Controreplica a Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula, sulla “pericolosità” nell’alimentazione. Se, in materia, non ci affidiamo a studi scientifici chiunque può contraddire chiunque, la mia fonte è l’Istituto della Sanità
La Civetta di Minerva, 1 aprile 2016
Ero consapevole che, scrivendo un articolo che va controcorrente, si sarebbero manifestate chiaramente reazioni di contestazione. Ringrazio per l’attenzione per quel che scrivo e ammiro le competenze naturalistiche e ambientali del Presidente Fabio Morreale di Natura Sicula. La natura, la storia del mio territorio, la paleogeografia, l’archeologia, la micologia, la fitoalimurgia e la flora degli Iblei sono la mia religione fin dall’adolescenza.
Mi sia consentito di rispondere per “spot”. La chimica e la biochimica non consentono opinioni libere. Così è per la fisiologia e la patologia umana. Esistono delle evidenze scientifiche che vanno evolvendosi ogni giorno di più e che non consentono a ciascuno di farsi opinioni personali, se non da esse supportate. Lungi da me il vantare l’olio di palma come olio da promuovere. Doveroso, però, denunciare una manovra di demonizzazione non basata su dati scientifici, a senso unico e che nasconde ben altro.
Chi segue le mie rubriche ha capito che uno degli scopi sociali che mi sono proposto, nel divulgare le mie conoscenze e competenze, è quello di contrastare la propagazione delle bufale, di combattere la moda ormai irrefrenabile che il passante diventi un opinionista o che chiunque sia autorizzato a contestare il parere di un esperto o, come regolarmente avviene, un cittadino ritenga di essere turlupinato, in campo di sanità, farmaci, vaccini e sicurezza alimentare, proprio da quegli enti che si occupano di fornire consulenza agli organi dello stato.
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Il risultato che si ottiene è quello che chiunque possa contraddire chiunque, persino si possa contestare il magistrato, il notaio, l’avvocato, l’insegnante, il medico, il ministro, l’Azienda Italiana del Farmaco ( AIFA), il Nucleo Antisofisticazioni (NAS) dei carabinieri, l’Istituto Superiore di Sanità, vantando certezze e competenze pari o addirittura superiori. Questi fatti determinano confusione nei cittadini e rafforzano il preconcetto che non ci sia alcuna loro tutela.
In una società normale tali abitudini porterebbero all’ingovernabilità, alla destabilizzazione, al crollo della fiducia nelle istituzioni. Molti individui non si accorgono di essere diventati, in buona fede, strumenti di chi vuole rovesciare i criteri che governano un paese civile.
Nella fattispecie dell’acido palmitico affermo quanto segue: a) Un bambino appena nato, pur non avendo mai mangiato altro che il latte di sua madre, produce da solo acido palmitico per i suoi fabbisogni energetici e cellulari; b) Il 20% dei grassi contenuti nel latte di una donna che allatta sono fatti di acido palmitico, anche se non l’ha mai ingerito dall’esterno; c) Il grasso di un essere umano contiene il 20% di acido palmitico, sintetizzato naturalmente dall’uomo stesso; d) Nella bile l’acido palmitico ha funzioni importanti; e) Appare strano e inverosimile che l’essere umano sintetizzi un grasso pericoloso ma indispensabile per le sue funzioni vitali. L’acido palmitico è una risorsa insostituibile, tanto che il nostro corpo lo costruisce da solo; f) Gli acidi grassi saturi, compreso il palmitico, sono indispensabili nell’alimentazione dei neonati e dei bambini; g) L’olio di palma contiene sia acido oleico (monoinsaturo come quello delle olive), sia acidi polinsaturi (vantaggiosi per l’uomo), sia acido palmitico, saturo e in buona quantità, con caratteristiche simili al burro e alle margarine. Il suo problema sta nell’avere più grassi saturi degli altri oli vegetali; h) Le foreste rischiano anche di più se, invece di coltivare palme, si coltivassero girasoli, bisognosi di aree più vaste e con minor resa per ettaro. Il problema reale sta nella sovrappopolazione del pianeta e nell’estrema povertà di alcune nazioni che sacrificano la foresta al guadagno; i) Non è tanto l’olio di palma a essere pericoloso quanto l’abitudine di somministrare troppi dolci ai bambini, adolescenti e adulti. Il vero pericolo sono le troppe calorie, il cibo spazzatura supercalorico, l’obesità ed il diabete; l) L’olio di palma sostituisce nei dolci e in cucina il burro, le margarine e lo strutto, ancora più ricchi di grassi saturi! m) Non esiste alcun provvedimento che dichiari non commestibile e scadente l’olio di palma.
Smetto di precisare per non tediare nessuno. Nessuna delle cose che ho dichiarato proviene da mie convinzioni personali. Le mie fonti sono l’Istituto Superiore di Sanità che ha pubblicato un’autorevole messa a punto delle conoscenze attuali sull’olio di palma. A loro volta gli esperti dell’ISS mostrano la fonte di tutte le loro conclusioni, applicando magistralmente il metodo scientifico. Consiglio la lettura dell’intero documento a questo link: https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2481_allegato.pdf.
Origine delle mie affermazioni, altrettanto autorevole per me, è Altroconsumo, associazione di consumatori della quale mi onoro di essere socio da più di trent’anni e vero baluardo, autofinanziato, degli interessi dei cittadini.
Per il resto condivido molte delle affermazioni della replica.

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