Il piano regionale anti epidemia era del 2009. Per l’OMS deve essere aggiornato ogni tre anni”
Dopo aver ascoltato l’infettivologo Gaetano Scifo, abbiamo chiesto anche al dottor Angelo Giudice, chirurgo dell’ospedale Umberto I, esperto di risk management, oggi in pensione, una sua lettura degli scenari sanitari ed epidemiologici della nostra città. Ambedue gli stimati professionisti sono stati chiamati quali consulenti (naturalmente a titolo gratuito) dal sindaco Francesco Italia a costituire un team a suo supporto per gestire insieme una situazione che, giorno dopo giorno, appare sempre più preoccupante, soprattutto per il diffondersi del contagio proprio tra il personale sanitario.
“Ho sempre pensato che essere Medico, con il privilegio della professione e insieme la responsabilità della salute e della vita stessa di ogni paziente che a lui si affida, obbliga ad affrontare, sotto un altro punto di vista, la realtà politica e gestionale della Sanità, con la principale ottica della cura del paziente, comunque e dovunque, senza risparmiarsi, prescindendo dalle difficoltà che si propongono di volta in volta, spesso numerose, e dedicando tutte le proprie forze all’uomo che gli sta davanti nella sofferenza in quel preciso momento. Ed è quello che oggi i nostri Medici, insieme agli Infermieri e a tutto il personale sanitario, di solito dimenticati, stanno facendo al meglio delle loro possibilità, a prezzo delle loro vite, e a loro va il mio e il nostro incondizionato grazie.
Tante cose non hanno funzionato nella gestione di questa crisi Covid 19, nella nostra Regione e nelle nostra Provincia e Città di Siracusa. Delineo i passaggi fondamentali.
IMPREPARAZIONE – RITARDO
A ragion veduta, la attuale epidemia da Covid 19 è stata paragonata a una guerra, tant’è che si parla di catena di comando e di prima linea; una guerra di fronte alla quale tutte le Nazioni del Mondo si sono trovate impreparate; ma l’O.M.S. aveva da tempo imposto di dotarsi di un piano anti epidemia aggiornato ogni tre anni, cosa che a caduta, dal livello nazionale a quello regionale e locale, non è mai stata attenzionata. Ad esempio l’ultimo piano di emergenza epidemica Regione Siciliana risale al 2009. Da qui il ritardo più o meno colpevole, negli adeguati interventi a tutti i livelli, anche locale.
INCERTEZZE SCIENTIFICHE
Questa particolare pandemia da SARS-Cov2 ha assunto delle caratteristiche di contagio ed evolutive del tutto peculiari, senza precedenti; anche la SARS e la MERS ebbero il loro impatto ma più limitato nella diffusione e nella durata.
Molti i punti di incertezza, non sulla patogenesi, ma sulle caratteristiche del contagio, sulle strategie di contenimento, sulla evoluzione della malattia, e in particolare sul tipo di accertamenti diagnostici e di terapie da utilizzare, tutto ciò in assenza di una specifica e convalidata letteratura scientifica e di trials in supporto, condizionando a tutti i livelli una amplissima modalità di comportamenti, con una ricerca sul campo per tentativi, implementando man mano le più opportune decisioni.
Vorrei citare alcuni aspetti nel campo dei meccanismi di contagio e degli schemi di diagnosi e terapia da adottare:
– La ricerca virologica della Università di Padova effettuata sulla intera popolazione di Vò Euganeo in Veneto, in cui si è sottoposto a tampone processati con test molecolare PR-PCR, tutta la intera popolazione comunale ristretta nella zona rossa, ha dimostrato inequivocabilmente che su tre abitanti trovati positivi al test solo uno era o diventava nel tempo sintomatico ai vari livelli, mentre altri due erano e sono rimasti portatori del virus asintomatici, ma ciononostante portatori ed amplificatori di contagio ad altri. Da ciò scaturirebbe la estrema diffusione del contagio e dunque la necessità di sottoporre tutti a tampone rino-faringeo ove ciò fosse possibile; in aggiunta a ciò, per vari motivi, si calcola che circa il 30% dei tamponi è soggetto a falsi negativi.
– La indicazione alla terapia domiciliare nei pazienti lievi e mild, cioè pauci o mediamente sintomatici, con idrossiclorochina e azitromicina, tanto dibattuta anche a Siracusa in questi giorni, non è stata ancora codificata e standardizzata né attuata, pertanto le varie Regioni e realtà locali si muovono in ordine sparso.
