Non si fa che parlare di fase due in tutti gli ambiti: dalla politica economica, alla gestione dei trasporti, dalle attività produttive, alle politiche turistiche e attività ristorative. Ovviamente la gestione e la politica sanitaria non sono esenti da queste riflessioni pubbliche. Dispiace notare che anche il nostro Sindaco, che fino ad ora era rimasto uno dei pochi baluardi istituzionali affidabili e di buon senso, stia cedendo un po’ alle pur legittime pressioni sulla riapertura in tempi brevi. La superficialità opprimente che ci circonda si concentra però quasi esclusivamente sul quando ripartire e non sul come, su un nuovo modello di sviluppo, di mobilità sostenibile, di accesso alla cultura e all’istruzione. Chissà quanti fautori della riapertura immediata abbiano letto i dati sull’incremento dell’indice R0 in Germania la settimana dopo la riapertura.
Fa rabbia pensare che anche questa fase storica passerà probabilmente in cavalleria, nonostante le innumerevoli lezioni che ci sta fornendo, e nell’oblio che divora continuamente il passato e il futuro sull’altare di un eterno presente, in cui la realtà è costantemente mutevole e cangiante in base alle necessità del momento: apriamo tutto, no chiudiamo tutto, no riapriamo tutto ecc.
Il Presidente Conte ha probabilmente tradito le aspettative dei più con l’annuncio del nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 4 maggio. C’era chi si aspettava un “liberi tutti”, una nuova festa della Liberazione, dato che molti si sono dimostrati insofferenti e infastiditi e vogliosi di rinnovamento riguardo alla ricorrenza ufficiale della liberazione del 25 Aprile.
Anche a Siracusa si freme per ripartire, per riprendere la vita “normale”, cullati dai numeri abbastanza clementi sul fronte dell’infezione del virus.
Questo “sollievo” ha probabilmente portato ad una presenza a tempo pieno su giornali online e carta stampata dei vertici dell’ASP di Siracusa, dopo una fase iniziale di reticenza e latitanza e con performance ben note al grande pubblico nazionale. Ci si diletta anche su una sorta di querelle mediatica, anzi un garbato confronto tra amici, come preferisce definirlo il direttore Sanitario Anselmo Madeddu con l’ex primario di Malattie Infettive il Dottor Gaetano Scifo sulla veridicità dei dati dell’infezione da Covid19 a Siracusa.
Siamo davvero pronti per la fase 2 a Siracusa, dove diverse persone attendono ancora il tampone di fine quarantena o dove i contatti stretti di casi accertati non sono mai stati diagnosticati, come nel caso del focolaio della Soprintendenza?
A sentire le continue uscite pubbliche dei vertici Aziendali, sì. Si parla, e speriamo che sia vero, di un piano di azzeramento dei tamponi entro la settimana, eseguiti “drive through”, direttamente in macchina, sul modello coreano, alla tenda predisposta presso l’ex ONP per quanto riguarda Siracusa.
Questa strategia non può che essere auspicabile, sebbene sia estremamente tardiva, ma sappiamo che il rimpallo di responsabilità è uno degli sport nazionali in cui eccelliamo. Speriamo che non siano più necessarie a questo punto, come sempre, le amicizie e/o minacce di telefonate ai carabinieri più o meno veritiere per scavalcare le liste d’attesa, per riacquisire la libertà, questa sì, ingiustamente privata da ordinanze regionali contrastanti il parere del comitato tecnico scientifico e da una struttura operativa ed organizzativa tutt’altro che efficiente.
Sembra, però, che su altri aspetti sia stata scelta la Corea sbagliata come modello a cui ispirarsi. Basti pensare alla strategia comunicativa e alle recenti “epurazioni soft”, dalla direzione medica dell’Umberto I e il continuo avvicendamento dei vertici, all’affiancamento al dipartimento di prevenzione di un dirigente di prevenzione veterinaria, con la responsabile, la Dott.sa Contrino posta qualche giorno dopo in ferie forzate, all’insaputa del Direttore Sanitario, come da lui dichiarato; per concludere con il trasferimento del Dottor Candiano, primario facente funzione del Pronto Soccorso di Siracusa che, appena rimessosi dall’infezione da Covid19, viene trasferito al Pronto Soccorso di Avola, perché più vicino casa, essendo lui residente a Portopalo (sic!).
Ai giorni d’oggi non si fa che buttarla sempre sul piano della comunicazione, ignorando questioni non meno marginali come le capacità manageriali, la selezione della classe dirigente, la meritocrazia (anche di guadagnare con merito lo stipendio per il ruolo che si occupa) e il rispetto per le vittime e i loro parenti, oltre che delle persone costrette a quarantene infinite e degli operatori in prima linea.
Che messaggio comunica questa strategia?
Come non sappiamo se Kim-Jong Un sia vivo o in fin di vita o in quarantena o reduce da un’operazione cardiochirurgica, sfido chiunque, anche gli addetti ai lavori, ad avere un’idea precisa sulla situazione sanitaria a Siracusa riguardo i numeri “impazziti” o i percorsi all’interno degli ospedali che, ad esempio, il Covid19 team aretuseo ribadisce non essere ancora, ad oggi, totalmente separati, mentre il DG, in una recente video intervista, oltre a sorprendersi che certe notizie escano, rassicura che si parla in termini di fase due.
Attendiamo con ansia di sapere chi sia il prossimo ad usufruire delle ferie forzate, sperando di poter godere tutti di meritate ferie nella nostra splendida e “buttanissima” terra.

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