Armao: “Ho denunciato Crocetta per i doppi incarichi agli amici degli amici”

Intervista all’ex assessore regionale: “E’ una pratica totalmente illegale che il governatore ha portato a sistema. Lapolitica è divenuta ormai la foglia di fico di un saccheggio a piene mani della Sicilia. Non rassegniamoci, chiamiamo le sconcezze con il loro nome”

Questa breve intervista al professor Gaetano Armao, docente di diritto amministrativo europeo e già assessore regionale, si inserisce nel panorama in cui l’amministrazione regionale a guida Crocetta esprime il peggio nella gestione della Sicilia. Il governo Crocetta ter continua a seguire una linea di gestione della cosa pubblica del tutto scoordinata con la realtà in cui versa l’isola. Crocetta utilizza personaggi dalle indubbie capacità manageriali ponendole ai vertici degli assessorati come se seguisse un assioma tutto democristiano secondo il quale nessuno doveva essere migliore di chi stava al vertice! Appurato che il vertice non è dei migliori, tanto da far rimpiangere le passate gestioni, otteniamo un quadro che ci viene magistralmente descritto dal professor Armao sotto un triplice profilo: economico, giuridico e amministrativo.

Professore Armao, a suo giudizio, la crisi economica in cui versa la Sicilia può essere l’unica ragione di un mal celato commissariamento?

Il commissariamento è in atto e nel peggiore dei modi. Dopo aver omesso di varare le ineludibili misure di contenimento della spesa e le riforme necessarie a realizzarle, pur di mantenere in piedi clientele e conventicole, Crocetta, col cappello in mano ed illegittimamente,  ha dapprima concluso un accordo col quale ha rinunciato a  circa 4 miliardi di entrate per poi farsi dare un assessore all’economia da Renzi che, come prima iniziativa, ha proposto di indebitare i nostri figli per altri 3/4 miliardi. Un delirio di approssimazione ed incompetenza. E adesso la legge di stabilità varata a Roma ci toglie pure un miliardo per gli investimenti, così la Sicilia muore.

Lo statuto autonomista è a rischio più per un’assenza politica o per l’inadeguatezza della casta dei direttori generali dei vari assessorati?

Entrambe le cause concorrono. Il sistema che ha governato il Paese ha premiato una classe dirigente prona e dedita alle clientele, che a sua volta ha scelto dirigenti propensi al condizionamento politico più che alla lealtà verso le istituzioni. Molti bravi dirigenti sono stati esautorati o mortificati da scelte che hanno privilegiato l’appartenenza e la capacità di ‘rispondere’ al potente di turno. L’autonomia è prima di tutto responsabilità. Semmai essa va rilanciata e non abbandonata, ne usciremmo ancor più marginali di quanto stiamo diventando in un Paese che ha archiviato il Mezzogiorno, ritenendone irrisolvibili i problemi. Non gettiamo il bambino e l’acqua sporca.

Il problema dei doppi incarichi dati agli amici e agli amici degli amici quanto è illegale?

È totalmente illegale e per questo ho denunciato Crocetta, che più di tutti ha portato a sistema questa degenerazione,  all’autorità nazionale Anticorruzione e a tutte le procure della Repubblica. Attendiamo adesso iniziative tempestive da chi di dovere affinché sia assicurata la legalità ad un sistema nel quale prevalgono ormai soltanto gli interessi. Senza neanche arrossire. Basti pensare al grumo di compiacenze che lega alcuni esponenti del governo con gli interessi di taluni imprenditori.

L’ingerenza della cattiva politica nella gestione della tutela del territorio genera mostri, dal caso Basile alle trivellazioni petrolifere, come contrastarla?

Appunto espressione di interessi che si affiancano alla politica divenuta ormai la foglia di fico di un saccheggio a piene mani della Sicilia da parte di chi pratica solo intermediazione parassitaria e cerca rendite da scambiare con la stessa politica, del suo futuro. Non rassegniamoci: chiamiamo le sconcezze, anche se ispirate alla legalità di comodo e all’antimafia degli affari,  con il loro nome e guardiamo con speranza al rilancio della Sicilia partendo dal meglio delle risorse che essa sa ancora esprimere.

 

 

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