LA DOPPIA EMERGENZA SANITARIA ED ECONOMICA E LE AZIENDE AGRICOLE CHE PROVANO A RESISTERE

 

È questa la prima di una serie d’interviste all’interno del mondo della produzione del cibo e di altri settori della filiera alimentare. Per rispondere alle nostre domande sulle problematiche di questo momento storico abbiamo scelto di cominciare con i titolari di 4 aziende agricole della provincia di Siracusa, ben rappresentativi anche rispetto alla tipicità territoriale delle loro produzioni: Giovanni Musso, allevatore di suini di razza nera siciliana, responsabile dei produttori che fanno parte del Presìdio Slow Food della salsiccia di Palazzolo Acreide; il dottore Sebastiano Gulino, amministratore dell’azienda vinicola Cantine Gulino di Siracusa che gestisce vigneti e impianti di vinificazione in contrada Fanusa; il siracusano Tino Cavarra co-titolare, assieme alla moglie Giusy Frontino, dell’azienda olivicola Terraliva che produce i suoi oli extravergini dagli oliveti che coltiva nel territorio di Buccheri; l’agronomo Concetto Scardaci che, assieme alla moglie e ai genitori, conduce ad alcuni chilometri da Noto un’azienda agricola dove si producono mandorle commercializzate col marchio del Presìdio Slow Food, olio di oliva, carrube e in cui si allevano pecore.

 

1) In questi mesi di emergenza sanitaria che tipo di attività produttiva avete potuto svolgere?

Giovanni Musso: “Tutte le attività relative ai lavori aziendali quotidianamente, per circa 10/12 ore al giorno”.

Sebastiano Gulino: “Quotidianamente al 10% come attività lavorativa. Notevole riduzione degli ordini. Abbiamo lavorato solo con le attività riferite ad un mercato locale privato”.

Tino Cavarra: “Monitoraggio dell’uliveto e sporadiche vendite dal nostro e-commerce”.

Concetto Scardaci: “La nostra attività c’impegna tutti i giorni, un po’ come tutte le aziende agro zootecniche”. 

 

2) Che misure di precauzione dal contagio avete dovuto adottare nell’ambito aziendale?

Giovanni Musso: “Solamente mascherine e guanti per il tragitto da casa in azienda e viceversa”.

Sebastiano Gulino: “Sanificazione ambientale e presidi individuali”.

Tino Cavara: “Dispositivi di protezione individuale, sanificazione dei locali, distanziamento sociale, lavoro in smart working”.

Concetto Scardaci: “In questo periodo di coronavirus abbiamo, naturalmente, dovuto modificare qualcosa. Consideriamo comunque che noi viviamo in campagna in una struttura agricola a conduzione famigliare. Rispetto alla normale attività l’aspetto più rilevante è stato quello di non poter più accogliere le persone in azienda, e di dovermi organizzare per le consegne a domicilio”.

 

3) Prima che cominciasse la situazione che stiamo vivendo, come venivano commercializzati i vostri prodotti? Quali erano gli sbocchi principali?

Giovanni Musso: “Il nostro prodotto veniva e viene commercializzato tramite le macellerie”.

Sebastiano Gulino: “Il 50% del nostro vino andava alla ristorazione in Italia, il 10% a enoteche e negozi vari, il 20% veniva spedito per il mercato estero, il rimanente commercializzato mediante vendita diretta”.

Tino Cavarra: “Le vendite avvenivano tramite i nostri distributori o tramite richieste dirette. In questo periodo dell’anno solitamente il 40% andava alla ristorazione, il 40% a negozi – molti dei quali con alta percentuale di turisti fra gli acquirenti – il 20% smerciato attraverso la vendita diretta”.

Concetto Scardaci: “Prima di quest’emergenza gran parte delle mandorle le fornivamo a piccoli ristoranti, pasticcerie e altri negozi”.

 

4) Confrontando il trimestre febbraio-marzo-aprile 2020 con quello dell’anno precedente, qual è in termini percentuali la differenza dell’attività lavorativa? Che calo di vendite avete subito?

Giovanni Musso: “Per quanto riguarda il lavoro nell’allevamento è rimasto tale e quale; altro discorso sono state le vendite che hanno avuto un calo fra il 50 e il 60%”.

Sebastiano Gulino: “Stiamo registrando un calo del fatturato di circa l’80%”.

Tino Cavarra: ” Le vendite sono calate moltissimo per la chiusura totale dei nostri abituali mercati di sbocco”.

Concetto Scardaci: “Nel trimestre febbraio-aprile sono mancate le vendite a ristoranti e negozi a causa della sospensione di quelle attività. A bilanciare, per fortuna sono aumentate le richieste dei GAS, ossia i Gruppi di acquisto solidale, sia di mandorle del presìdio Slow Food che di altre nostre produzioni. Il dato negativo più evidente riguarda l’attività di turismo rurale. Inevitabilmente sono state cancellate tutte le visite in azienda programmate da alcuni gruppi, e ciò ha comportato il 20% in meno delle nostre entrate complessive”.

