ENNA LA PROVINCIA CON LA PERCENTUALE PIÙ ALTA DI CONTAGIATI IN ATTESA DEL RISULTATO DEI TAMPONI SIRACUSA

Giuseppe Di Grande (Augusta): “Ho elaborato grafici più comprensibili”

 

Impossibile in questi tempi di quarantena e smart working, in cui la tv è sempre accesa e sintonizzata sui canali all news, non fare i conti con la fredda contabilità della crisi sanitaria.

Numeri su numeri, della cui attendibilità qualcuno dubita, ma che sono una guida fondamentale per orientarsi nell’onda di informazioni che ci sta travolgendo.

Ogni giorno, alle 18 l’appuntamento con il volto serafico e impassibile di Borrelli, Capo della Protezione Civile nazionale, è imperdibile e atteso per fare il punto della situazione e sforzarsi di capire se i sacrifici che ognuno di noi compie stanno effettivamente portando a qualcosa.

Per noi siciliani, poi, il momento in cui viene diffusa su Facebook la mappa elaborata e pubblicata dalla Regione con il numero di malati suddivisi per provincia, diventa uno spartiacque tra l’angoscia e il sollievo.

Ma quei numeri non raccontano tutto, soprattutto non raccontano come la situazione si sta sviluppando a livello locale e non sempre rappresentano il migliore dei parametri di valutazione.

Per questa ragione un cittadino augustano, appassionato di statistica, ha sviluppato una serie di analisi volte a rielaborare i dati ufficiali provenienti dalla Regione, per ricavarne informazioni di grande interesse.

“Sono intervenuto come amante della statistica – spiega Giuseppe Di Grande – e l’idea di rielaborare i dati diffusi dalla Regione mi è venuta dal vedere come avveniva il confronto dei dati riguardanti i malati tra Cina e Italia, ovvero senza tener conto della dimensione della popolazione. Lo stesso è capitato anche da noi. Non si può confrontare il dato di Catania con quello di Enna. Infatti, la provincia di Catania ha 1.100.000 abitanti mentre Enna ne ha 164.000, quindi ho ritenuto opportuno calcolare il numero dei contagi ogni 100.000 abitanti in modo da rendere i dati confrontabili”.

L’elaborazione così ottenuta, come si può vedere dalla figura 1 evidenzia quanto elevata sia l’incidenza del numero di malati rispetto alla popolazione ad Enna, oggi di gran lunga la provincia più colpita in Sicilia. In questa analisi, la situazione della provincia di Siracusa, che già in termini assoluti appare meno drammatica, si conferma quella in cui i dati sono più rassicuranti assieme a Ragusa e Trapani, sebbene si debba aspettare la risoluzione dell’enigma dei test con i tamponi.

Da questa analisi, “la situazione di Catania ne esce ridimensionata rispetto, ad esempio, ad una città come Messina” precisa Di Grande.

“Il calcolo dell’andamento dei contagi nella provincia di Siracusa – continua il cultore di statistica – si basa sui dati ufficiali ed ha un andamento di crescita molto ripido (come si vede nella figura 2, ndr). Proprio oggi, la curva ha continuato a crescere, dopo una fase di stabilizzazione che ha mostrato quello che Borrelli ha chiamato plateau, e che ha descritto una situazione molto più stabile rispetto ai giorni precedenti, anche se come dicono gli esperti dobbiamo aspettarci il peggio tra una settimana”.

Un’elaborazione ulteriore, proposta dal dottor Di Grande, riguarda l’andamento della percentuale dei malati, sempre calcolata ogni 100.000 abitanti, rispetto al giorno precedente. Questo dato al termine della giornata del 3 aprile 2020 ad Enna è del 48,68 %, mentre a Siracusa si assesta sul 19,04%, a Catania supera il 45, 14% e a Messina sfiora il 48%, rivelando ancora una volta quanto drammatica sia la situazione nel cuore della Sicilia e quanto sia importante fare di tutto per evitare un simile scenario anche nelle altre province.

 

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