A meno di clamorosi colpi di scena, all’inizio dell’estate, dopo sette anni, si tornerà a votare. Numerose le candidature probabili: Giambattista Totis, Marco Stella, Cettina Di Pietro, il tenore Marcello Guagliardo, Domenico Morello, Marco Niciforo, Giuseppe Tringali, Alfredo Beneventano Del Bosco
A meno di clamorosi e, al momento imprevedibili, colpi di scena, all’inizio dell’estate, dopo sette anni, ad Augusta si tornerà a votare per l’elezione del sindaco e del Consiglio Comunale. Finirà così la lunga quaresima della democrazia cittadina, dopo oltre due anni e mezzo di gestione commissariale, di cui gli ultimi due per lo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose.
Sono numerose le candidature annunciate, alcune già da tempo ufficializzate, altre dovrebbero esserlo nei prossimi giorni. Secondo un copione collaudato, i candidati dichiarano tutti di aver fatto la scelta per amore della città, per la gravità del momento che impone alla gente perbene e di valore di fare un passo avanti, di sacrificarsi per il bene comune. Così Augusta torna ad essere, come ad ogni tornata elettorale, la più amata dagli augustani, oggetto del desiderio di tanti. Come succede a una bella donna dai costumi ormai consumati, tutti le dichiarano amore e fedeltà per goderne le grazie salvo poi, magari solo qualche mese dopo, abbandonarla ancora una volta al suo destino, nel frattempo persino più sfiorita, per dirne il peggio e contribuire a costruirne le sventure future.
Ma proviamo a mettere ordine tra i candidati che scaldano le ugole. Il primo a scendere in campo è stato Marco Stella che da parecchi mesi ha annunciato la propria candidatura con la lista CambiaAugusta. In realtà Stella, da sempre vicino all’ex vicepresidente della regione e ora portavoce di Green Italia Fabio Granata, non ha mai del tutto smesso i panni del candidato dopo il ballottaggio perso con Carrubba sette anni fa per trecento voti. L’annuncio della sua candidatura ha aperto un conflitto addirittura al livello nazionale tra i Verdi, che in un primo tempo sembrava dovessero sostenerlo, e Green Italia, sfociato in una vera e propria lite tra Granata e il portavoce dei Verdi Bonelli che ha finito per compromettere la fusione tra i due movimenti.
Il Movimento 5 stelle, che due anni fa festeggiò la notizia dello scioglimento brindando nell’aula del consiglio comunale, mette in campo una donna, l’avvocato Cettina Di Pietro. Antonino Di Silvestro, che del movimento grillino è stato l’animatore della prima ora in città e che sembrava dovesse esserne il naturale candidato, visto il risultato ottenuto alle ultime elezioni regionali, quando raccolse quasi 1900 voti di preferenza, con i cinque stelle al 25,6%, sarà invece candidato per il suo ‘Popolo della rete’, un movimento nato da una costola proprio la diaspora dei locali meetup e la decisione di prendere le distanze al movimento.
Da alcuni mesi è ufficiale anche la candidatura di Marcello Guagliardo, tenore di fama internazionale noto come Giordani, che con il suo movimento ‘Nessun dorma’ ha il sostegno dei renziani che fanno capo a Giovanni Santanello ex segretario del partito democratico, e di cui Guagliardo si è detto orgoglioso di essere amico e di averlo a fianco in questa avventura. Anche Guagliardo, che pure ha definito Santanello “un grande stratega politico che tutti ci invidiano”, ha fatto proprio quello che sembra essere il karma di questa campagna elettorale, cioè che nessuno della vecchia politica ricoprirà incarichi nell’amministrazione.
Nel frattempo il Pd cittadino, uscito dilaniato dall’ultimo congresso, ha fatto perdere le proprie tracce, preoccupato di prendere le distanze dall’amministrazione Carrubba, di cui pure molti degli attuali dirigenti erano parte fondamentale e, distratto dalla furia rottamatrice di stretta osservanza, ha fatto parlare di sé soprattutto per i litigi e gli scontri per la leadership, dimenticando di fare conoscere la propria posizione sulle questioni fondamentali per la vita cittadina e perfino di esprimersi sulla vicenda dello scioglimento degli organi elettivi.
