A Siracusa e provincia si sprecano annualmente quasi due milioni di euro. Ne hanno discusso, nella sede dell’Ordine dei Medici, due primari: Scifo (Umberto I°) e Risicato (Augusta). I dati snocciolati dalla dott.ssa Salvina Schiavone, referente aziendale per l’appropriatezza prescrittiva
La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017
Si sono concluse il 28 gennaio presso il nostro Ordine dei Medici due sedute affollatissime dai sanitari che frequentano i corsi di formazione e di aggiornamento a Siracusa. Esse hanno avuto per oggetto il pessimo uso che si fa in Sicilia degli antibiotici. Più che il rischio c’è la certezza che la maggior parte degli antibiotici usati in ospedale e nel territorio sia diventata inefficace a causa dell’ eccessivo uso e della caratteristica, tipica di molti batteri, di divenire resistenti a questi veleni e di trasmettere tale prerogativa alla loro progenie.
Gli interventi degli organizzatori del corso – i colleghi Gaetano Scifo, primario infettivologo a Siracusa, e Roberto Risicato, primario medico ad Augusta – hanno reso chiare a tutti le notevoli difficoltà di guarigione che s’incontrano in alcuni ammalati, affetti da forme batteriche che un tempo erano sensibili alle cure. Descritti, addirittura, casi di morte di ammalati per infezioni assolutamente resistenti anche ai più moderni antibiotici ad alto costo, di uso esclusivo negli ospedali. Trema il mito che l’uomo moderno non abbia più a temere gran parte delle malattie infettive.
Il fenomeno delle resistenze dei batteri è divenuto così grave che l’Europa ha messo in moto un’offensiva internazionale per limitare i danni e restituire efficacia agli antibiotici.
Fin qui altro non abbiamo rappresentato che uno dei rovelli di queste brutte epoche, dove molti nodi vengono al pettine a tanti livelli. La notizia che ci interessa è un’altra e ci riguarda da vicino.
Tanto più sei arretrato tanto più usi antibiotici! – La realtà delle resistenze diffuse dei batteri agli antibiotici non riguarda tutti i paesi europei. L’Italia, insieme a Grecia, Cipro e Spagna, ha ricevuto diversi inviti negli ultimi anni a ridurre l’uso degli antibiotici. Inviti rimasti inascoltati. Siamo fra i massimi consumatori d’Europa. E’ drammatico considerare come queste nazioni prescrivano quasi il doppio degli antibiotici usati dagli altri paesi europei. Fa ridere, se non piangere, la constatazione che dei paesi mediterranei e caldi usino nei mesi invernali il doppio degli antibiotici utilizzati da paesi freddissimi per quasi tutto l’anno, come quelli dell’Europa settentrionale (Svezia, Norvegia, Germania, Olanda, etc..).
Farebbe pure ridere, ancor di più, la considerazione che fra le regioni italiane sono quelle del centro sud e isole a prescrivere antibiotici in quantità doppia rispetto a quelle del nord. Come faccia la Sicilia a prescrivere, durante il periodo delle influenze, antibiotici in quantità doppia rispetto alla media nazionale italiana e tripla rispetto alla media europea, non è spiegabile con motivazioni razionali. Di certo le infezioni che abbiamo noi non sono superiori né più gravi di quelle che si verificano in Scandinavia.
Se analizziamo il periodo in cui questi farmaci sono più utilizzati, ci accorgiamo che essi sono maggiormente usati durante l’inverno e quando ci sono epidemie di raffreddori, mal di gola, bronchiti, influenza. Valutando i costi di questi farmaci, la Sicilia raggiunge un altro record. Riesce a spendere il triplo del necessario, usando farmaci che altrove sono usati per infezioni serie, gravi ma rare. Peccato che non siano adeguati e raccomandati per le infezioni comuni respiratorie.
In questa escalation di sorprese, dove la Sicilia primeggia in negativo, manca il clou! La maggior parte delle prescrizioni inutili e pericolose di antibiotici in Italia e in Sicilia riguarda le malattie virali. Si sa, infatti, che le malattie virali costituiscono l’ottanta per cento delle cause delle malattie respiratorie. Il che vuol dire che gli antibiotici sono inutili perché uccidono i batteri ma mai un virus. I batteri, rispetto ai virus, sono cento volte più grandi. Le malattie da virus non hanno cure efficaci se non i vaccini preventivamente praticati, per quelle poche affezioni per le quali abbiamo sviluppato una vaccinazione. In sostanza spendiamo cifre astronomiche per curare con farmaci sbagliati e velenosi infezioni che non si curano in quel modo.
