“Con Air Sense, ora possiamo individuare i derivati dal solfuro di idrogeno”

Giuseppe Raimondo, esperto del sindaco di Siracusa per i problemi ambientali: “Finalmente i dati possono essere visti on line dal Comune e in Procura in tempo reale”. Da dicembre scorso, l’amministrazione della città partecipa di diritto ai tavoli tecnici delle autorizzazioni AIA

A distanza di un anno, abbiamo incontrato, nello stesso bar e a sorseggiare il solito succo di frutta alla pera, il dott. Giuseppe Raimondo, esperto del sindaco per le problematiche ambientali – Qualità dell’aria. Si presenta sicuro, felice per i risultati conseguiti e l’esperienza che il sindaco, Giancarlo Garozzo, ma soprattutto i due assessori che si sono avvicendati nella politiche ambientali (Francesco Italia e Pier Paolo Coppa), gli hanno permesso e gli permettono di fare. E’ consapevole che il Comune di Siracusa, affidandogli questa responsabilità, ha voluto salvaguardare i suoi cittadini dalle moleste sostanze odorigene, ha voluto vederci più chiaro su ciò che avviene nel polo petrolchimico, ha voluto avere maggiore peso nelle decisioni che riguardano il proprio territorio.

“Innanzitutto – esordisce Giuseppe Raimondo – la rete delle centraline della Provincia posizionate all’interno della città di Siracusa è stata riammodernata, sono state sistemate alcune inefficienze tecniche che hanno permesso, dopo anni, che i dati delle centraline siano ormai online sul sito della Provincia e del Comune. Tutto ciò è stato possibile grazie alla sinergia che si è instaurata tra Provincia, Arpa,  e Comune”.

Che cos’è il software Eco Manager Web, Giuseppe?

E’ un software che permette di visualizzare i dati delle centraline in una stazione remota: lì sono elaborati dai tecnici e, quindi, i dati possono essere visti da noi, al Comune, in tempo reale. Dopo che è scattata l’indagine per gli eventi di cattiva qualità dell’aria, avvenuti tre mesi fa, la procura si è anch’essa dotata del software Eco Manager Web e, quindi, vede i dati online”.

Quali sono gli strumenti che il Comune di Siracusa possiede per effettuare ulteriori controlli?

Abbiamo essenzialmente tre sistemi: ci siamo attrezzati di un canister per il campionamento dell’aria. Quando arriva una segnalazione di fuori controllo prossima ad una centralina, con il canister andiamo ad effettuare il prelievo del campione di aria che viene inviato all’analisi dell’ARPA per un veloce riscontro. Possiamo effettuare campagne di acquisizione di campioni di aria attraverso uno strumento sensibilissimo e delicato chiamato “Air Sense” (uno spettrometro di massa) che permette di individuare anche i derivati del solfuro di idrogeno, sostanze che possiedono una soglia di rilevabilità molto alta; abbiamo già fatto delle campagne in città nelle zone di via Gela e a Belvedere. In quei casi non si sono avuti dati significativi riguardo alle sostanze moleste odorigene: si sono registrate basse quantità di solfuro di idrogeno e derivati e di idrocarburi non metanici. Grazie alla collaborazione con il CNR è possibile raccogliere i valori di CO2, utilizzando i totem, le bici  e le auto con gli analizzatori. Attualmente questi dati sono raccolti dal CNR ma il Comune di Siracusa chiederà di avere i dati, disponibilità che permetterà essenzialmente di verificare l’inquinamento dell’aria causato dal traffico veicolare”

Qual è il successo più grande conseguito dal Comune di Siracusa durante quest’anno della tua attività?

Sicuramente la partecipazione del Comune di Siracusa ai tavoli tecnici delle autorizzazioni AIA. In seguito ai continui episodi di odori molesti nell’aria e agli esposti in procura, erano stati riaperti i tavoli delle AIA per quanto riguarda le società Isab Energy e Isab Raffinerie (adesso di proprietà della Lukoil) e della Esso. Inizialmente, il comune di Siracusa non partecipava ai tavoli perché secondo il ministero non c’erano impianti del petrolchimico all’interno del territorio della città. In effetti, il pontile Isab fa parte di Siracusa e, quindi, dapprima il Comune di Siracusa ha partecipato alle conferenze di servizio come uditore e da dicembre 2014 vi partecipa di diritto. Un grande successo perché noi possiamo, a pieno titolo, chiedere alle società durante le conferenze di servizio di ottemperare ad alcune richieste. Entro fine marzo ci sarà un ulteriore tavolo tecnico, durante il quale sarà possibile trasformare in maniera definitiva le richieste in prescrizione.

Quali sono le richieste che il comune di Siracusa ha fatto alle società?

Il comune di Siracusa ha chiesto di disgiungere e separare i valori di bolla (la concentrazione massima di una data sostanza nell’aria del petrolchimico) tra l’impianto sud e l’impianto nord per evitare l’effetto di diluizione e per eliminare e ponderare meglio il contributo del turbogas 200A,  un camino innocuo e senza impatto ma che dà un effetto di diluizione agli altri camini in esercizio. Abbiamo, inoltre, chiesto di conoscere se il valore di bolla viene calcolato includendo anche gli impianti poco utilizzati o dismessi. Un’altra richiesta, invece, è stata fatta ad Ispra (l’istituto da cui ARPA dipende): ci siamo accorti che anche in assenza di traffico veicolare, durante la notte e nelle fasi di carico e scarico al pontile Isab di Santa Panagia, i valori di idrocarburi non metanici aumentavano notevolmente. Ispra dovrà verificare se l’impianto recupero vapori che si doveva installare nel pontile Isab entro dicembre 2013 sia in esercizio.

Qual è l’atteggiamento delle società di fronte a queste richieste?

E’ molto probabile che le società si oppongano alle prescrizioni che verranno dal tavolo tecnico. E’ possibile, così come è stato fatto nel passato, che cerchino il più possibile di rinviare, per evitare di avere un esborso economico che dovrebbero sopportare per effettuare i lavori previsti nelle prescrizioni. In ogni caso il nuovo decreto legislativo emanato a novembre 2014 ha indicato le nuove BAT (Best Available Technologies, Migliori Tecnologie disponibili)  a cui tutte le società dovranno adeguarsi. Nel frattempo si approssima anche la data di scadenza naturale delle autorizzazioni Aia. Proprio per tutto ciò le industrie cercano di rinviare”.

Cosa bolle in pentola? Cosa è stato fatto o non fatto?

Intanto, bisogna dire che durante il nostro lavoro stiamo valorizzando essenzialmente le reti di centraline pubbliche mentre non teniamo in considerazione i dati provenienti dalla rete di centraline private (Cipa). Bisogna, in verità, dire, che il protocollo prefettizio si è fermato: le industrie hanno rallentato gli accordi del protocollo ed hanno preferito dare precedenza alle AIA. E’ importante che sia fatta una legge regionale sulla qualità dell’aria e, infine, bisogna mettere in evidenza che entro fine mese saranno installate da Arpa Siracusa sacche che, con una chiamata telefonica o un sms, si riempiono di aria e sono pronte per l’analisi: questo permetterà di avere in breve tempo il monitoraggio dell’aria e di avere dati certi circa il tipo e l’origine degli inquinanti”.

 

 

 

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