Sorbello: “No all’istituzione di un similmatrimonio gay”

Il consigliere comunale: “Non si discute il riconoscimento dei diritti individuali degli omosessuali, ma bisogna investire sulla famiglia naturale”. “Aberrante la trasformazione del figlio in un oggetto, addirittura in un oggetto di compravendita”

 

Salvo Sorbello, consigliere comunale di Siracusa e fino ad un anno fa delegato nazionale per le politiche familiari dell’Anci: “Sono contento di aver aderito al Family Day, perché è stata un’esperienza che serve ad unire la nazione sulle cose che davvero contano”.

Dott. Sorbello, qualche anno fa fu approvato a Siracusa il registro delle unioni civili. Lei votò contro.

Se guardo a Siracusa, non mi è piaciuto che il primo atto della nuova amministrazione comunale sia stato l’approvazione del registro delle unioni civili. Un atto propagandistico, tanto è vero che, a distanza di quasi tre anni, le iscrizioni in tale registro si contano sulle dita di una mano. Non ho condiviso questa priorità perché si vorrebbe far credere anche a casa nostra che la vera emergenza sia questa e non piuttosto il sostegno alle famiglie con figli, che rischiano seriamente di precipitare sotto la soglia di povertà.

Che valutazione dà del ddl Cirinnà?

Chiarisco immediatamente che il riconoscimento di diritti individuali alla persona omosessuale che convive con altra persona dello stesso sesso – a partire dal diritto all’assistenza del convivente in ospedale, in carcere e così via, già ampiamente contenuto nelle leggi in vigore – non può determinare alcuna analogia con il matrimonio. Non si discute il riconoscimento dei diritti individuali delle persone omosessuali, ma occorre guardare soprattutto al futuro della nostra società, investendo sulla famiglia naturale e non istituendo un similmatrimonio gay.

Cosa ne pensa dell’articolo 5 del ddl Cirinnà, quello sulla stepchild adoption?

A mio avviso, i minori devono avere la priorità di tutela. A meno che da ora vogliamo stabilire una inversione di valori: che il diritto al figlio, a ogni costo, sia preminente rispetto al diritto del minore a una famiglia. I figli non sono oggetto dei diritti degli adulti, il loro pur legittimo desiderio non può mai essere trasformato in diritto. Questo vale per le coppie omosessuali come per le coppie eterosessuali. Un figlio è un dono. E’ aberrante la trasformazione del figlio in un oggetto, addirittura in un oggetto di compravendita. Ogni bambino ha diritto di avere un padre e una madre e occorre tutelare la dignità della donna contro la pratica abominevole dell’utero in affitto. Il dato che le persone nascano da un padre e da una madre non si può stravolgere se non facendo pagare prezzi altissimi ai più fragili. Si afferma che ognuno è libero di amare e fare sesso con chi vuole ma questo è un fatto privato, con cui ciascuno fa i conti: non si possono trasformare desideri in diritti.

Lei difende da sempre la famiglia tradizionale…

Sono tanti i giovani che vorrebbero sposarsi e mettere al mondo dei figli, garantendo così il futuro della nostra società, ma non possono farlo senza un lavoro e senza un efficace sostegno. Come non accorgersi di quanto di grave sta accadendo a Siracusa, dove sono diminuiti i bambini che frequentano gli asili nido e che mangiano nelle mense scolastiche, nel silenzio più assoluto!

È normale che si parli tantissimo di adozioni di coppie gay e mai di coloro che si sposano e che per mettere al mondo dei figli diventano poveri e tirano avanti solo col sostegno dei genitori o dei nonni? E la priorità sarebbero invece le unioni omosessuali e la compravendita dei bambini con l’utero in affitto? Come si possono confondere i diritti dei bambini e i diritti sui bambini? Quale prezzo pagheranno questi bambini? Se comprendiamo la posta in gioco e mettiamo i bambini prima di ogni altro discorso, si comprende che i diritti dei gay possono essere riconosciuti senza forzature dannose e traumatiche.

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