Troppe critiche, spesso immotivate, alla sanità locale. Nessuno riflette che in molti Stati la salute è un lusso, in Italia anche un intervento a cuore aperto è gratis
La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017
Lo sport preferito degli italiani in generale è la lamentela a piè sospinto. I campioni indiscussi sono spesso quelli che meno sono impegnati nella società in generale. La sanità pubblica è, tra i tanti obbiettivi, la più colpita. Capita allora che ci si lamenti del fatto che dovendo trasfondere un paziente, i familiari si rifiutino di rifondere la stessa quantità di sangue alla Banca del sangue ospedaliera. Ci piace ricordare che il sangue non si compra e non si vende. Però si pretende che vi sia sempre disponibile. Però la Sicilia importa scorte di sangue da altre regioni perchè non ha abbastanza donatori per soddisfare la richiesta.
Tempi di erogazione dei servizi della medicina di secondo livello, per intenderci quella specialistica. Allora, istruzioni per l’uso; sulla ricetta rossa, quella del medico Asp, vi sono delle caselle in cui il medico appone una x. Indicano i tempi di erogazione richiesti. La U, sta per urgente. In quel caso si accede direttamente al pronto soccorso. La B, vuol dire Breve. Dieci giorni di tempo. La P, significa programmata, cosa vuol dire? Poiché non è urgente, si esegua quando sarà possibile. Ora, esaminiamo la circostanza di una richiesta in breve tempo. Dieci giorni. Dove? Dove sarà possibile. Avola, Noto, Melilli, Augusta, Palazzolo Acreide etc etc. Ma io voglio il dottor Bianchi o il dr Rossi. Signori pazienti, fino a quando il servizio è gratuito, non si può pretendere di scegliere il medico. Ricordo che in tantissimi paesi al mondo, la sanità è solo per ricchi.
Dunque, se ho veramente urgenza di una visita o di un esame, sarò ben lieto di accettare la disponibilità del servizio pubblico. A dimostrazione della veridicità di quanto sostenuto, vi raccontiamo un episodio che ci tocca personalmente. Un ragazzo di 17 anni appena compiuti, lamenta presenza di sangue nelle urine. Il medico di famiglia ordina di accompagnarlo in ospedale. In tre ore il paziente aveva già fatto un’ecografia renale e una Tac. Il giorno dopo una cistoscopia. Lo stesso giorno aveva la diagnosi in mano e la data dell’intervento chirurgico. Tutto ciò in forma assolutamente gratuita.
Ora possiamo lamentarci quanto vogliamo, ma non possiamo perdere di vista le cose vere. Vi sono indubbiamente aree di grande criticità. Il Pronto Soccorso di Siracusa non è assolutamente adeguato all’enorme affluenza degli ultimi anni. L’ex Ospedale Neuropsichiatrico è in uno stato di estremo abbandono. Ma è anche vero in tantissimi casi, il personale medico e paramedico si adopera facendo i salti mortali per cercare di fare comunque funzionare una macchina che si vuol far correre, quando a stento potrebbe mettersi in moto.
Mi piace ricordare l’avvenimento occorso nel reparto di urologia. Il parente di un paziente ricoverato, fulminato da un improvvido impulso da reporter, pubblicò su Facebook la foto di un recipiente per i lavaggi vescicali. L’eroe de noantri piuttosto che informarsi anzitempo circa l’uso del bidone in plastica, si diede ad improperi contro il sistema ospedaliero. Risultato: in tutta Italia è consuetudine sversare il materiale dei lavaggi vescicali nei bidoni di plastica. Però, l’infelice sortita procurò interventi ministeriali e assessoriali. I bidoni continuano ad essere utilizzati, ma nel frattempo la disinformazione produce disistima e insoddisfazione.
Eppure basterebbe solo pensare che altrove nel mondo la salute è un lusso. Nel nostro paese il costo di un intervento a cuore aperto è di 0 centesimi di euro.
Non dimentichiamolo.

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