere”.

Concludiamo questa nostra analisi di quanto accaduto agli automezzi dismessi con una considerazione suffragata dall’esperienza diretta.

Se dovessimo giudicare il lavoro del comparto Mobilità e Trasporti del  Comune di Siracusa da ciò che abbiamo visto, dovremmo dare un pessimo giudizio. Si è operato negli anni scorsi in assoluto disprezzo del bene comune. Per anni e anni si è pagata inutilmente la tassa di circolazione per mezzi che erano stati messi nella condizione di non circolare più. Oggi grazie all’alienazione di questi mezzi avremo un risparmio di 3500 euro l’anno altrimenti spesi inutilmente. Abbiamo visto la barca in dotazione formale alla Polizia Municipale. Meno di dieci anni fa venne interamente restaurata dagli agenti di Polizia Municipale Barbagallo e Moscuzza. I lavori costarono 18.000 euro. Quando la barca fu completata venne abbandonata nell’area della Lega Navale, subì lo stesso destino degli autoveicoli del comune. Pezzi di ricambio stavolta nautici. Unica differenza che non servirono per altri mezzi pubblici, stavolta furono privati gli approfittatori dello stato di abbandono della barca. Se i dirigenti del settore del tempo, avessero agito col buon senso del padre di famiglia, oggi sicuramente non avremmo svenduto tutti questi mezzi a dodici mila euro.

Una sola scelta potrebbe affrancare il torto perpetrato: dividere i proventi di questa svendita a 24 famiglie veramente bisognose della nostra città dandogli un buono spesa di 500 euro a famiglia. Con tutto il denaro sperperato sarebbe un minimo conforto. 

 

 

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