L’intervista integrale del giornalista di Radio Uno al direttore reg. BBCC Giglione

Dirigenti altrove non trasferiti? “Nessuno può sindacare sulla volontà della pubblica amministrazione di riorganizzarsi al meglio come ritiene” “Le note irregolarità amministrative ci hanno condotto ad accelerare”.“Se progetti possono o no realizzarsi spetta alla Soprintendenza, io non c’entro”

Riportiamo qui la trascrizione integrale dell’intervista al direttore generale dei beni culturali Salvatore Giglione che Roberto Taglialegna ha poi trasmesso, in parte, sabato scorso su Radio 1 nella rubrica di cui è direttore, Inviato speciale. La trascrizione è fedele e si limita solo a fondere due momenti diversi dell’incontro.

Dottor Giglione, una sovrintendente sollevata dal suo incarico, la Basile, tre dirigenti, premiati anche da Italia Nostra per l’impegno nella tutela del territorio, sottoposti a rotazione, ma tutti e quattro si erano opposti alla costruzione del mega porto a Siracusa. Qualcuno potrebbe pensar male.

Chi pensa male sbaglia. La rotazione, ribadisco rotazione, con la proposta di un incarico equivalente, non ha nulla di punitivo ma rappresenta la necessità per l’amministrazione di riorganizzarsi e far ruotare i dirigenti che rilasciano i nulla osta. Lo chiede il piano anticorruzione nazionale e regionale e io lo attuo.

Le si fa notare che non hanno ancora terminato il quinquennio previsto per la rotazione.

Intanto non hanno contratto, partiamo da questo; hanno un decreto di preposizione al posto che occupano e comunque, quando ci sono eccessive permanenze sullo stesso posto, in base alla legge Severino, abbiamo l’obbligo di stabilire una rotazione. Inoltre, in questo caso, alcuni precedenti e i fatti noti (il riferimento è ai permessi per la piscina dell’ex assessore ai BBCC Maria Rita Sgarlata ndr) ci hanno indotto ad accelerare. Abbiamo infatti rilevato quelle che, secondo noi, sono irregolarità amministrative – dovranno essere loro a dimostrare che non lo sono – e quindi abbiamo accelerato su Siracusa. Il che non significa che non lo faremo anche altrove, lo stiamo già facendo.

In verità le si contesta la circostanza che altrove permangono gli stessi dirigenti da 10/12 anni.

In realtà il problema è un poco diverso. Intanto nessuno può sindacare sulla volontà della pubblica amministrazione di riorganizzarsi al meglio come ritiene, certo nel rispetto dei canoni contrattuali e senza danneggiare nessuno, e non spetta comunque ad altri sapere quello che faccio altrove, dove comunque interverremo analogamente come già preannunciato dal governatore.

Se qualcuno dall’esterno continua a dire che c’è un attacco alla Soprintendenza di Siracusa, forse è qualcuno che dall’esterno è abituato a interferire troppo con la Soprintendenza in termini istituzionali, e questo non è consentito a nessuno. Chiunque sia il Soprintendente ha il dovere e l’obbligo giuridico di garantire trasparenza e imparzialità all’interno degli uffici pubblici e questo andiamo a fare; i nostri funzionari e dirigenti sono tenuti, a loro volta, al rispetto delle norme nell’ottica della massima tutela nei confronti dei nostri beni archeologici, storici, paesaggistici, architettonici.

Chi andrà a ricoprire quei posti avrà gli stessi obblighi e se sbaglierà subirà eguali trattamenti puntivi. Chi interferisce troppo e sbraita dall’esterno dovrebbe prima spiegare perché lo fa. Le associazioni ambientaliste o pseudo ambientalisti che si preoccupano troppo per la permanenza o meno della soprintendente Basile e per la rotazione dei dirigenti, dovrebbero dire qual è il motivo, al di là della falsa tutela ambientalista.  La tutela esercitata dalla Soprintendenza,  in quanto dovere istituzionale, è a prescindere dal nome del soprintendente o del direttore generale. La tutela ci sarà sempre, nessuno sarà esente dal fare bene il proprio lavoro e io vigilerò perché questo avvenga dovunque.

Ma lei cosa pensa del progetto del megaporto?

Guardi: i progetti possono andare e vanno avanti solo se hanno le caratteristiche di tutela e conservazione dei beni che noi dobbiamo far rispettare. Non è vero che ci siano state rimozioni perché ci si è opposti a qualche progetto, così come non è vero che ci sono eroi nella pubblica amministrazione dove funzionari e dirigenti devono limitarsi ad applicare norme, vincoli, piani paesaggistici, e fermarsi senza esercitare alcuna discrezionalità. Altrimenti non avrebbero alcun significato i piani paesaggistici nati perché siano uno strumento obiettivo anche affinché l’utenza sappia ciò che si può o non si può realizzare.

Se poi altri progetti possono andare avanti o fermarsi a Siracusa sono cose di quella Soprintendenza, io non vi entro. Né ho visto alcun progetto perché il fatto non mi compete, a meno che non ci siano casi di irregolarità che io vado a sospettare o toccare con mano e allora intervengo in via sostitutiva.

L’ultima domanda: sui 3 dirigenti rimossi è anche sospesa la spada di Damocle di un risarcimento danni di 268 milioni di euro per lo stop al mega porto e 155 per il blocco di un’edificazione residenziale in area vincolata. Una sorta di accanimento terapeutico. Lei non ne sapeva nulla?

Ma… questi sono fatti di privati che lamentano un danno che comunque devono dimostrare. Bisogna vedere se chi si è mosso lo ha fatto nelle ragioni delle norme e degli strumenti di pianificazione e sinceramente non credo che in questo caso ci sia stato un fermo così grave da causare tale danno. Certamente se i nostri funzionari hanno applicato i piani di tutela saranno difesi anche e soprattutto dall’amministrazione. Ci mancherebbe altro!

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