 

5) Avete cominciato o implementato o pensato di iniziare forme di vendita diretta – a singoli e/o gruppi di acquisto – quali spedizioni e/o consegne a domicilio effettuate con mezzi aziendali?

Giovanni Musso: “Per me che ho l’allevamento di animali da carne sarebbe l’ideale fare vendita diretta, ma questo non è il mio momento”.

Sebastiano Gulino: “Abbiamo implementato l’e -commerce investendo sui social ed aderendo alle vendite online di società specializzate, e abbiamo implementato le consegne a domicilio”.

Tino Cavarra: “Abbiamo attivato dei codici promozionali che variano da periodo a periodo per fascia di utenza”.

Concetto Scardaci: “Fin quando non si troverà una soluzione mi concentrerò per soddisfare le richieste dei nostri prodotti, come ho sempre fatto. Inoltre abbiamo ingrandito l’orto familiare in modo da potere accontentare più famiglie che vivono nello stesso territorio, incrementando le consegne a domicilio”. 

 

6) Come pensate di affrontare i prossimi mesi?

Giovanni Musso: “Mettendo in atto tutti i rimedi per prevenire qualsiasi tipo di contagio, ma vista la natura della mia azienda il contatto con persone terze è molto limitato”.

Sebastiano Gulino: “L’osservazione dei mercati e dell’epidemia è importante per eventuali piani futuri”.

Tino Cavarra: “Studiando e verificando in modo pratico le strategie di vendita”.

Concetto Scardaci: “Il fatto di doverci adeguare a un nuovo sistema e a resistere per diversi mesi non ci preoccupa. Noi agricoltori siamo abituati a resistere e a rimodulare spesso l’assetto dell’azienda”.

 

7) Per quanto tempo pensate di essere in grado di reggere e come?

Giovanni Musso: “In questo momento non ne ho la più pallida idea. Diciamo il tempo necessario”.

Sebastiano Gulino: “Se continua così pochi mesi”.

Tino Cavarra: “Non c’è punto di resistenza. Dipende molto dalla situazione economica a livello generale, sperando che non peggiori”.

Concetto Scardaci: “In questo momento tutto il mondo è in crisi e in allarme. Noi agricoltori abbiamo superato crisi durate anni, anche quando gli altri se ne fregavano. Forse per noi potrebbe essere un momento di riscatto”.

 

8) Siete a conoscenza di misure concrete nazionali e/o regionali a sostegno del settore in cui operate?

Giovanni Musso: “Finora le uniche misure nazionali effettivamente attuate, che conosco, sono i 600 euro per i lavoratori autonomi e i bonus per le famiglie indigenti. Per quanto riguarda il resto si è in attesa di sapere cosa prevede il nuovo decreto del governo per gli aiuti a famiglie ed aziende”.

Sebastiano Gulino: “Conosco bene le misure messe in campo e ancora una volta c’impattiamo con la nostra burocrazia elefantiaca. L’esempio di quello che è successo con le pratiche della cassa integrazione in deroga ha confermato come la Regione Siciliana abbia purtroppo il primato dei fannulloni pubblici. Una dimostrazione di mancanza di solidarietà verso persone alle quali i soldi della cassa integrazione servono per vivere in questo triste periodo. Né va meglio sul versante privato, precisamente per quanto riguarda i prestiti bancari con garanzia statale: dopo 4 settimane sono riusciti solo a partorire il modulo per le domande!”

Tino Cavarra: “Sono state realizzate delle piccole azioni a sostegno ma, come dice la parola stessa, non sono sostegni allo sviluppo: solo dei tamponi che a lungo tempo rischiano di diventare deleteri per il sistema produttivo”.

Concetto Scardaci: “Non ho ancora compreso se in questo periodo ci siano misure adeguate. Spero, comunque che siano misure non complicate e veramente a sostegno”.

 

9) Che altro vi aspettate, o comunque ritenete importante avvenga, per poter proseguire l’attività aziendale nel breve/medio termine?

Giovanni Musso: “A mio parere dev’essere fatto qualcosa di più incisivo per quanto riguarda la fiscalità aziendale”.

Sebastiano Gulino: “Se non danno risposte celeri si chiude. Tanto c’è il reddito di cittadinanza!”

Tino Cavarra: “Mi aspetto che si ritorni alla normalità – parola che ha un immenso significato e permette infinita immaginazione – in modo tale da ricominciare a vivere e a commercializzare”.

Concetto Scardaci: “Per il futuro dell’agricoltura e dell’allevamento bisogna snellire davvero la burocrazia. L’agricoltura si fa in campo non sulla carta. Inoltre un po’ tutti dovrebbero sapere, ricordare, che noi agricoltori e allevatori ogni mattina giriamo la chiave per mettere in moto il mondo”.

Da leggere

LA SALUTE NELL’ERA DELLA DISINFORMAZIONE. FAKE NEWS IN SANITÀ PARTE QUINTA

BUFALE SUGLI ALIMENTI E IL VINO ROSSO Il ministro Kennedy nominato da Trump sovverte la …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti