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Sbarcadero Santa Lucia. Un castello di ‘carte’

Nel mirino di Marco Gambuzza (PCI) e Giorgio Nanì La Terra (attivista) c’è ora la contestatissima particella 6485, quella allo Sbarcadero Santa Lucia occupata dallo stabilimento balneare Musciarà con staccionata, cabine e reti di recinzione. Uno scempio che pone domande anche sulle scelte della Soprintendenza di Siracusa.

L’assunto cui si arriva a seguito delle visure catastali acquisite da Gambuzza è che questa particella non farebbe parte della concessione demaniale assegnata al privato che grava sull’area dal 2004 ininterrottamente. E non potrebbe esserlo anche solo perché, per la quasi totalità, è tutta battigia, cioè quella parte di arenile che, per legge, deve essere lasciata alla libera fruizione di chiunque.

Segnala La Terra nella sua ultima pec alla Capitaneria di Porto (che proponiamo in sintesi): “Come si può evincere anche da rilievi satellitari e storici di Google Earth, su una porzione di tale area ‘interdetta’ (da un’ordinanza della Capitaneria del 2018!, ndr) sono stati eseguiti dei lavori per installare delle cabine. Queste aree sono state riempite artificialmente per rialzare e spianare a un livello superiore dal mare la base dove sono state poi allestite le cabine che restano tutto l’anno, pur risultando di fatto così abusive se non rientrano nella particella 4145 del foglio 167 (come si può vedere dagli allegati stralci di mappe e particelle catastali), che è quella data in concessione. È inoltre certo che il “moletto” (la cosiddetta piattaforma tuffi, ndr) non fa parte di alcuna concessione demaniale…  Si allega inoltre una foto del 2019 che testimonia lo stato dei luoghi all’epoca, in particolare l’assenza di cemento sui frangiflutti e in altre zone demaniali”.

Secondo Marco Gambuzza, “dal 2004, e in particolare dal 2018 ad oggi, il Demanio, l’Amministrazione, la Capitaneria di Porto, la Polizia Municipale hanno dato soluzione alle doglianze dei proprietari del resort in cerca di massima privacy a cui probabilmente dava e dà fastidio la presenza della cittadinanza ed ecco l’ordinanza del 2018 cemento reti e via il fastidio, via il popolo. La politica e tutte le istituzioni sono rimaste in silenzio. Stessa prassi utilizzata per la spiaggetta di Via Iceta e per il litorale di Via Riviera Dionisio il Grande, dove con la scusa della sicurezza si è permesso che si privatizzassero gli accessi al litorale”.

Ma soprattutto Gambuzza richiama l’attenzione sulla comunicazione del Demanio in occasione dell’iniziativa da lui organizzata per una manifestazione di mercoledì 30 da tenersi proprio nella particella 6485 che a suo avviso, come detto, non rientrerebbe nella concessione demaniale e che quindi dovrebbe rientrare nella piena disponibilità, e fruibilità, di tutti i cittadini.

Il Demanio finora silente – chiarisce Gambuzza -, data la nostra iniziativa, è stato costretto a rispondere al Prefetto e a noi, ma è stata riferita una situazione che non risulta dalle visure catastali. Si dichiara infatti che nella concessione rientrano sia la 6487 che la 6485, ex 4145. Ma le visure storiche dicono che la 6485 proviene dalla 4125, divenuta 4171 nel 2019 e, sempre nello stesso anno, 6485. Su questo occorrerebbe fare chiarezza una volta per tutte. Ho per questo nuovamente chiesto un incontro in Prefettura”.

E in realtà il Demanio, facendo riferimento solo alla 4145, sembrerebbe aver dimenticato quanto è agli atti e che nell’articolo del 23 scorso abbiamo ricostruito.

https://www.lacivettapress.it/2025/07/23/sbarcadero-santa-lucia-le-domande-dei-cittadini-e-il-silenzio-delle-istituzioni/

Un accertamento definitivo sulle concessioni attive sull’area non può essere più rinviato perché le segnalazioni tanto di Marco Gambuzza quanto di Giorgio Nanì La Terra appaiono motivate e supportate da atti. La sensazione è che si stia sbriciolando passo dopo passo, documento dopo documento, un castello di carta (anzi, di carte).

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