Sulla Strada del Vino industria di energia alternativa autorizzata senza VAS

In contrada Bonivini (sulla Rosolini-Pachino), si eleva diciotto metri da terra e produce calore fino a 300 gradiIl consorzio e un comitato spontaneo chiedono  al Comune di Noto il ritiro dei permessi

Ognuno di noi ha nel suo immaginario, in fondo al proprio cuore, un luogo ideale, un luogo dove far pace con se stessi e con il mondo. Un paesaggio, una città, un quartiere, un bar sono i luoghi che più frequentemente vengono associati al vivere bene. Il luogo dell’anima ha scatenato le fantasie artistiche del fior fiore di scrittori, dall’ermo colle di Leopardi all’ombra dei cipressi di Foscolo a quel ramo del lago di Como del Manzoni.

Senza minimamente volermi paragonare ai mostri sacri della letteratura italiana, confesso anch’io di avere luoghi dell’anima di cui raccontare. Coincidono con due strade, due strade che nella frenesia di tutti i giorni, nel non trovare mai il tempo, ormai unico bene veramente prezioso, per noi stessi rendono piacevole un banale trasferimento da un posto a un altro: la strada provinciale P10 che da Buccheri porta a Sortino e lambisce la Necropoli di Pantalica, purtroppo già aggredita da quelle inutili pale eoliche che tanti altri  paesaggi hanno devastato! e la SP 26 che collega Pachino a Rosolini attraversando la contrada Bonivini che, cosa assai strana, ricade territorialmente, per la sua maggior estensione, nel territorio del comune di Noto.

Mai nome fu più azzeccato per indicare un territorio sul quale le più importanti case vinicole italiane hanno deciso di impiantare le proprie vigne.

Ma come in tutte le favole che si rispettano c’è sempre un orco cattivo, che minaccia di espandere la propria ombra su un paesaggio tra i più suggestivi della nostra provincia. L’orco assume le sembianze di un impianto per la produzione di energia alternativa con la tecnologia del solare termodinamico. Non stiamo parlando di un campo fotovoltaico ma di un impianto industriale a tutti gli effetti. Infatti “…non è superfluo rammentare, inoltre, che sotto l’aspetto tecnico, la tecnologia solare termodinamica non appare semplicemente assimilabile a quella “solare fotovoltaica” in quanto, pur sfruttando ambedue l’energia solare, la prima origina un flusso di corrente elettrica in seguito all’irraggiamento solare, mentre la seconda utilizza il calore solare concentrato da specchi solari al fine di riscaldare liquidi ad altissima temperatura che trasformano l’acqua in vapore il quale, a sua volta, aziona le turbine elettriche.” (Cit. G.U.R.S. del 7.11.2014)

Un impianto che si eleva 18 metri da terra e produce calore fino a 300 gradi centigradi. Molti di voi potrebbero strabuzzare gli occhi e potrebbero domandarsi: ma come, un ambientalista convinto che si scaglia due volte nello stesso articolo contro le energie rinnovabili?

Inutile ricordare che la Regione Siciliana non si è ancora dotata di un piano energetico. Inutile ricordare che non c’è un regolamento sulle “aree idonee” ad accogliere gli impianti energetici da fonti rinnovabili. Inutile dire che certe “industrie”, come spesso accade in questi casi, arricchiscono pochi e danneggiano molti. A difesa della contrada “Bonivini” si sono schierati il consorzio della “Strada del Vino” e un comitato spontaneo di cittadini che, con la costituzione nel procedimento presso il Tar contro un provvedimento amministrativo del Comune di Noto circa il rilascio della concessione con la ‘procedura abilitativa semplificata’ alla ditta che ne aveva fatto richiesta, hanno iniziato una battaglia per la tutela del paesaggio e la sopravvivenza delle attività agricole presenti in quei territori.

Come in tutte le favole che si rispettano, a un “orco cattivo” corrisponde una “fata buona” accompagnata dagli “elfi”. Nel nostro caso la “fata buona” è Paola Ballabeni, venuta dal nord a coltivare ulivi e titolare dell’azienda agricola Benarifi, proprio al confine con i terreni in cui dovrebbe sorgere l’impianto industriale: è lei ad avere, con caparbietà, coinvolto associazioni, partiti e società civile. L’elfo invece è l’avvocato Rocco Todero che ha magistralmente motivato il ricorso al TAR, in parte leggibile nella circolare dell’assessore regionale all’energia Calleri del 23 ottobre 2014. In essa si spiega chiaramente quali sono gli impianti che possono essere autorizzati con la procedura abilitativa semplificata e tra questi non risultano gli impianti a solare termodinamico, posti invece tra quelli per i quali è necessaria sia la valutazione d’impatto ambientale sia la valutazione ambientale strategica.

Il lieto fine si otterrà, e la mia strada dell’anima sarà salva solo quando il Comune di Noto ritirerà le autorizzazioni rilasciate dando seguito alla circolare assessoriale.

 

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