Ci distinguiamo: c’è da vantarsi! Quando i medici aggiornati spiegano che l’influenza non si cura con gli antibiotici, i pazienti siciliani pretendono l’antibiotico. Spesso se lo comprano da soli, senza permesso. Quanto più sono ignoranti e presuntuosi (strano a dirsi, aumentano piuttosto che diminuire), tanto più richiedono a gran voce gli antibiotici iniettivi. Nella loro arrangiata sapienza medica ritengono che le fiale siano efficaci molto più delle compresse. A volte sono corroborati in queste stupide convinzioni da medici degni di loro.
Non si spiegherebbe altrimenti il recentissimo decreto della regione siciliana che obbliga i medici a compilare, oltre la ricetta, anche una scheda di monitoraggio per gli antibiotici in fiale. In nessun’altra regione è stato arrecato un affronto così grave ai medici che devono spiegare, per filo e per segno, perché usano le fiale. Il problema che inchioda i medici siciliani alle loro responsabilità sta nel fatto che le ricette possono firmarle solo loro. Se le ricette sono inappropriate, non hanno scusanti.
La danza delle responsabilità e la paralisi delle commissioni che sanzionano – Divertenti e drammaticamente deludenti le spiegazioni del fenomeno addotte da alcuni tipici personaggi che, immeritatamente, rivestono ruoli di responsabilità in campo scientifico. Siracusa brilla in Sicilia per persistere in queste brutte performance prescrittive, anche se qualche altra provincia siciliana le tiene compagnia e la sopravanza. Il rischio per i cittadini siracusani è severo. Trattati senza motivo con antibiotici sbagliati, in casi che non lo richiederebbero, al momento giusto si trovano sotto l’attacco di batteri che non muoiono perché hanno elaborato resistenze così diffuse che potrebbero impedire l’azione di qualsiasi altro antibiotico.
Chi vi scrive ha partecipato all’evento formativo coordinando una tavola rotonda diretta allo scopo di portare a conoscenza dei colleghi dati, cifre, situazioni e nozioni d’importanza cruciale. Fondamentale per la riuscita della tavola rotonda è stato l’apporto del lavoro svolto dalla dottoressa Salvina Schiavone, referente aziendale per l’appropriatezza prescrittiva. Essa ha lungamente lavorato per l’estrazione dei dati prescrittivi dei medici siracusani e li ha usati per dimostrare fenomeni e responsabilità qui indicate.
E’ pericoloso indicare la strada del risanamento – Non sono mancate le resistenze e il tentato boicottaggio di qualcuno che ha paura dei dati, quasi dimostrassero la verità su alcune lauree rubate e carriere immeritate. Difficile è deviare la prua di una nave mal governata. Singolare ma ignobile la tendenza, tutta siciliana, di cercare altrove responsabilità proprie, di privilegiare le opinioni al posto dei dati, di avversare chiunque utilizzi il metodo scientifico. Eppure ci sarebbero quasi due milioni di euro regalati da Siracusa e provincia ai produttori di antibiotici che potrebbero essere recuperati e impiegati nella cura dei veri malati.
Brillanti le assenze di chi dovrebbe avere la responsabilità di riportare la vera scienza al suo ruolo e il compito di difendere i capitali, destinati alla tutela della salute, dalle grinfie delle multinazionali del farmaco. Rischioso, come sempre, si rivela il ruolo di chi va a smuovere certe consolidate e lucrose brutte abitudini. Sorprendente è anche la paralisi degli organismi di controllo, chiamati a sanzionare chi si discosta dalle corrette pratiche prescrittive e quei numerosi specialisti di ogni tipo che ignorano le norme nazionali e regionali, emanate in difesa del corretto uso degli antibiotici. Non si sprecano le posizioni anomale di alcuni personaggi che sono in franco conflitto d’interessi, dovendo sanzionare dei colleghi cui poi chiedono il voto nelle elezioni ordinistiche o sindacali.
Direi che i sorci ballano se il gatto non fa bene il suo lavoro. Spero che qualcuno capisca ciò che non dico.

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