Il 40% dei siciliani, quest’anno peri regali di Natale, si è recato presso le grandi strutture commerciali, un dato in calo del 10% rispetto al 2007, anno in cui la crisi “non si faceva sentire”. Ha preso terreno, rispetto ai piccoli negozi, il mercato online (Internet, Amazon, Groupon ecc.)
I consumi tornano al livello del ’99. Drastici i dati rilevati dall’ultimo sondaggio della Confesercenti. E così dopo il Tax Day i siciliani si ritrovano divisi in due categorie: chi percepisce la tredicesima a Natale ha acquistato il 2,6% di più di quelli che non possono contare sulla mensilità aggiuntiva. Nel 2014 solo un siciliano su due (51%) arriva alla fine del mese, mentre il 36% non riesce a superare la terza settimana e il 13% la seconda. Basti pensare che solamente sette anni fa la percentuale dei siciliani che dichiarava di avere un reddito sufficiente per tutto il mese era del 64%, oltre 6 milioni di persone in più rispetto ad oggi.
Non è una notizia nuova se quest’anno la quasi totalità dei siciliani – il 92% – ha dichiarato di aver ridotto i costi delle spese natalizie. Nel 2007 la quota era ferma al 67%. I tagli hanno investito le spese di tutti i giorni, ma si riducono anche le spese di necessità pratica: il 15% dichiara di aver risparmiato sul carburante, l’11% sui beni alimentari. Un numero quasi doppio rispetto al 6% registrato nel 2007. I regali fatti a Natale sono stati per lo più i profumi (38%), il cibo e il vino (83%).
Il divario diventa particolarmente evidente negli acquisti di giocattoli, segnalati dal 52% dei nostri concittadini con la tredicesima mensilità contro il 48% generale, così come anche nell’abbigliamento (56% contro il 51%) e negli elettrodomestici (29% e 26%). Quest’anno ha comprato un dono il 96% dei siciliani, ma il 13% – oltre 6 milioni di persone circa – non si è concesso regali per sé o per la propria famiglia; il 71% ha cercato il regalo utile. Chi comunque ha fatto i regali ha risparmiato soprattutto su parenti e amici, entrambi indicati dal 18%, seguiti dal partner (9%).
Ma solo il 5% ha ridotto le spese per i regali per i bambini, la stessa percentuale del 2007: la crisi ha modificato il Natale degli adulti. Si risparmia anche sui viaggi (15%) e sulle spese/regali per se stessi (16%). Il 4% non ha fatto alcun regalo. Ai bimbi sono stati regalati soprattutto doni utili, come il vestiario, scelto dal 43% degli intervistati. Il 31%, invece, ha donato i giochi di una volta, mentre il 12% si è orientato sulla tecnologia.
C’è chi invece, d’altra parte, arrivando Natale ha cercato di regalarsi un sorriso, i negozianti; infatti in questo periodo si concentra, in media, il 24% del fatturato annuale dei negozi. I risultati si prospettano in linea con quelli del 2013, ma a sua volta c’è chi ha registrato un Natale stagnante e con un ulteriore declino (28%) e chi ha intravisto un leggero miglioramento (24%). Il 40% dei siciliani, quest’anno, si è recato presso le grandi strutture commerciali, un dato in calo del 10% rispetto al 2007, anno in cui la crisi “non si faceva sentire”. Prende terreno, rispetto ai piccoli negozi, il mercato online (Internet, Amazon, Groupon ecc.) che si colloca al secondo posto nella classifica (23%) stilata dagli italiani su dove hanno acquistato i regali di Natale, più del triplo registrato nel 2007 (7%).
E’ rimasta forte la tradizione dell’albero di Natale, preferito nel 2014 da sette siciliani su dieci: il 33% ha fatto solo l’albero, mentre il 39% lo ha affiancato al tradizionale presepe, scelto come unica decorazione da un ulteriore 6% degli intervistati. Un 12% ha messo solo qualche addobbo natalizio, mentre il 10% non ha fatto alcuna decorazione. La Coldiretti racconta come negli anni della crisi il tradizionale albero di Natale si sia accorciato di mezzo metro ed oggi la maggioranza degli abeti acquistati hanno un’altezza inferiore al metro e mezzo, e in molti casi non superano neanche il metro. Gli abeti più piccoli che non superano il metro e mezzo sono stati venduti quest’anno a prezzi stabili e variabili tra i 20 e i 50 euro a seconda della misura, della presenza delle radici ed eventualmente del vaso mentre per le piante di taglia sino a due metri il prezzo è salito anche a 90 euro e molto di più si è pagato per gli alberi di altezza superiore o per varietà particolari.
Da sottolineare l’iniziativa di alcuni commercianti di via Ciane.“Abbiamo chiesto e ottenuto la pedonalizzazione natalizia della via al fine di promuovere eventi e manifestazioni che sappiano allietare le feste ai cittadini siracusani e soprattutto promuovere le nostre attività”. Queste le parole con cui i commercianti commentano la nascita del progetto “Shopping in via Ciane”. Lo scopo è unire tutte le attività commerciali per portare iniziative ed idee nuove per migliorare insieme e contrastare la crisi.
Le attività commerciali sono tutte in difficoltà, ma Corso Gelone con le sue vie adiacenti, icone per eccellenza del commercio degli anni ‘70 e ‘80, oggi vogliono ritrovare la centralità che meritano.“Abbiamo un progetto semplice, – spiegano – già accolto dall’amministrazione comunale che ha disposto la pedonalizzazione di via Ciane. La via sarà addobbata fino alla Befana; durante questo periodo, di settimana in settimana, saranno organizzati eventi quali mostre di pittura fotografia, eventi musicali, degustazione di prodotti tipici etc. In fondo – concludono – per ridare vita e vitalità ad una zona commerciale che sembra ormai avere perso i fasti del passato, ci è voluto davvero poco: solo un po’ di buona volontà e tanta voglia di credere ancora alla possibilità di una ripresa”.
Insomma, è stato un Natale all’insegna del risparmio quello del 2014 e come si usa dire: “Mangiari e vistiri, ognunu o so piaciri” (traduzione: Mangiare e vestire, ognuno a suo piacere).

Commenti recenti