“La CGIL è in campo contro l’attacco governativo ai comitati INPS in difesa della trasparenza dei dati sociali”. Questa è la sintesi dell’intervento all’assemblea provinciale dello SPI (sindacato pensionati CGIL) di Valeria Tranchino, responsabile regionale del CIV (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS). Con il fervore che la contraddistingue, la Tranchino ha iniziato a informare e denunciare quanto sta avvenendo al CIV, organo ufficiale di controllo dell’INPS, composto dai rappresentanti delle confederazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL). Il CIV ha il compito di vigilare sulla corretta gestione dei dati generali, economici e previdenziali dell’istituto. A livello nazionale è arrivata la denuncia del Movimento 5 Stelle, che ha depositato una specifica interrogazione parlamentare alla ministra del lavoro Marina Calderone, e c’è stato il rilancio dal Fatto Quotidiano (unica fonte di informazione). Ma cosa riguarda la questione tanto contestata? È la decisione del governo di cancellare i report locali. Secondo i critici, si tratta di una mossa per nascondere dati “scomodi” sul reale andamento del mercato del lavoro, della precarietà e dei salari a livello provinciale. Il CIV utilizza proprio questi dati aggregati per monitorare lo stato sociale ed economico delle diverse aree d’Italia.
Dall’altro lato, i vertici amministrativi dell’INPS hanno motivato la scelta parlando di una necessità tecnica di “razionalizzare i costi” e ottimizzare le risorse interne destinate all’elaborazione e alla stampa delle massicce relazioni territoriali. Per il CIV, però, i rendiconti provinciali non sono semplici opuscoli bensì gli unici veri strumenti di trasparenza e vigilanza capillare sul territorio (provinciale e regionale).
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Il Fatto Quotidiano ha scritto: “La ministra del Lavoro, Marina Calderone, dice che non è opera sua. Certo è che dalle parti di Palazzo Chigi aleggiava un fastidio all’idea che l’INPS diffondesse in ogni provincia statistiche che indebolivano il racconto sull’età dell’oro portato avanti in questi anni. L’impressione è quindi che, soprattutto ora che ci si avvicina al voto, si voglia silenziare o quantomeno ridurre il dibattito nei territori. È più facile che sfuggano dati diffusi solo a livello regionale e non anche provinciale”.
Il quotidiano ricorda inoltre che il presidente del CIV, Roberto Ghiselli della CGIL, è decaduto circa un mese fa ed è in corso l’iter per la nuova nomina che per rotazione spetterà alla CISL.
L’INPS ribadisce le sue ragioni: l’esperienza fin qui maturata ha messo in luce un problema di eccessiva frammentazione. Ma ciò è palesemente falso. Si sa che quei dati non sono riferibili in alcun modo ad attività o funzioni dei servizi segreti, devono essere a disposizione di tutti e sono memorizzati su database; l’insabbiamento si configura come un’omissione d’ufficio.
La Tranchino ha quindi voluto far conoscere a tutto il popolo della CGIL, dei dirigenti a livello provinciale, territoriale e regionale, il perché della battaglia in corso. “La ministra Calderone ha attaccato ferocemente l’attività e l’esercizio del CIV, presieduto dalla CGIL, senza mezzi termini, con un’aggressione verbale e una violenza nei confronti dei presenti che mi ha lasciata basita. Mai avrei potuto immaginare che un rappresentante del governo si comportasse in questo modo. Posso affermare senza smentite che siamo in un regime. La conseguenza di tale scelta è togliere la prerogativa, la funzione e il ruolo ai comitati territoriali, provinciali e regionali di presentare le rendicontazioni sociali alla comunità. Era una delle scelte fatte dal CIV, dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza nazionale, per far conoscere i veri dati, o almeno quelli che l’INPS consolida e mette a disposizione delle comunità, sulla reale condizione economica e sociale dei territori. Noi abbiamo fatto di tutto per bloccarla e, come presidente del Comitato regionale, ho chiesto e forzato la mano in tutti i territori e in tutte le province per presentare questi rendiconti. Bisognava far capire alla gente quanto fossero fregnacce le cose raccontate dallo Stato e dal governo. C’è in campo una battaglia perché le altre organizzazioni sindacali non si stanno esponendo, siamo gli unici. Ma io presenterò lo stesso i dati in tutte le province. Per questo chiedo allo SPI di darmi una mano. Attraverso i comitati si svolge una funzione che stanno banalizzando, facendoci diventare passacarte nella presentazione dei ricorsi all’INPS per cittadini, pensionati, invalidi e lavoratori. Dobbiamo serrare le fila e mantenere le nostre postazioni. Mi conoscete: quando c’è una battaglia, si combatte e non si arretra. Se loro non vogliono farci avere i dati, troverò il modo di farli conoscere alla popolazione in un altro modo. Ad esempio con un’iniziativa sulle pensioni e sui pensionati siciliani. Vogliamo comunicare che la nostra organizzazione è impegnata a livello provinciale, regionale e nazionale per affermare la verità contro la narrazione governativa” ha concluso.

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