Funerali Casamonica, unico licenziato il pilota dell’elicotterino

Quello che si è sentito a proposito della sanzioni che dovrebbero essere elevate a Vespa, ai dirigenti RAI, anche a Pippo Baudo, Raffaella Carrà e Topo Gigio per l’intervista agli eredi del boss romano lascia davvero basiti

 

La nostra Italia è un posto nel quale divampano incendi che durano solo un paio di giorni e, subito dopo, non rimangono nemmeno le ceneri.

Una decina di giorni addietro, per esempio, è accaduto il finimondo per l’intervista rilasciata a Vespa dai figli (parenti, amici, Alì Babà e i quaranta ladroni) del boss dei Casamonica. E lo so: dire che Vespa ha sollevato un vespaio fa ridere. Come dire che Fabio Fazio è fazioso. Ma che dobbiamo fare? L’Italia è il Paese nel quale in moltissimi sono pronti a scagliare la prima pietra salvo nascondere immediatamente la mano, metterla in tasca e camminare dinoccolandosi fischiettando per la città.

Quello che si è sentito a proposito della sanzioni che dovrebbero essere elevate a Vespa, ai dirigenti RAI, anche a Pippo Baudo, Raffaella Carrà e Topo Gigio per l’intervista agli eredi di Casamonica lascia davvero basiti. Intendiamoci, non è che mi abbia fatto impazzire, l’intervista. Piuttosto mi sembrano veramente risibili le contestazioni.

Che la RAI sia un disastro è un’opinione che non può essere espressa solo quando conviene. Nessuno ha avuto qualcosa da ridire, per esempio, dell’intervista di Santoro a Schiavone? o a Cuffaro? Niente da dire sull’intervista (storica) del grande Enzo Biagi a Cutolo (‘o prufessore), a Buscetta, a Sindona? Ce ne freghiamo dell’intervista di Fabio Fazio a Maradona? E delle interviste della inimitabile, inarrivabile e indimenticabile Oriana Fallaci a Deng Xiaoping, a Gheddafi e all’Ayatollah Komeini? Come funziona? Quelle ci sono piaciute? Erano intriganti? Colte? Coraggiose?

La verità è che facevano share, esattamente come le porcate che si vedono ogni giorno sugli omicidi di Yara, di Meredith, di Sarah, di Stefano Cucchi, sulle interviste ai parenti delle vittime, degli indagati, degli assassini. Interviste ai vicini di casa, ai fornai, ai fruttivendoli della zona, ai giornalai. Curiosità pruriginose su usi, abitudini e costumi di gente violentata e torturata e uccisa e per anni, e anni, sempre in prima pagina.

Allora, capiamoci. O inorridiamo, ci infastidiamo, ci indigniamo contestiamo urliamo e lapidiamo questo tipo di giornalismo da qualunque parte provenga, oppure facciamo miglior figura tacendo. Giornalista (buono o pessimo) non è quello che ti racconta la cosa che ti piace ascoltare e tace su quelle che non vuoi sentire. Giornalista è quello che ti racconta una storia che ha fatto clamore, che è di pubblico interesse.

Lo sputtanamento mondiale conseguente all’incredibile funerale dei Casamonica, finora ha visto la condanna di solo due persone: non il prefetto di Roma, non il questore, non il capo della polizia né il ministro dell’interno: nessuno di quelli che avrebbero dovuto e potuto evitare una tale farsa è stato punito. Invece, alla gogna e licenziato è finito il pilota dell’aereoplanino che ha lanciato i petali di rosa (e certamente non il comandante della capitaneria di porto che ha concesso il volo, né il comandante dell’aeroporto e quanti lo hanno lasciato decollare) e, adesso, (ma solo da una certa parte apertamente schierata) Bruno Vespa. Mi chiedo perché non abbiano chiuso il negozio del fiorista che ha venduto le rose, o le pompe funebri che hanno organizzato il troppo pomposo funerale, il corpo della banda che ha suonato le note del padrino o l’autista del carro funebre.

E’ un’Italia che farebbe ridere, se non facesse piangere. La realtà è che i veri responsabili (sindaco, vicesindaco, prefetto, viceprefetto, questore, vicequestore, comandante della polizia municipale e compagnia bella) vorrebbero che l’episodio passasse presto nel dimenticatoio, in modo da continuare a sedere sulle loro poltrone con le loro belle facce di bronzo, mentre la Procura della Repubblica, magari, apre un fascicolo contro Vespa per… chessò… diffamazione.

Inorridisco al pensiero di Rosy Bindi che si scandalizza perché, a suo dire, Vespa avrebbe offerto un palcoscenico ai Casamonica. Sappia, la Signora, che il palcoscenico MONDIALE lo ha offerto chi quel funerale ha permesso che si facesse, non chi lo racconta. Sappiano, la Bindi e i suoi colleghi, che la faccia agli italiani non l’ha fatta perdere Vespa, ma quelli sopra indicati che occupano le poltrone delle stanze dei bottoni dove si prendono le decisioni, che percepiscono stipendi da favola assolutamente immeritati e hanno, in più, la faccia tosta di indignarsi per il programma di Vespa.

Ci vorrebbe Totò: “Ma mi faccia il piacere!”

Da leggere

Col Carnevale prima delle elezioni, coi volantini non si può fare coriandoli

L’AZZECCAGARBUGLI – I candidati non cedono alla scaramanzia e non si preoccupano affatto che con …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti