L’ASP e il rimborso di 1,5 milioni ai medici: “Prescritti”

Per attribuzioni errate dal 2005 al 2009, alcuni hanno diritto a 29mila euro, una pediatra vanta un credito di 47mila euro e un’altra di 42. Interrogazione di Stefano Zito (M5s) all’Ars. Chi ha saputo ha fatto decreti ingiuntivi, ma molti sono ignari

 

La Civetta di Minerva, 10 giugno 2016

Ammontano a un milione e mezzo di euro gli emolumenti che l’Asp dovrebbe versare ai medici di base e ai pediatri per il quinquennio 2005/2009 e a 535mila euro la somma che dovrebbe farsi restituire perché riconosciuta illegittimamente. Tra i dare e l’avere un debito a suo carico  di circa un milione.

Ma, all’italiana, finirà forse che chi ha percepito emolumenti non dovuti se li terrà stretti e chi dovrebbe invece vederseli riconosciuti resterà con un palmo di naso. E dire che è proprio tra questa seconda categoria che si leggono le cifre più alte: una pediatra vanta addirittura un credito di 47mila euro, un’altra di 42, alcuni medici generici sfiorano i 29 mila. Più contenuta la top list dei debiti, intorno ai 15mila.

A chiedere chiarimenti sul fattaccio ancora una volta Stefano Zito e il suo movimento. Ai primi di aprile Zito, quale primo firmatario, ha infatti presentato al presidente della Regione e agli assessori per la salute, per l’economia e per le autonomie locali e la funzione pubblica, una richiesta di chiarimenti.

I fatti, nudi e crudi. Dal 2005 al 2009 gli emolumenti dei medici generici e dei pediatri di libera scelta erano gestiti dal CED di Palermo (centro di elaborazione dati ormai inesistente) al quale l’Asp di Siracusa mensilmente inviava le eventuali variazioni dell’anagrafe degli assistiti. Sebbene però il CED inserisse tali variazioni nel proprio software per provvedere correttamente all’elaborazione degli emolumenti, una parte di esse veniva scartata in quanto non risultava tra i due database una piena conformità. A volte errori nel codice fiscale, altre una difformità nel cognome-nome o una precedente variazione non registrata, e via di questo passo. In sostanza, nonostante sul database della società HMO (società partner dell’ASP di Siracusa per l’informatizzazione dei servizi) la variazione risultasse corretta, di fatto al CED di Palermo non veniva apportata l’idonea correzione. Inevitabili quindi alcune erronee attribuzioni delle quote per gli assistiti ai singoli medici e di conseguenza l’errata elaborazione degli emolumenti.

Solo a partire dal gennaio 2010 il sistema è stato modificato e l’elaborazione degli emolumenti mensili è stata affidata direttamente all’ASP di Siracusa che si avvale di uno specifico applicativo paghe realizzato dalla Società “Sicilia e Servizi” alimentato dalla Nuova Anagrafe Regionale (NAR), costantemente aggiornato su base anagrafica collegata agli archivi informatici esistenti presso gli enti comunali.

Ma non avendo il NAR acquisito i dati per il periodo precedente il 2010 – sembra per la difficoltà della trasposizione dei dati dal vecchio al nuovo sistema -, l’adeguamento economico delle quote non è potuto avvenire in via automatica e solo agli inizi del 2013, con commissario straordinario il dottor Mario Zappia, si è cercato di rimediare al problema provvedendo finalmente all’allineamento dei dati tra l’anagrafe assistiti aziendale e la NAR.

Messo a posto tutto, fatti i conti, è sorto l’inghippo. Invece di procedere materialmente al pagamento delle quote così come esplicitamente prescritto da una delibera del commissario, l’ufficio preposto dell’ASP ha invece ritenuto di non poter procedere al pagamento delle somme, nonché a richiedere quelle erroneamente corrisposte, perché esse non risultavano iscritte nei rispettivi bilanci di competenza. A dare l’autorizzazione e ad erogare il necessario finanziamento doveva l’assessorato regionale della salute. L’ASP avrebbe sì informato del problema l’assessorato ma inutilmente: nessuna risposta, nulla di nulla.

Cosa fare? Semplice: far finta di nulla e azzerare debiti e crediti. L’ASP di Siracusa, con una delibera del 5 giugno 2015, ha revocato in autotutela la deliberazione del 29 novembre 2013 (quella che dettagliava debiti e crediti) per “intervenuta prescrizione del diritto al momento della attribuzione e quantificazione delle quote capitarie nonché in ordine alle azioni di rimborso o recupero da avviare per le quote arretrate eccedenti dovute dai MMG e PLS relative agli anni 2005/2009″. Una trovata davvero ingegnosa. Una soluzione che forse è sembrata possibile grazie a una delle stranezze più incredibili di questa vicenda davvero singolare: un buon numero di medici e pediatri ancora oggi forse non sa nulla di tutto questo, e con la loro inazione rischiano di mandare in prescrizione anche crediti ancora esigibili: un pateracchio.

Solo progressivamente, grazie al passa parola, la notizia si è diffusa, seppure parzialmente, e alcuni medici già si sono rivolti ai legali così da far partire i primi decreti ingiuntivi nei confronti dell’ASP. Un contenzioso che si preannuncia lungo e complesso anche perché si dice che l’Asp abbia schierato addirittura un team di avvocati, ben quattro. Nessun problema: sono a carico della collettività.

“Con la nostra interrogazione – dice Stefano Zito – abbiamo chiesto di verificare la fondatezza delle motivazioni opposte dall’ASP di Siracusa al finanziamento delle quote assegnate a medici generici e pediatri, e se è vero, quindi, che “l’autorizzazione e il conseguente finanziamento potevano e dovevano essere richiesti al competente Assessorato Regionale della Salute”; di valutare quante di queste somme non sono più recuperabili o erogabili in quanto sarebbero trascorsi i tempi previsti per legge; di indicare, qualora risultino accertate le responsabilità dell’Assessorato “lamentate” dall’ASP di Siracusa, quali iniziative si intendano intraprendere per porre rimedio al danno patrimoniale patito nelle more dai medici, creditori di somme rilevanti, e dall’ASP; e infine di individuare eventuali responsabilità contabili e amministrative per la cattiva gestione delle “operazioni di allineamento dell’anagrafe assistita aziendale con gestore della Regione Sicilia” e per le conseguenti spese per i ricorsi pendenti contro l’ASP8 di Siracusa. Attendiamo risposta scritta. Urgente”. 

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