Matteo Salvini lo ha citato ed elogiato pubblicamente in una conferenza stampa dicendo che “il sindaco di Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa spegne le luci inutili per risparmiare 700 euro al giorno da distribuire ai cittadini”. In realtà l’idea del sindaco Salvatore Gallo – che da alcuni mesi è diventato leghista – è di “disattivare l’accensione della pubblica illuminazione” – che di per sé inutile non è – come è scritto in un’apposita proposta di deliberazione comunale nell’ambito delle “Misure urgenti in materia di contenimento dell’emergenza economica causata dall’emergenza epidemiologica Covid 19”.
Il Comune di Palazzolo Acreide spende mediamente all’anno per l’illuminazione pubblica circa 250mila euro, quindi più o meno i 700 euro al giorno indicati dal sindaco e propagandati da Salvini. Una pensata veramente illuminante – in questo caso a lume di candela – quella di oscurare sin dalle prime ombre della sera piazze e strade, tipo pericolo di bombardamento aereo in tempo di guerra. Quindi oltre a non uscire tutto il giorno da casa, la sera affacciandosi da balconi e finestre chi vuole potrà godere dell’effetto buio, affinare la vena malinconica, e persino ululare come Ciaula alla luna. Mentre per qualche amante della trasgressione potrebbe essere una bella occasione di sfida agli attuali divieti e provare ad uscire da casa protetto dalle tenebre.
Certo, immaginiamo che a rafforzare la sicurezza pubblica potrebbe spuntare qualche ronda con in testa il sindaco personalmente in persona, della serie “A mezzanotte va la ronda del leghista/e nell’oscurità ognun guardato è a vista”. Al di là dell’ironia, la motivazione di stutàri i luci è comunque quella del presunto risparmio per le casse comunali dei 700 euro al giorno da dividere – si è detto – ai cittadini.
E qui a replicare sono le considerazioni e le cifre fornite dai consiglieri del Gruppo di minoranza al Comune di Palazzolo Acreide che, nel criticare la proposta del sindaco, propongono a loro volta: “Se davvero l’intenzione è quella di dare risposte alle necessità economiche dei cittadini, si utilizzino le risorse del capitolo di bilancio ‘spese per assistenza economica’ 20mila euro circa. Ossia la stessa somma che verrebbe generata in un mese dallo spegnimento totale dell’illuminazione pubblica, ed immediatamente spendibile senza dovere attendere alcuna variazione di bilancio”.
Gli stessi consiglieri aggiungono che dal “Fondo riserva del Comune è possibile reperire altri 40mila euro, anche questi immediatamente disponibili” e ricordano che sia la Regione che il Governo hanno stanziato somme destinate ai Comuni per far fronte alle necessità delle famiglie più bisognose. Insomma, in questa storia sul piano pratico di “inutile” c’è solo la proposta di spegnere le luci di piazze e strade, accrescendo la tristezza di una comunità.

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