– Dopo tante incertezze sulla validità dei mezzi diagnostici di laboratorio, solo da pochissimo l’I.S.S. ha dato indicazione precisa che per diagnosticare la positività al coronavirus Covid 19, e quindi lo stato di contagiosità, è valido soltanto il tampone rino-faringeo con test molecolare per il virus,di cui negli ultimi giorni sono stati approvati dei test cosiddetti rapidi, mentre gli esami sierologici con la ricerca delle immunoglobuline IgM, IgG, di più facile e meno costosa esecuzione, ma che non diagnosticano uno stato di attuale contagiosità, saranno riservati alle ricerche epidemiologiche sulla popolazione nella fase 2 della crisi epidemica per individuare i soggetti immunizzati.
Tutta queste incertezze, anche scientifiche hanno condizionato nel Governo nazionale e nella assistenza sanitaria, quasi d’obbligo, una filosofia del “wait and see”, cioè dell’aspetta ed osserva come si svolgono i fatti pronti a trovare volta per volta le soluzioni, aggiustando il tiro.
Purtroppo la sopracitata impreparazione, in corso di pandemia, ha condizionato la scarsità, quasi impossibilità di reperire rapidamente sui mercati nazionali ed internazionali i reagenti per i tamponi, i DPI (mascherine, camici e tute protettive, occhiali o visiere, calzari), i farmaci, i ventilatori polmonari e tanto altro occorrente
La penuria di posti letto, di posti di terapia intensiva e del personale sanitario medico ed infermieristico dovuta ad un ventennio di sconsiderato depauperamento delle risorse nella sanità pubblica, e di decisioni politiche improvvide, in questa occasione è stata determinante. Ecco che si è dovuti ricorrere, in questa occasione, alla spasmodica ricerca di posti letto differenziati, con l’intervento del Covid team regionale, in Covid, non Covid, e Area grigia, attingendo a tutte le risorse disponibili anche private convenzionate. Una realtà quella siracusana in sofferenza già in condizioni di normalità, che non poteva non essere sottoposta ad un duro stress in corso di crisi, e con un piano aziendale inizialmente incerto e di cui si sono diffuse poche notizie alla cittadinanza.
E non va meglio nel, più volte citato in questi giorni, rapporto Ospedale/ Territorio.
Non vi è dubbio che in questa crisi epidemica il modello “ospedalocentrico” non ha funzionato, facendo divenire spesso l’Ospedale un ulteriore e spesso principale focolaio di contagiosità.
Ma se gli Ospedali, sono stati depauperati, ed invece sono nati Servizi ed Unità Operative Semplici e Complesse mediche e non mediche presso tutte le ASP da destinare al Territorio, dirigendovi risorse, è altrettanto evidente che l’assistenza territoriale non è riuscita a risolvere i problemi sanitari a monte dell’Ospedale, tant’è vero che la popolazione ha continuato a rivolgersi all’Ospedale, ingolfando i Pronto soccorso, e gli Ambulatori, oltre a condizionare ricoveri cosiddetti inappropriati, in penuria di posti letto. A riprova di tutto ciò, per quanto riguarda le assunzioni di responsabilità anche penali tra i livelli del Territorio e dell’Ospedale, bisogna constatare che purtroppo le denunce anche e soprattutto penali riguardano maggiormente l’Ospedale e non il Territorio.
Pur tuttavia adesso si invoca l’aumento dei posti letto e dei posti di terapia intensiva e l’aumento del personale medico ed infermieri ospedalieri.
Dunque sono d’accordo per un vero modello “territoriocentrico” a monte dello Ospedale, ma a patto che sia attuato in modo completo ed efficace, dimostrando sul campo l’indiscussa utilità che per esempio avrebbe potuto avere in questa crisi Covid 19.
La medicina cosiddetta di base, i Medici di Medicina generale, anche loro hanno cercato di dare il loro contributo, nei loro ambulatori hanno cercato di evitare un contatto ravvicinato con i pazienti che poteva essere diffusivo di contagio e per lo stesso motivo hanno dovuto limitare di recarsi a domicilio dei pazienti, oltretutto privi dei necessari DPI, con l’impossibilità così di un controllo e monitoraggio medico diretto dei loro assistiti.
Finalmente sembra che dalla prossima settimana entreranno in funzione le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) che con il loro manipolo di giovani medici, in prima linea e provvisti di DPI adeguati, potranno recarsi a domicilio dei pazienti anche Covid positivi pauci o medio sintomatici in isolamento domiciliare e costituire il necessario raccordo con i MMG, anche per il monitoraggio delle terapie di profilassi di cui abbiamo parlato prescritte dai curanti.
