Fronda al deputato M5S che dichiara 103 mila euro ma ne trattiene 30

Attacco mediatico a Stefano Zito reo di avere in dichiarazione dei redditi lo stipendio da nababbo degli on dell’Ars. Sottacendo che, come i suoi colleghi, versa a un Fondo la maggior parte della retribuzione un giornalista fonda un meetup autonomo e gli rema contro 

Un infelice proverbio siciliano descrive l’incongruenza tra il dolore patito dalla gallina quando depone l’uovo e il dileggio che ne fa il gallo reclamandone la sofferenza.

Il deputato del movimento 5 stelle Stefano Zito, in linea con la logica del suo movimento, ha rinunciato a parte degli emolumenti riconosciuti ai consiglieri regionali; in Sicilia definiti onorevoli. Diciamo che in questa farsa egli rappresenta la gallina. La parte del gallo la fa il direttore di un giornale locale il quale ha lanciato un anatema contro il giovane quanto idealista Zito. L’accusa sarebbe che non è vero che Zito abbia rinunciato al ricco stipendio da deputato, come da sempre egli ha affermato. La sicumera del giornalista nascerebbe dalla dichiarazione dei redditi dei deputati siciliani, appena diffusa dalla stampa. Ricordiamo che al primo posto della lista spicca il notaio Giambattista Coltraro, forte dei suoi 306.000 euro. Stefano Zito, allineato ai suoi compagni di movimento, ha dichiarato 103.000 euro.

In realtà, il “cittadino” Zito ha trattenuto per sè solo 30.000 euro l’anno più il rimborso spese. Il resto dei suoi proventi è andato al Fondo della Banca Etica presso la filiale di Messina così come certificato dalla stessa. L’abbaglio del malpensante è nato, come dicevamo, dallo studio della dichiarazione dei redditi resa per legge dagli stessi deputati, che riporta la somma intera erogata dalla Regione e non la decurtazione volontaria che ciascun deputato opera poi a favore del fondo di solidarietà per le piccole imprese. Il giornalista in questione, penta stellato anche lui, ha ritenuto di sparargli dritto in faccia la sua accusa amplificata poi dalla pubblicazione nel giornale on line La Nota Sette. 

Checchè dicano gli oppositori del movimento, gesti come questi dei penta stellati non si erano mai visti in questo povero Paese. Insomma nessuno dei politici di qualsivoglia schieramento ha rinunciato alla ricca “pagnotta” da deputato. Solo questo manipolo di giovani idealisti, coraggiosi e a volte innocentemente improvvidi, ha osato una cosa del genere. I furbacchioni, che da sempre galleggiano sulla cresta della cosca politica vincente, mai e poi mai avrebbero potuto credere a una così clamorosa rinuncia a intascare a piene mani risorse pubbliche.

Onde screditare ancor più lo Zito, il Movimento 5 Stelle ha subito una spaccatura degna della peggiore DC; infatti attraverso la metodica Web.2, una sorta di attivo di federazione in sede virtuale, una corrente del movimento ha fondato un meetup autonomo che rema contro le iniziative della deputazione locale del M5S. La frattura nel movimento avrebbe avuto origine, secondo voci di corridoio, dalla proposta, espressa dallo Zito, di incaricare studiosi di una certa levatura per approfondire la gravissima condizione dell’inquinamento del quadrilatero industriale della provincia di Siracusa. Su questo probabile incarico esterno si sarebbe consumata la spaccatura. Insomma – sussurrano i malevoli – se incarichi debbono essere assegnati, specie a pagamento, devono essere dati ai famigli. Fine della discussione.

Chi conosce il consigliere Zito ne apprezza le doti umane di pacatezza e morigeratezza. E’ tuttavia probabile che questo attacco possa giustamente imporgli un risoluto quanto giustificato ricorso alle vie legali.

 

Da leggere

Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati

1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti