“Augusta deve avere quello che la legge prevede e, se essa non è applicabile, che la si abroghi”, “I reparti di oncoematologia e chirurgia oncologica necessitano di investimenti”
La Civetta di Minerva, 27 gennaio 2017
Si ritorna ad affrontare in maniera decisa il problema relativo all’ospedale Muscatello di Augusta, da decenni punto di riferimento irrinunciabile per la comunità megarese, ma da qualche tempo oggetto di aspre battaglie tra chi ne vorrebbe il depotenziamento e chi invece ne auspica il rilancio.
A riproporre il dibattito, che ha avuto luogo nei giorni scorsi ad Augusta e che diventa sempre più intenso, è stato l’intervento provocatorio di Enzo Canigiula, consigliere comunale di opposizione e vice presidente della commissione sanità, che ha invitato tutti i colleghi che siedono in Consiglio a presentare le proprie dimissioni come atto di protesta contro la scarsa attenzione che le autorità preposte rivolgono all’ospedale e le promesse disattese. Questa nuova salva di proteste nasce, inoltre, da una serie di eventi che hanno sollevato gli animi di molti a partire dal timore, poi rientrato, che la nuova riforma della rete ospedaliera regionale, abbozzata dall’assessore Gucciardi, potesse escludere proprio l’ospedale di Augusta, cui si sono aggiunte le polemiche relative alla sospensione delle terapie oncologiche dovute alla chiusura del reparto a causa, si scoprirà, dell’assenza per malattia di alcuni medici. Piccoli “incidenti” che rivelano una certa approssimazione gestionale e che hanno avuto il “merito” di accendere nuovamente il riflettore sul futuro del Muscatello.
Sul tema dell’ospedale è stata incentrata anche un’assemblea pubblica del M5S, svoltasi alla presenza del Sindaco, e che ha visto anche la partecipazione del consigliere Canigiula e della presidente della commissione sanità Sarah Marturana.
“Abbiamo deciso – ha spiegato Sarah Marturana nel corso dell’assemblea – di mantenere sempre alta l’attenzione verso la difesa del nostro ospedale, cercando di dare un segnale forte alla cittadinanza. Così, lo scorso luglio, nel corso di un incontro sul tema svoltosi a palazzo San Biagio, abbiamo deciso di dare il via ad una serie di lavori di commissione finalizzati all’acquisizione di documenti dall’ASP e dall’ Assessorato regionale, che ci consentissero di capire le ragioni di fondo per cui l’ospedale non si stia sviluppando e quali siano le specifiche responsabilità”.
“Sui problemi che riguardano la salute occorre essere compatti – ha sottolineato il sindaco Di Pietro, nel corso del medesimo incontro – e dobbiamo concentrarci sull’attivazione dei reparti previsti per il nostro ospedale. A questo scopo, abbiamo già inoltrato una richiesta di audizione alla commissione sanità dell’Assemblea regionale siciliana. Fino ad oggi, tra quelli previsti, è stato attivato solo il reparto di neurologia, che sta svolgendo un ottimo lavoro. Chi deve fare le proprie terapie non ha più la necessità di lasciare la città per recarsi a Catania, anzi spesso in molti vengono da fuori per curarsi ad Augusta. Il personale di questo reparto è stato ampliato, per adeguarlo alle necessità e sono stati aggiunti dei posti letto.
“Quello che preoccupa, invece, sono i reparti di oncoematologia e chirurgia oncologica, che necessitano di investimenti per l’acquisto di macchinari specifici e di personale specializzato. Tempo fa, abbiamo inviato una richiesta scritta sia all’ASP di Siracusa che alla Regione in merito all’applicazione della legge n° 10 del 2014 in forza della quale la Regione Sicilia aveva previsto che ad Augusta venisse istituito un centro regionale per la cura delle malattie che derivassero dall’esposizione all’amianto, una norma che è rimasta purtroppo lettera morta. Dopo vari solleciti abbiamo ricevuto risposta solo dall’ASP, che ci ha garantito di aver inoltrato alla Regione la richiesta dei fondi necessari al compimento del progetto, senza ricevere alcun riscontro. La responsabilità di tali ritardi, a dire il vero, è imputabile anche alla norma stessa, la quale prevede che tale centro regionale venga istituito ad invarianza di costi, una prospettiva non verosimile se si immagina la mole di lavoro e di interventi che il centro dovrebbe affrontare.
Nessuna delle due istituzioni, invece, ci ha risposto in merito alla nostra richiesta di piena applicazione della legge regionale 5 del 2014 (norma di riordino del servizio sanitario regionale), in particolare in merito agli investimenti che dovrebbero essere effettuati ad Augusta per il fatto di essere un sito s.i.n. (sito di interesse nazionale) come Gela e Milazzo. Questa previsione è rimasta solo sulla carta e non si conoscono tempi e modi di applicazione della stessa. La regione, inoltre, non risponde alle nostre richieste nemmeno per informarci se le somme ci siano, siano mai state stanziate e con quali modalità saranno erogate. L’audizione che abbiamo chiesto in commissione sanità all’ARS serve proprio per ottenere quelle risposte che la Regione fino ad oggi non ha mai fornito. Non vogliamo che la nostra comunità sia illusa, Augusta deve avere quello che la legge prevede e, se la stessa non è applicabile, che la si abroghi”.
Il lungo ed intenso fine settimana dedicato all’ospedale si è concluso nella mattina di sabato con un sit in di protesta, l’ennesimo, davanti il Muscatello. La manifestazione, promossa dagli attivisti del “Tribunale del malato”, è stata sentita e molto partecipata, sia da parte dei cittadini che dei politici presenti. Anche in questo caso, si chiede che l’Assessorato alla sanità presso la Regione Sicilia intervenga per dare pieno corso alla previsioni di norma attivando i reparti previsti ed effettuando le attività di potenziamento dei reparti già in essere.

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