Enzo Tomasello (Cgil): “Occorre un’altra proroga”. L’ipotesi prevalente è dislocare i posti letto a Noto. Vi sono interessate Villa Azzurra e la neo Città di Siracusa
Salvaguardare i lavoratori e preservare i posti letto. Evitare che i 29 dipendenti (infermieri, ausiliari, due medici e amministrativi) restino, dopo anni di assiduo servizio, senza occupazione e, sull’altro versante, che la Regione, l’assessorato alla sanità, approfittando delle difficoltà della casa di cura, sottragga alla provincia di Siracusa altre preziose risorse (45 posti letto), riduca ancor più di quanto già non sia la possibilità per i Siracusani di non dover cercare altrove la risposta ai propri problemi di salute.
Sono state queste le priorità della Cgil all’incontro con la Commissione Sanità della Regione del 18 scorso per la soluzione della vertenza connessa al fallimento di Villa Rizzo, un pezzo di storia della città – dove oggi può accadere di trovare tra i lavoratori proprio chi lì ha avuto i propri natali – ormai destinata a scomparire, dopo aver accumulato un passivo di circa 8 mln di euro. Dopo alterne vicende, i reparti di ortopedia, oculistica, chirurgia generale, insieme alle attività, in specie ginecologiche, in day hospital (5 posti letto), sono ormai a un passo dalla chiusura o al trasferimento altrove.
Una vicenda complessa che va avanti dal 2010, non priva di colpi di scena come il rinvio a giudizio del legale rappresentante della Società Nuova Clinica Villa Rizzo (che ha gestito la casa di cura dal 1991) e del professionista attentatore: il primo, in quanto il pm aveva “ravvisato nella sua condotta un’ipotesi di falsità delle informazioni offerte ai creditori e una correlata attitudine a indurli in errore in ordine alla sussistenza dei requisiti per l’ammissibilità della procedura concordataria”, al secondo “reputando la falsità ideologica in certificati”. Un procedimento che, per quanto è a nostra conoscenza, è ancora in itinere.
Ciò nonostante, rigettata dal collegio giudicante l’istanza di concordato preventivo per inammissibilità della proposta, e anche alla luce dei risvolti penali, dichiarato il fallimento e disposto l’esercizio provvisorio dal 15 novembre del 2013, la struttura ha continuato ad operare a pieno regime, rispettando la convenzione di accreditamento con il servizio sanitario regionale e il contratto con l’azienda sanitaria provinciale con un budget di circa 5 milioni di euro.
Ma ormai, dopo le precedenti proroghe, tanto dell’esercizio provvisorio dell’attività quanto dello stesso comodato con l’assessorato regionale, si è arrivati alla svolta decisiva, quella del non ritorno, in un clima però di incertezza e poca chiarezza come lamenta Enzo Tomasello, responsabile provinciale FP Cgil sanità privata.
“Sapevamo che l’incontro del 18 sarebbe stato rinviato ma per fortuna così non è stato. La Cgil avrebbe voluto partecipare a questo appuntamento con le idee più chiare sul fronte giudiziario ma anche se finalmente, dopo 20 giorni, siamo riusciti ad avere le carte dal giudice del fallimento, esse risultano incomplete e quindi non fanno chiarezza su tutto. Ciò che è certo è la scadenza del periodo di esercizio provvisorio: oggi la struttura, l’immobile, dovrebbe essere restituita dalla curatela al legittimo proprietario. Alla luce di quanto si è discusso in commissione c’è senz’altro bisogno di un’ulteriore proroga e il direttore generale dell’Asp, il dottor Salvatore Brugaretta, mi ha garantito che in qualche modo l’emergenza sarà gestita.
Nel tempo le ipotesi avanzate sono state le più varie. Il trasferimento di tutti i posti letto a Villa Aurelia (proprietà del ras della sanità privata, non solo della Sicilia orientale, Antonio Tigano, ndr) con un canone mensile di affitto di 20.000 euro, previa la predisposizione della sala operatoria perché Villa Aurelia è una struttura atta solo alla lunga degenza. O, in alternativa, la possibilità di spalmare il budget disponibile, e ovviamente garantire l’occupazione dei lavoratori, nelle altre strutture esistenti che, anch’esse in sofferenza, potrebbero riceverne una boccata d’ossigeno. O ancora, l’ipotesi che sembra ora prevalente, di dislocare i posti letto a Noto. Interessati a questa opportunità, che passerebbe attraverso un bando europeo regionale, sono sembrate la società Nuova Clinica Villa Rizzo, ma con un nuovo nome: Città di Siracusa, e Villa Azzurra. Forse si pensa a un’unica società: i 45 posti letto dell’una e i 35 dell’altra supererebbero la soglia minima dei 60 posti letto previsti dal decreto Balduzzi. I tempi saranno comunque lunghi: tra la presentazione del bando, un mese, l’espletamento della gara e l’adeguamento delle strutture ospedaliere rimane la domanda di cosa ne sarà, fino ad allora, dei lavoratori che hanno dato sempre prova di grande professionalità e senso di responsabilità. A noi della Cgil interessa solo la trasparenza delle procedure e la salvaguardia dei livelli occupazionali così come dell’offerta sanitaria della provincia”.

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