COMPITI DEL COC Centro Operativo Comunale – FUNZIONE SANITÀ.
Sono grato al Sindaco Francesco Italia per avermi accordato la fiducia, insieme al collega Gaetano Scifo infettivologo, nominandomi consulente a titolo volontario nel Centro Operativo Comunale della Protezione civile, nella Funzione Sanità, che insieme ad altre importanti Funzioni del COC, controlla in emergenza anche altre problematiche della Città
La Protezione civile di Siracusa sta affrontando, da par sua, in questo periodo l’emergenza sanitaria dell’epidemia da Coronavirus senza risparmiarsi, assolvendo in pieno alla funzione di assistenza alla popolazione specie delle fasce più deboli, come i meno abbienti, gli anziani e gli ammalati domiciliati, consegnando viveri e farmaci, attraverso l’azione dei circa 60 volontari appartenenti ad alcune benemerite associazioni, attività che in questi giorni si è fatta più intensa.
Il call center inoltre risponde dalle ore 8 alle 18 alle numerose chiamate della cittadinanza dando informazioni per la soluzione delle più varie problematiche, spesso sanitarie ed assistenziali.
Tra i compiti prioritari assegnati alla Funzione sanità il controllo delle norme igienico-comportamentali e la protezionistica anticontagio di tutti gli operatori del Centro operativo dipendenti e volontari, essenziale per evitare che un tale centro nevralgico possa andare in default, e la gestione del controllo delle quarantene per gli isolamenti fiduciari dei rientri in Regione che si sono avuti nel mese di marzo con un picco a metà del mese, e per gli isolamenti obbligatori dei soggetti Covid positivi domiciliati.
A tal riguardo, è molto avanzato il sistema di geolocalizzazione attraverso una apposita applicazione che consente di mappare nella Città i domicili delle quarantene, e che unita agli elenchi nominativi è di notevole aiuto alle forze dell’ordine nell’operare i controlli dell’osservanza delle norme di contenimento del contagio.
Purtroppo, data la attuale scarsa possibilità di eseguire i tamponi per i test di positività virali previsti dal decreto della Regione al termine del periodo di isolamento, molti dei rientri sono ancora impossibilitati ad uscire dal proprio domicilio, come da disposizioni dell’autorità regionale. Ma proprio in questi giorni lentamente si sta procedendo alla chiamata nominativa dei soggetti interessati per eseguire i test da parte della ASP 8, tenendo conto della scarsa disponibilità dei test e delle priorità sanitarie, il tutto attraverso una sorta di drive-in presso il piazzale dell’ex ONP, e finalmente anche l’Ospedale “Umberto I” si sta attrezzando per processare i tamponi.
Un punto critico nella gestione di questi soggetti è stata certamente la prevista comunicazione del rientro a più Enti – Regione siciliana, Protezione civile comunale, Ufficio Epidemiologia della ASP 8, Medico curante -, con la difficoltà riscontrata nello stabilire i contatti, ciò che ha provocato talvolta un diverso riscontro da parte degli Enti preposti, se non addirittura la mancata comunicazione. Più utile sarebbe stato certamente un punto unico informatizzato che in automatico e in parallelo trasmettesse la comunicazione a tutti i quattro Enti.
Il flusso informativo tra Il COC e l’apposito Ufficio di Prevenzione ed Epidemiologia della ASP 8 è essenziale per il corretto management del controllo sanitario nel territorio, bisogna però dire che non sempre è stato possibile interfacciare i dati in tempo reale per carenza di comunicazione da parte della ASP.
Tutte queste funzioni non implicano un controllo diretto sulla Sanità, che va sempre mediata attraverso le funzioni ed azioni della ASP 8 ma i cui risultati cadono anche sotto la responsabilità dell’Amministrazione comunale e del Sindaco della Città.
Indubbiamente l’attuale scontro istituzionale tra le Autorità che governano la Sanità siracusana, legato ai gravi fatti riportati dalla cronaca, ha avvelenato il clima e dato poca sicurezza alla popolazione già duramente provata, e rischia, nel marasma e nei giudizi generalisti, di demotivare i Medici ed i Sanitari che debbono essere sostenuti nel loro duro e pericoloso lavoro quotidiano, e che ribadisco hanno tutto il nostro plauso

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