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NextGen accende il confronto: “Nessuno indietro”

NextGen ha promosso un nuovo appuntamento di confronto sulle politiche sociali, della salute e del benessere dei cittadini dopo aver affrontato nei precedenti incontri i temi dei giovani, della qualità della vita e dell’igiene urbana. L’incontro si è tenuto sabato nei locali di Punto Zero.

L’iniziativa nasce dalla convinzione che nessuna comunità possa crescere davvero lasciando indietro una parte dei propri cittadini: “Siamo in una realtà segnata da nuove fragilità economiche e sociali. È  necessario sviluppare politiche capaci di prendersi cura delle persone, rafforzare i servizi, promuovere la salute e creare nuove opportunità di benessere e inclusione”. Gli appuntamenti si propongono come uno spazio di confronto e di proposte condiviso tra forze politiche, movimenti e realtà civiche che si riconoscono in un percorso alternativo all’attuale governo cittadino, collocandosi nell’area progressista.

L’obiettivo è raccogliere idee, contributi ed esperienze per costruire una visione della città più attenta ai bisogni delle persone, con particolare attenzione ai temi dell’inclusione sociale, dell’accesso ai servizi e della qualità della vita nella convinzione che “un altro futuro è possibile”!

L’appuntamento di sabato ha visto grande interesse per gli interventi degli oratori che in tempi limitati hanno esposto i loro specifici argomenti. Riportiamo una sintesi di tutto ciò, mentre sulla pagina Facebook della Civetta si trova il video integrale.

Ha iniziato Francesco Perez, attivista esperto di disabilità, che ha aperto i lavori denunciando l’inaccessibilità come barriera alla piena partecipazione. Secondo Perez, Siracusa “disabilita” i suoi cittadini: trasporti pubblici con mezzi obsoleti, marciapiedi inadeguati, edifici e aree riqualificate privi di percorsi tattili e variazioni cromatiche. Ha criticato la mancanza di consultazione civica, citando i 50mila euro del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) destinati unilateralmente alle scuole. Ha chiesto una nuova mappatura dei bisogni reali e più risorse per l’inclusione, ricordando che l’accessibilità è un principio europeo fondamentale, e che questi problemi persistono da almeno dieci anni.

La responsabile del centro Ipazia, Daniela La Runa, ha in primo luogo parlato del centro antiviolenza (associazione iscritta all’albo regionale) e ha lanciato un appello alla futura amministrazione: riconoscere e sostenere la realtà che da 24 anni accoglie donne vittime di violenza a Siracusa e provincia. Nonostante sia un “fiore all’occhiello”, aperto tutti i giorni con rifugio h24, supporto economico e attività di prevenzione nelle scuole, il centro è stato ignorato e ostacolato dal Comune negli ultimi anni. Una scelta incomprensibile, data l’alta incidenza di violenza domestica e femminicidi in città. Ipazia si dichiara apartitica, ma impegnata nelle politiche di genere, e chiede di essere valorizzata senza favoritismi.

È stata poi la volta di Rita Adamo, rappresentante di Alternativa Libera, soffermandosi sulla condizione degli anziani in città, ha osservato come essi rappresentino la memoria, una risorsa contro la solitudine. Lei, che è una signora di quasi 80 anni, ha sottolineato come, nonostante il desiderio di condividere esperienze e memorie, molti anziani vivano in una solitudine profonda, a volte fatale. Ha proposto: un numero di riferimento, taxi sociali, progetti intergenerazionali nelle scuole, “passeggiate dei ricordi” e una task force comunale: iniziative davvero interessanti per il numero sempre più numeroso di persone anziane. Ha criticato poi l’inefficienza dei servizi sociali di Siracusa, suggerendo di finanziare il benessere recuperando crediti comunali.

I finanziamenti sociali e il PNRR li ha affrontati Michele Mangiafico (Civico 4 Controcorrente). Analizzando il bilancio 2026 per i servizi sociali (stimato a 23-24 milioni di euro), in gran parte fondi Pnrr, ha evidenziato che molti progetti (asili nido, case per donne vittime di violenza) sono in ritardo e non saranno pronti come dice la cartellonistica dei cantieri esistenti alla data finale “entro giugno 2026” (quasi impossibile per alcuni che non sono neppure iniziati). Ciò costringe il Comune a coprire 2,7 milioni con fondi propri, cioè dei Siracusani. Al netto del Pnrr, restano solo 16 milioni ordinari, insufficienti a coprire bisogni (minori, disabilità), con liste d’attesa per assistenza domiciliare e trasporto per non udenti e non vedenti ‘ridotte d’ufficio’. Per Mangiafico (e Next Gen) una ragionevole proposta è quella di recuperare almeno il 10% dei 150 milioni di “residui attivi” (crediti non riscossi dal 2020 al 2025 da enti culturali, società sportive, concessioni cimiteriali) per potenziare i servizi.

Di integrazione socio-sanitaria ha parlato il dottor Pino Bruno di Sinistra Italiana. Egli ha evidenziato come il ruolo del Comune in sanità sia limitato ma cruciale per l’integrazione socio-sanitaria prevista dalla Missione 6 del Pnrr. In Sicilia, però, i distretti socio-sanitari fanno capo ai Comuni, e c’è uno storico disallineamento tra gli assessorati regionali alla Sanità e alle Politiche sociali. Case di comunità e punto unico di accesso non sono operativi. Per uscire dall’impasse, Bruno propone un unico assessorato regionale per sanità e sociale e, a livello locale, un programma dettagliato e “stati generali” con il terzo settore per un patto sociale.

Infine, Salvatore Russo di Alternativa Libera ha presentato una proposta per attivare il baratto amministrativo: cittadini morosi (es. TARI) o volontari possono svolgere lavori per il decoro urbano (verde pubblico, scuole, spiagge) ricevendo una detrazione oraria (10-11 euro/ora) dai debiti o altri incentivi. Si basa su un regolamento comunale già esistente ma inattuato. Con una cabina di regia e bandi pubblici, si potrebbero prevedere 150-200 partecipanti nel primo anno, per una “rivoluzione” della qualità urbana e dell’inclusione sociale.

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