Katia Santoro (terapia bionaturale): “Curiamo senza farmaci”

“In Occidente si curano i sintomi, vai dal dottore che ti dà le pillole, la medicina tradizionale cinese è altra cosa”

La Civetta di Minerva, 15 aprile 2016

Katia Santoro è una persona molto conosciuta nella realtà siracusana, in specie da che si è dedicata, con successo, alle discipline bionaturali. E’ una persona sempre allegra che dona la sua esperienza con pregio, predisposizione e preparazione. Vuoi che aggiunga altro? Katia scoppia nella sua caratteristica risata.

Hai un’associazione “sir namaste” in cui pratichi lo yoga, lo zhineng qigong, i trattamenti shiatsu, che insegni anche, e i seminari reiki. Vogliamo invece parlare della medicina tradizionale cinese.

Ho acquisito il titolo a Monza alla scuola Himawari fino al 4° anno di specializzazione. La M.t.c. è una di quelle materie di cui devi essere sempre aggiornato. I testi più importanti sono due: lo Huang di Nei Jing, che si divide in So web e Ling Shu, e il tao de jing che è il libro della via e della virtù. Sono i testi da cui i più grandi maestri e insegnanti come i sinologi Franco Bottari e Giulia Boschi, Ramon Testa, Kaptchuk traggono insegnamento.

Esistono altre persone a Siracusa che la esercitano?

Da quello che so io, no. Vi sono dei medici che si occupano di agopuntura e probabilmente avranno studiato questo sistema medico.

In sintesi, qual è la differenza con quella occidentale?

Mentre la medicina occidentale cura il sintomo, la M.t.c. va alla causa senza farmaci. È importante capire e intervenire sulla causa. È grazie al sintomo, a una disarmonia, che si capisce perché il corpo invia degli specifici input, togliere il sintomo comporta il non capirne la causa. Un esempio? Il mal di testa. Questo viene curato per tutti dallo stesso prodotto, ma noi siamo esseri unici, se il mio mal di testa proviene dall’abuso di zuccheri raffinati per te è dal vivere in una casa umida, per un’altra persona dipende dalla cattiva circolazione, poi vi sono persone a cui proviene dallo stare davanti al computer. Come vedi, le cause sono tante e diverse e non possono essere curate allo stesso modo.

A Siracusa, con il suo clima, cosa consiglia questa medicina?

La M.t.c., nel suo libro La via e virtù, afferma di seguire la virtù, cioè non mangiare troppo, non abusare di certe cose, nè difettare di altre, lo stesso vale per il dormire, lo sport, ecc. Insomma raggiungere una vita armoniosa. È per questo motivo che la M.t.c. può essere inserita in tutti gli ambienti del mondo, figuriamoci a Siracusa. Qui il clima è molto umido. Questo significa che non si deve eccedere nei carboidrati e zuccheri raffinati. Poi c’è il cambiamento di stagione, che porta ad avere sbalzi umorali, fisici come nel sonno, ciò comporta per noi siciliani vivere in una certa maniera, poiché siamo focosi e agitati, mentre le persone del nord per il clima freddo sono più introspettive.

Qui ci sono più anziani e una forte disgregazione sociale…

È difficile inserire nell’attuale ambiente sociale la M.t.c. Abbiamo delegato persone esterne a curare i nostri malanni. Andiamo dal medico che ci somministra la pillola, cioè la soluzione del nostro problema, c’è il dietologo per la nostra dieta, lo psicologo, ecc. La risoluzione dei nostri problemi siamo noi stessi, noi sappiamo cosa è buono o sbagliato. A maggior ragione, le persone anziane preferiscono che gli si dica cosa devono fare. Loro non vogliono pensarlo. Sono abitudini prima inesistenti, sono state acquisite anni fa e ovviamente oggi la privazione psicologica gioca un ruolo importante.

Come vedi localmente la situazione in un domani?

Vedo già dei cambiamenti perché ci sono tante malattie autoimmuni dovute al fatto che le nostre cellule non svolgono più i compiti per cui nascono, altre resistenti ai farmaci. Tutto questo sta portando la gente a rivedersi e riscoprirsi. C’è una rinascita. Aumenta così l’attenzione nell’alimentazione con negozi bio, a chilometri zero ecc., poi nelle discipline bionaturali sempre più seguite anche da anziani. Tante persone si stanno riappropriando dei propri tempi, spazi, benessere, anche se sta succedendo lentamente, purtroppo siamo dovuti giungere a questo livello d’eccesso per capirlo. Com’è il Tau, che è rappresentato dal cerchio bianco e nero, così è la vita dell’uomo: arrivare a un’estrema noncuranza per poi ritornare lentamente a risalire per una sua migliore qualità. È la teoria dello yin e dello yang, base della M.t.c.

Questa metamorfosi cui l’uomo è giunto, perché in balia di una grande alienazione, sta ora, storicamente, cambiando. A Siracusa quindici anni fa queste discipline erano sconosciute. Mentre penso che fra dieci anni si parlerà normalmente di M.t.c. E’ attivo in Toscana il primo ospedale di medicina alternativa, dove ci si può curare con agopuntura, fitoterapia, omeopatia e M.t.c. insieme alla medicina classica. In Cina, la clinica di un grande maestro – dove si pratica lo zhineng qigong, che pratico anch’io – nel 1986 è stata accreditata dal governo per la cura di diverse patologie. Io dopo la specialistica sono stata a Milano, come collaboratrice nello studio della dott.ssa Elisa Rossi dal nome Xiao Xiao a frequentare un corso di Tuina pediatrico gli venivano inviati pazienti da diversi ospedali. Era l’ultima spiaggia, arrivavano bambini di pochi anni affetti, in particolare, da problemi motori e respiratori. È stata un’esperienza bellissima.

Ce ne vorrebbe una qui?

Sono passati quattro anni da quell’esperienza di Milano in cui mi sono sentita tanto valorizzata sia per Elisa, persona straordinaria, sia per le persone, che si affidavano e credevano completamente in lei. Teniamo presente che i pazienti erano bambini su cui i genitori normalmente sono più attenti, eppure loro riponevano in lei tanta fiducia, non saprei qui.

Possiamo dire che c’è un approccio sbagliato quando si parla di M.t.c.?

La M.t.c. è vista da molti come alternativa a quella occidentale, invece è complementare con le sue discipline bionaturali. A Milano, nella clinica di Elisa si usavano anche farmaci oltre ad applicare le discipline bionaturali che sono le attuazioni pratiche della M.t.c..

È venuto il momento di congedarci da Katia salutandoci con un namastè, grazie a te.

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