Diffusissimo nei paesi sudamericani con molti casi anche in Europa, il virus, trasmesso da zanzare della specie Aedes africanus, provoca nei neonati microcefalia
Esistono davvero pochi rischi per il genere umano che possano causare un numero di morti paragonabile a quello delle pandemie. Sebbene non se ne sia parlato molto, negli ultimi mesi il Brasile è stato colpito da un’epidemia del virus Zika, che ha contagiato centinaia di migliaia di persone. Di solito, il virus si presenta con sintomi lievi e simili a quelli dell’influenza, ma le autorità sanitarie hanno anche riportato casi di bambini nati con malformazioni congenite da donne contagiate durante la gravidanza. Il virus è diffuso da piccoli insetti, come zanzare o pulci, e non esiste un vaccino che possa prevenirne il contagio. Per chi non vive in Brasile, potrebbe sembrare facile minimizzare la vicenda: ma non si tratta dell’ennesima notizia su un evento drammatico accaduto lontano da noi. All’indomani della tardiva e mal gestita reazione all’epidemia di Ebola in Africa occidentale – per la quale sono morte oltre 11 mila persone – gli Stati Uniti hanno istituito un’autorevole commissione indipendente per trarre insegnamenti dal caso di Ebola e altre recenti ondate di epidemie infettive, in ottica futura. La commissione di 17 membri sul Global Health Risk Framework for the Future (quadro di rischio sulla salute globale per il futuro) ha pubblicato lo scorso 13 gennaio il suo rapporto finale: le conclusioni del gruppo di esperti mettono in guardia sul pericolo rappresentato dalle malattie epidemiche, in grado di originarsi e diffondersi ovunque.
Nonostante i progressi scientifici, la comunità internazionale ha sottovalutato enormemente i rischi che le pandemie rappresentano per la vita e il sostentamento dell’uomo. Esistono davvero pochi rischi per il genere umano che possano causare un numero di morti paragonabile a quello delle pandemie.
Scopriamo i sintomi del virus Zika, la microcefalia e la diffusione in Italia. Questo virus, trasmesso dalle zanzare, è stato isolato all’inizio nel 1947 da una scimmia nella foresta di Zika, in Uganda. L’anno successivo è stato poi rintracciato in zanzare della specie Aedes africanus, sempre nella stessa foresta. E’ endemico in alcune zone dell’Africa e dell’Asia. Oggi è ritornato alla ribalta della cronaca in seguito alle epidemie che si sono manifestate anche in alcuni Paesi dell’America Latina, che appaiono particolarmente arischio: Brasile, Colombia, Venezuela, Honduras, El Salvador.
Sintomi
L’infezione da virus Zika presenta, fra i sintomi caratteristici, una febbre lieve, di solito meno di 38,5 °C. L’innalzamento della temperatura corporea è accompagnato da un’eruzione cutanea. Quando i sintomi si presentano, possono essere frequenti anche dolori muscolari, dolori articolari e gonfiore soprattutto a carico delle articolazioni delle mani e dei piedi. Chi è colpito dall’infezione può soffrire anche di cefalea, dolore agli occhi e congiuntivite. La maggior parte delle persone guarisce spontaneamente, senza la necessità del ricovero ospedaliero. I sintomi spesso sono così lievi che l’infezione può passare anche inosservata. Le manifestazioni sintomatologiche si protraggono da qualche giorno a una settimana.
Come si trasmette
Il virus Zika, come anzidetto, viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette della specie Aedes. Gli insetti generalmente depositano le uova vicino ad ambienti di acqua stagnante. Si infettano quando pungono un oggetto malato e poi possono diffondere il virus tramite le loro punture. Esiste anche una cosiddetta trasmissione verticale. Il virus può essere trasmesso dalla madre al feto durante la gravidanza e le conseguenze possono essere drammatiche. Ultimamente la ricerca scientifica si è accorta di come sia possibile una diffusione del virus attraverso i contatti sessuali.
Microcefalia
Una delle conseguenze della diffusione del virus Zika può essere proprio la microcefalia, che rappresenterebbe il pericolo principale quando avviene la trasmissione verticale. La microcefalia è una malattia rara, che porta a gravi malformazioni. Si tratta, in particolare, di una malformazione neurologica, determinata dal mancato sviluppo della scatola cranica. Accade in questi casi che la testa del neonato non cresce in proporzione con il resto del corpo. La testa, quindi, mantiene piccole dimensioni e il cervello non si sviluppa pienamente. I neonati con microcefalia presentano difetti cognitivi fin da subito.
L’influenza spagnola del 1918 uccise da cinquanta a cento milioni persone: solo la seconda guerra mondiale ha causato più morti tra le catastrofi del Novecento. Dalla sua comparsa, il virus dell’HIV/AIDS ne ha uccise 35 milioni. Sebbene con un numero di morti molto minore, negli ultimi quindici anni cinque epidemie hanno destato preoccupazione: la sindrome acuta respiratoria grave (SARS); due ondate di influenza: la H5N1 e la H1N1; Ebola; e la sindrome respiratoria mediorientale (MERS). Mentre il mondo diventa sempre più globalizzato grazie al movimento di beni e persone, il cambiamento climatico danneggia il clima, e nuovi patogeni sono trasmessi tra uomini e animali, una serie di malattie infettive è destinata a formarsi e propagarsi. Negli Stati Uniti sono già stati segnalati una decina di casi di contagio da Zika, per ora tutte persone che avevano viaggiato al di fuori del paese.
La minaccia posta dalle malattie infettive sta crescendo, aggiungo che le condizioni per la comparsa e il contagio di malattie infettive non sono mai state così pericolose e che altre ondate di epidemie – nuove, latenti o già note – sono una certezza. Vorrei sottolineare come i rischi di epidemie non siano da considerarsi come possibilità remote e inevitabili, ma piuttosto come reali minacce alla sicurezza nazionale. I paesi dovrebbero affrontare le malattie esattamente allo stesso modo in cui investono nel settore militare: la minaccia delle epidemie è stata invece trascurata in molte parti del mondo.
Sarebbe opportuna l’adozione di misure per il sostegno dei sistemi di sanità pubblica nei singoli paesi; la creazione di una forza di risposta rapida; il rafforzamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; lo stanziamento di finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo di nuove terapie. Il tutto, da stime verificate, costerebbe circa 4,5 miliardi di dollari l’anno: l’equivalente di tre estrazioni della lotteria americana.

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