Si rifiutò di consegnare all’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo una diagnosi non conforme agli esiti degli accertamenti clinici. L’ex primario dell’ospedale Cannizzaro di Catania vive a Brucoli
“Hanno denunciato. Se ne sono fregati del maneggiare potere per tranquillità, del barattare dignità per soldi. Hanno fatto quello che ritengono: applicare principi, rispondere delle proprie azioni, agire. E nel loro stesso lavoro, non chiacchierando di morali, ma applicandole. Ostinatamente. Hanno pagato: con la derisione, le minacce, fino alla morte”. Così l’Espresso sui criteri che presiedono all’individuazione dei meritevoli del premio Ambrosoli, che ogni anno viene assegnato a Milano.
La cerimonia si è svolta nel capoluogo lombardo. Tra i premiati di quest’anno il prof. Alberto Lomeo, noto ad Augusta non solo perché vive stabilmente a Brucoli, ma anche perché nelle recenti elezioni amministrative, il prof. Giambattista Totis, candidato sindaco del PD, lo aveva scelto, ove fosse stato eletto, come assessore alla Salute nella sua giunta.
Questa la motivazione: “Nell’esercizio della sua attività professionale di medico nel ruolo di primario dell’Ospedale Cannizzaro di Catania, nel maggio 2010 si trova sottoposto a forti intimidazioni volte ad avallare una diagnosi non conforme agli esiti degli accertamenti clinici di una primaria figura politica regionale (ndr: dell’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo). Resiste alle pressioni per modificare il suo parere e in seguito alla sua decisione viene licenziato. Nel conseguente procedimento giudiziario viene assolto e reintegrato nelle sue funzioni, oltre due anni dopo”.
Per Augusta, un “cittadino” di cui essere orgogliosi. La Civetta si unisce all’unanime plauso espressogli dalla commissione di valutazione, anche se il professionista si schermisce: “Sono grato ed emozionato per essere accostato in qualche modo a Giorgio Ambrosoli che ha pagato con la vita per aver compiuto semplicemente il proprio dovere, come credo nel mio piccolo di aver fatto io”

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