CIRCO MEDICO CITTÀ DI SIRACUSA

Diamo i numeri su cose in sé drammatiche

 

Sebbene a Siracusa, finora, qualche identità sconosciuta – superiore e divina per i religiosi, inferiore, posteriore e prosaica per i laici – ci tiene liberi da un’epidemia dilagante, i numeri che appaiono nelle statistiche sugli infetti, guariti e deceduti a Siracusa, sono oggetto di controversia da qualche tempo.

Già bastava un pallottoliere per scoprire che le somme, le differenze e i totali non corrispondevano mai, mentre il miglior esperto cittadino di coronavirus, il dottore Scifo, primario emerito di Infettivologia, contestava più volte i numeri e suggeriva di moltiplicare per tre il centinaio di contagiati, il giornalista Toi Bianca sulla Sicilia, improvvisandosi, scherzosamente e senza alcun orpello, epidemiologo, rilevava che le nostre percentuali di morti e di guariti sembravano farlocche, discostandosi di molto dalla media siciliana e nazionale.

In sostanza si sosteneva che Siracusa avesse più morti in proporzione di Palermo e più guariti, rispetto a Sicilia e Italia.

Non commentabili le dichiarazioni di qualche primario e dirigente sanitario che, ritenendo affidabile il numero dei guariti, li attribuiva a improbabilissime abilità di singoli e alla efficienza del nostro ospedale cittadino. Quello stesso ospedale che poi, davanti a prove inconfutabili di inefficienza, dagli stessi è definito vecchio di 70 anni e abbandonato dai nostri politici, se non fosse che tutti ricordiamo non essere le strutture il solo problema ma tutta una serie di particolari che hanno fatto in modo di confinarci in fondo a tutte le classifiche.

Il dottore Scifo, in coerenza con una sua analisi precedente, dimostra che tutto scaturisce dalla sottovalutazione dei reali contagiati. Facendoli uguali a 330, tre volte gli attuali dichiarati, miracolosamente, tutta la letalità e le guarigioni si allineano ai dati regionale e nazionali.

Ragione per la quale cadrebbero tutte le ipotesi sostenute dal Direttore Sanitario, cioè maggiori ricoveri e guarigioni a Siracusa, cose altamente improbabili per un ospedale come il nostro, così tanto inospitale e martoriato dalle chiusure forzate di interi reparti.

La chiave di lettura dei numeri pazzi sta nei tamponi fatti, non fatti, dispersi, non estratti: una lotteria vera e propria.

Dichiara il dottore Scifo che nel sito della ASP risulterebbero 5708 tamponi fatti. Se ciò fosse vero, avremmo altrettanti risultati. Se i risultati, invece, ed è così, non ci sono, questo numero è una finzione. Ben lo sanno tutti i medici di famiglia che inseguono da mesi i risultati dei tamponi fatti ai loro pazienti, alcuni di questi ripetuti più volte e dichiarati dispersi. In mezzo ai tamponi non pervenuti ci sono, molto colpevolmente, quelli che facevano riferimento a persone infette o contatti positivi, ma sani, a domicilio. Prigionie durate 45 giorni sono nelle cronache e nelle denunce fatte dai cittadini.

A testimoniare le manchevolezze personali di chi doveva provvedere a tenere, forse e solo, anche una scheda per ogni persona, ci sono le telefonate ricevute dai cittadini dove l’operatore telefonico chiedeva e offriva, più di un mese dopo la scadenza, tamponi a gente che li aveva già fatti e aspettava il risultato, anche da 20 e più giorni.

Invece di minacciare i medici e i cittadini che disturbano l’autista del torpedone Siracusa, cercando di farlo sbandare, sarebbe stato più elegante affermare che il torpedone non vedeva manutenzione e carburante da almeno vent’anni.

E poi, scusate l’ardire, ma non c’è nessuno che decida di mettersi da solo in ferie forzate?

Un’ultima notazione.

Per chi non è del mestiere spieghiamo con semplicità: sapere con esattezza i numeri dei contagiati è il primo dato fondamentale. Se è vero che abbiamo tutto il diritto ad uscire dal lockdown, non è la stessa cosa difendersi da 100 infetti o da 300.

Sia che si parli di cittadini sia che si tratti di medici. Come programmereste una cena a casa vostra se il numero di invitati si dimostrasse maggiore di tre volte di quelli che pensavate di aver invitato, quanta spesa in più sarebbe necessaria?

Pensate ora a chi dirige la casa che di queste cifre non tiene conto.

Ora sapete dove sono le responsabilità.

 

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