Secondo il segretario Triberio e il gruppo uscito vincitore nell’ultimo congresso, svoltosi a suon di insulti e risse sfiorate, la candidatura di Guagliardo come espressione del partito democratico non sarebbe legittima per motivi che, onestamente, ci riesce difficile capire. Così, pare in virtù di un accordo tra gli onorevoli Marziano e Coltraro, ha preso consistenza l’ipotesi che il candidato pd sia Domenico Morello, dirigente del settore ambiente della provincia di Siracusa, già esponente Mpa vicino all’onorevole Gennuso.
Ma alla candidatura in quota Pd ambisce anche un altro professionista molto noto in città, anche lui già vicino al movimento dell’ex presidente della regione Lombardo, l’architetto Marco Niciforo, che nei giorni scorsi ha lanciato il suo movimento ‘Augusta 2020’, che raccoglie professionisti, pezzi della società civile e alcuni esponenti politici di primo piano, fino a poco tempo fa riferimento locale dell’onorevole Marziano.
Sempre nell’ambito del centrosinistra, abbiamo deciso di definirlo così per comodità di esposizione, si collocano anche le candidature di due medici: il ginecologo Giuseppe Tringali e il radiologo Alfredo Beneventano Del Bosco. Il primo sarebbe – il condizionale è d’obbligo – espressione del movimento Sal che fa capo all’onorevole Coltraro, lo stesso che sulla base dell’accordo con il suo collega Marziano dovrebbe sostenere Morello. Il secondo, che in un primo tempo era stato proposto dallo stesso onorevole Coltraro (non si tratta di un refuso, è ancora lui) sarebbe ora il candidato prescelto dal Megafono, cioè dal presidente Crocetta e dall’onorevole Lumia.
In questo quadro, che è un eufemismo definire confuso, le pressioni del gruppo che sostiene Guagliardo, forti dell’appoggio del sindaco di Siracusa Garozzo e dell’entourage dell’onorevole Gino Foti, a cui il suo mentore Santanello è notoriamente vicino, hanno spinto il segretario provinciale Pd Carmen Castelluccio ad annunciare le primarie della coalizione per la scelta del candidato e a nominare tre commissari.
Nel frattempo però, con una nuova virata, lo stesso Morello ha annunciato la costituzione di un movimento cittadino che sarà “aperto al contributo di tutte le parti sociali, partiti, sindacati, associazioni di volontariato e movimenti civici”. Diventa così sempre meno chiaro quale sia la coalizione e ancor meno quali i candidati che parteciperanno le primarie.
Più semplice invece l’interpretazione di quello che potrebbe succedere nel campo che definiamo, sempre per comodità di esposizione, opposto, dove sembra delinearsi la candidatura, sebbene ancora non ufficiale, dell’ex assessore provinciale Nichi Paci, da sempre delfino dell’onorevole Pippo Gianni, da cui, si dice, potrebbe aver preso le distanze negli ultimi tempi.
Paci, che nei mesi scorsi era stato vicino ad essere il candidato del Pd, sarebbe sostenuto da alcune liste tradizionalmente vicine al centrodestra, prima fra tutte la lista ‘Prima’ (appunto) riconducibile a Fratelli d’Italia e ai comitati che nei mesi scorsi si sono opposti alla realizzazione di un centro di accoglienza per gli immigrati in città. Con Paci ci sarebbe anche Forza Italia, probabilmente mascherata da lista civica.
Infine, nei prossimi giorni, dovrebbe essere ufficializzata la candidatura di Giambattista Totis, che proprio dalle pagine di questo giornale ha annunciato l’intenzione di tornare alla politica per dedicarsi alla città. Totis si propone con un profilo sul modello Pisapia, mettendo in campo l’esperienza oltre che politica, amministrativa, e la stima conquistata nella sua attività di dirigente scolastico ad Augusta, a Lentini e a Siracusa.
Chi è arrivato fino in fondo alla lettura condividerà, con chi ha scritto, la sensazione di disorientamento che ci auguriamo sarà presto superata per consentire agli elettori di esprimere il proprio voto con assoluta convinzione senza pentimenti o ripensamenti postumi.

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