La compagnia, superando il 30% del mercato, è stata costretta dall’antitrust alle cessioni. La nostra provincia non è stata colpita da questo provvedimento. Liguria e Milano Assicurazioni adesso sono destinate a scomparire. Forti disagi per 40mila utenti
Ventinove agenzie generali chiuse nel Meridione, di cui ben 13 in Sicilia, rischio licenziamento per decine di lavoratori e forti disagi per più di 40mila utenti: è questo quanto denunciato da Francesco Caruso, segretario provinciale SNA di Catania, in una nota diffusa in seguito a quella che lo stesso Caruso definisce ‘epurazione’ interna da parte del colosso assicurativo Unipol Sai. Una questione, stando a quanto riportato nella nota, legata alla posizione dominante assunta dal gruppo in alcune province, superando di fatto il tetto stabilito dalla legge per quanto riguarda la raccolta premi. “Le revoche – si legge nella nota – hanno colpito le piccole compagnie precedentemente assorbite dal gruppo, come Liguria e Milano Assicurazioni, e che adesso sono destinate a scomparire perché ne è stata decretata la morte senza programmare né una ricollocazione degli agenti e dei dipendenti e neppure del portfolio da loro faticosamente costruito, destinato inevitabilmente a disperdersi. […] Piuttosto che chiudere senza criterio, la compagnia avrebbe potuto procedere con una riduzione proporzionale del portafoglio tra le agenzie, ricorrendo all’articolo 8 bis dell’accordo imprese-agenti.”
Una politica aziendale ingiustificata ed aggressiva, quindi, oppure un adeguamento alle regole stabilite dall’antitrust, come invece sostiene Alfonso Saetta, presidente provinciale SNA di Siracusa? La nostra provincia, ci spiega il sig. Saetta, non è stata colpita da questo provvedimento, comunque effettuato a norma di legge.
Due anni fa, in seguito alla fusione di alcune compagnie, si diede vita al megagruppo Unipol Sai, soggetto, come tutte le fusioni di società quotate in borsa, a provvedimenti di legge e ai pareri delle agenzie competenti. Poiché la fusione superava il tetto del 30% del mercato, la DigiCom, cioè l’antitrust, ha stabilito che la nascente compagnia avrebbe dovuto cedere un miliardo e settecento milioni di portfolio attivo, cifra che poi è stata ridotta in base a successivi conteggi. “Questa parte di portfolio – ci spiega il sig. Saetta – è stata ceduta immettendo sul mercato 726 agenzie, che sono state acquistate in un unico blocco dall’Allianz, in maniera provvisoria dal 1° luglio e in maniera definitiva a partire dal 1° gennaio 2015.”
Da un successivo riconteggio effettuato a settembre, l’antitrust si è accorta che, in alcune province, Unipol Sai superava ancora il tetto del 30%. La compagnia, quindi, ha dovuto cercare una strada per scendere sotto la soglia imposta dalla legge, ma ormai non si poteva più cedere ad altre compagnie perché non si rientrava nè nel perimetro di cessione né nei tempi. “L’Unipol Sai, quindi – continua il segretario provinciale SNA di Siracusa – con un metodo criticabile e contestabile da un punto di vista ‘umano’ e professionale ma all’interno della legalità, ha ritenuto opportuno dare la revoca ad nutum, che non vuol dire che sia venuto meno il rapporto di fiducia.”
Questo significa che la compagnia ha liberalizzato il portafoglio lasciandolo alle agenzie che hanno accettato, liquidandolo e pagando le penali alle agenzie che sono state dismesse. Nel caso delle agenzie che non hanno accettato la liberalizzazione, l’Unipol Sai ha fatto ricorso alla gestione interinale, assegnando il portafoglio ad una agenzia regionale che, nella fattispecie, ha sede a Messina, la quale incasserà per sei mesi liberalizzando successivamente tutto il portafoglio. La liberalizzazione significa che il portafoglio viene immesso sul mercato. “Noi, ovviamente – continua Alfonso Saetta – pensiamo che la compagnia si organizzi localmente così come è successo a Siracusa, con dei punti in modo da non danneggiare i clienti, che sono la priorità.”
Ad ogni modo, tre delle quattro agenzie di Ragusa, così come tante altre agenzie siciliane ‘colpite’ dal provvedimento, hanno ottenuto un altro mandato immediatamente decorrente e senza soluzione di continuità, gestendo il portafoglio e i clienti nella propria sede. Nessuna speculazione, quindi, e nessuna sinistra manovra. Sicuramente il rammarico e lo sgomento per quegli agenti che da oltre 20-30 anni, a volte anche di più essendo già la seconda generazione che lavora nel settore, dall’oggi al domani si sono visti recapitare tramite raccomandata un ad nutum senza capirne il motivo.
“L’operazione – conclude il segretario provinciale SNA di Siracusa – è stata effettuata all’interno di regole e di leggi. Diciamo che il metodo sarebbe potuto essere differente, per esempio riunendo questi agenti, spiegando la situazione perché si era costretti a fare questa manovra. Comunque non entro nel merito perché non conosco i tempi e le modalità che DigiCom ha dato a Unipol Sai.”

Commenti recenti