Sud-Est Sicilia, il clima sta cambiando pericolosamente

Studio dell’Ispra. Il 2015 è stato l’anno più caldo dell’ultimo mezzo secolo: niente inverno, l’autunno si è protratto fino alla primavera. In grande aumento le notti tropicali (più 20°C). Il fenomeno da vent’anni è in continua crescita

 

La Civetta di Minerva, 30 settembre 2016

Il rapporto ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), appena pubblicato, dà certezze preoccupanti. Passano nel silenzio dei “media”, come spesso accade per quello che non vogliamo vedere, ma gli indicatori del clima in Italia mostrano i dati su temperature, precipitazioni ed eventi meteo al 2015 con tendenze preoccupanti.

Come a livello globale, anche nel nostro paese l’ultimo anno è stato il più caldo di sempre. Impressionante, oltre il calore notevolmente cresciuto, il fatto che sulla Sicilia sud orientale si sia verificata una sostanziale cessazione dei già scarsi piovaschi da ottobre 2015 fino al Ferragosto 2016. Altro sconvolgente fenomeno, mai vissuto a memoria d’uomo dalle nostre parti, lo scorso autunno si è protratto fino a congiungersi con la primavera. E’semplicemente saltato tutto l’inverno. Le temperature invernali sono state così alte che nessuno ha quasi usato i cappotti.

Il 2015 ha fatto registrare il secondo valore più basso di “notti fredde” (dopo il record registrato nel 2014) e il secondo valore più alto di notti calde dell’intera serie. In grande aumento le notti tropicali (caratterizzate da una temperatura minima superiore ai 20°C) e un aumento del 28% di ondate di calore.

Il 2015 si contraddistingue come l’anno più caldo dell’ultimo mezzo secolo anche per aver segnato il record della temperatura media annuale della parte superficiale dei mari che bagnano la nostra penisola: con un’anomalia media di +1.28 °C, il 2015 si colloca, infatti, al 1° posto dell’intera serie dal 1961, superando i precedenti record del 2014 e del 2012. Negli ultimi venti anni l’anomalia media è stata sempre positiva, cioè il fenomeno si protrae ed è in crescita continua.

Lascio alle opinioni degli esperti o meno l’analisi delle cause del fenomeno, certo è che l’alternarsi delle stagioni è una condizione e un valore radicato nell’assetto genetico degli abitanti umani, animali e vegetali del pianeta. Le opinioni lasciano il tempo che trovano ma i fatti sono per un più rapido riscaldarsi del pianeta, dell’Italia e della Sicilia in particolare. Non è purtroppo un’opinione ma un fatto misurato e misurabile, questo certifica l’ISPRA. Le piogge, già scarsissime rispetto alla fine dell’Ottocento, si sono fatte così brevi e sporadiche da desertificare buona parte della Sicilia. Da circa trent’anni si registra la scomparsa di ruscelli, fontane, zone umide. Sugli Iblei i nostri minuscoli fiumi ormai si guadano bagnandosi appena le scarpe, quest’anno la loro portata si è ulteriormente ridotta al punto da far scomparire il corso in alcuni tratti.

Scritto oggi, quest’articoletto stride con gli allagamenti e le emergenze seguite a poche ore di pioggia torrenziale. Ormai è questo il modo di piovere, sempre di più rispetto a prima e, magari, in pochi giorni si tornerà alla siccità deprimente degli ultimi trent’anni. L’acqua ci sommerge in poche ore, scorre, finisce in mare e non prende la via del sottosuolo. Le vecchie falde acquifere, sfruttate all’inverosimile e calate paurosamente di livello, oggi potevano rinfrancarsi ma l’acqua è scorsa via veloce in mare.

Cosa c’entra con la salute? Lo capite da soli!

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