La vaccinazione ha debellato malattie che nel dopoguerra, da me vissuto, hanno falcidiato centinaia di migliaia di vite umane
Gli articoli del dottor Corrado Artale, al quale abbiamo affidato la pagina Sanità del nostro giornale, fanno discutere. E ne siamo lieti. Credo che su alcuni problemi il giornale abbia il dovere di non propinare analisi ex cathedra, ma di accogliere pareri diversi – fossero anche dettati da paure, inquietudini, psicosi. La Civetta di Minerva non è una rivista scientifica, seppure a volte anche noi ci addentriamo in aspetti tecnici che riteniamo utili a una comprensione più ampia di ciò che accade, ma seppure consapevoli di tediare quanti vogliono una notizia veloce siamo convinti che il nostro target di lettori non si annoi a sviscerare i fatti anche quando richiedono più spazio.
Sul biologico abbiamo accolto il diritto di replica di un ispettore del settore, sulle vaccinazioni il parere difforme di una nostra collaboratrice, che ha solo sostenuto il diritto di chi sia stato eventualmente colpito da danni collaterali alla vaccinazione – sia anche lo 0,00001 della popolazione, come ironizza Artale – ad essere assistito dallo Stato per la patologia contratta, anche negli anni a venire (cosa che peraltro avviene quando il danno fisico è certificato).
A fronte di queste precisazioni, il dottor Artale assolve l’ispettore Moscuzza e sguaina la spada lanciando fendenti nei confronti di chiunque osi mettere in discussione la Scienza, nel caso dei vaccini rappresentata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo fa con una prosa virulenta, com’è nel suo stile, invocando persino la cacciata dal tempio della modernità, alias i congressi medici, di chi osi eccepire, giungendo persino a ipotizzare il licenziamento da uffici pubblici di dipendenti che, avendo raccolto informazioni su Google, propalino notizie false come fossero vere.
A costo di essere anch’io tacciato di ignoranza, voglio ricordare che la legislazione dello Stato si è occupata (legge 210 del 25 febbraio 1992 e legge 229 del 2005) di indennizzi per i danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, che evidentemente si sono verificati.
Questo significa forse che vaccinarsi è pericoloso? No di certo. Anzi, la vaccinazione ha debellato malattie che nel dopoguerra, da me vissuto, hanno falcidiato centinaia di migliaia di vite umane. La vaccinazione è, peraltro, un dovere di ciascuno di noi, soprattutto se affetto da patologie a rischio, nei confronti della famiglia, della società, dello Stato. Averla resa obbligatoria certamente arricchisce le case farmaceutiche ma è provvedimento di merito dei governi che non hanno lesinato risorse per assicurare alla società nel suo complesso il diritto alla salute. Soprattutto in tempi di crisi economica, lo Stato non ha mai eliminato la gratuità delle vaccinazioni e questa è una nota di merito.
Io, che peraltro sono diabetico e cardiopatico, fumatore e giornalista (a dispetto di quel che si crederebbe, reputo che dirigere un giornale d’inchiesta è la “patologia” più pericolosa), mi sono vaccinato, consapevole che col vaccino milioni si proteggono e talora qualcuno, molto pochi in verità, subisce effetti collaterali. E’ più opportuno trovarsi nei milioni salvati che nel qualcuno che ne riceve danni. Fatelo anche voi, non solo perché è un diritto ma per dovere nei confronti di questa nostra famiglia umana.

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