L’AZZECCAGARBUGLI – Ancora sulla gogna mediatica

L’AZZECCAGARBUGLI – Ancora sulla gogna mediatica

La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016

La nuova giustizia torna al passato, e -visto che in Italia la Giustizia non esiste quasi più- lascia che la punizione per le colpe di ognuno sia la gogna. Non c’è più il palo al quale legare i condannati (tra parentesi, a Siracusa c’è ancora, ma i nostri politici non lo sanno e quindi non lo segnalano né nella strada né nelle guide turistiche) ma adesso, grazie ad internet, c’è la diffusione in rete sicché la gogna diventa planetaria.

Alla gogna, in questa settimana, sono rimasti legati i quattro delinquenti che hanno ucciso a bastonate, dopo averlo impiccato, il povero cane Angelo, e gli idioti abitanti dei due paesini emiliani che hanno addirittura alzato le barricate per difendersi da 12 immigrati. Che questi immigrati fossero donne, di cui una incinta, è una circostanza che lascia il tempo che trova, perché i simpatici paesani non sarebbero stati meno imbecilli se gli immigrati fossero stati maschi. Tuttavia, il fatto che le barricate siano state alzate per difendersi dall’invasione di dodici donne e otto bambini è un’aggravante, e va trattata come tale.

I paesini di cui si tratta non meritano d’essere menzionati e, francamente, il fatto che si trovino in Emilia sembrerebbe confermare i tanti pregiudizi che nel tempo si sono costruiti intorno all’oltre Po. In definitiva, pare che i migranti siano poco benvenuti nelle città più ricche le quali non hanno ancora ben capito che anche loro, poverette, sono a sud di qualche altra città che magari, prima o poi, le prenderà a calci in faccia.

Ora, capiamoci: la modalità con la quale l’Italia sta gestendo la questione è veramente indecente ma ciò non legittima azioni razziste di questo tipo. In realtà l’emergenza nasce dalla circostanza che ci sono città in cui la concentrazione di immigrati clandestini è troppo elevata e, dunque, insostenibile.

Il nodo della questione risiede nel fatto che gli immigrati clandestini non possono certamente trovare un lavoro regolare, non possono prendere in affitto un immobile, non possono mandare i loro figli a scuola e non possono godere delle cure mediche di cui necessitano. Questo finché rimangono irregolari. Ora il problema è che queste persone rimangono irregolari troppo tempo, e ciò accade perché la burocrazia è vergognosa e i burocrati ancor più. Quindi, finché queste persone rimangono irregolari non potranno che lavorare in nero, occupare abusivamente edifici abbandonati ed ivi addirittura accogliere i loro connazionali per dividere con loro il poco che hanno e questo modo di vivere inevitabilmente diventerà, per loro stessi, ghettizzante.

Sicché abbiamo questo qui pro quo: più a lungo rimangono irregolari peggio saranno le loro condizioni di vita e, conseguentemente, maggiore la loro propensione a delinquere. E delinquere, si badi bene, per gli irregolari vuol dire già prendere in affitto un appartamento: questo comporta multe addirittura salatissime per chi avesse in mente di concedere in locazione i loro immobili. 

Capite che necessariamente deve intervenire il Governo, e lo fa per il tramite del prefetto. Dunque, per evitare l’inferno sopra neanche accennato, il prefetto requisisce temporaneamente un immobile e lì manda gli irregolari in attesa che la loro pratica burocratica venga compiuta.

Ciò avviene in tutta Italia, ma non a Gori e Gorino, dove il  prefetto vale meno di niente, le requisizioni sono carta straccia, i Carabinieri si beccano gli insulti a pancia-in-dentro-e-petto-in-fuori dignitosamente, la Polizia manco si vede, le ordinanze prefettizie e governative sono poco più che barzellette e dodici donne vengono respinte al mittente come posta indesiderata. Ora purtroppo al momento l’unica sanzione che possiamo infliggere a queste gentili personcine è la gogna mediatica e, quindi, dovremmo diligentemente diffondere la notizia, in modo tale che presentarsi quale abitante di Gori o Gorino sia una vera vergogna, così come avere generato dei figli che uccidono a bastonate un cane.

Ecco, forse l’unica consolazione in questo momento è sapere che gli abitanti di Gori e Gorino e i quattro delinquenti che hanno ucciso il cane Angelo siano nelle stesse pagine, ricevano gli stessi insulti e vengano in definitiva trattati allo stesso modo: non c’è una maniera carina di dirlo: sono, gli uni e gli altri, la feccia dell’Italia.

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