Papa Francesco ha invitato tutti i sacerdoti ad accogliere i migranti nelle canoniche. In ossequio al principio di fratellanza. Ed è rimasto inascoltato da molti preti. Ma recentemente, durante il viaggio di ritorno dalla Colombia, ha stupito i giornalisti, dichiarando di rispettare certe scelte politiche dettate dalla prudenza…
Non si è contraddetto: ha solo dimostrato di non essere un ingenuo. Sa che accogliere tutti coloro che vorranno venire sarà impossibile. E che occorre prevenire una situazione che non ammetterebbe soluzioni. Sa che un politico deve fare scelte ispirate dalla responsabilità. O dalla prudenza. E che un uomo di chiesa non può che attenersi alla carità. Sa bene che non tutti gli uomini di chiesa esercitano la carità. Molti fanno orecchio da mercante; alcuni, come don Abbondio, forse sono paralizzati dalla paura, piuttosto che frenati dalla prudenza.
Ma non li si può criticare, se il ricordo di un sacerdote sgozzato in Francia e di tanti religiosi e credenti soppressi altrove nel mondo è ben vivo nella loro mente. D’altronde non fu Matteo a riferire la nota frase di Cristo “Siate puri come colombe e prudenti come serpenti”?

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