“NESSUNA SITUAZIONE DI ALLARME SANITARIO A SIRACUSA”

Carlo Candiano, Primario del Pronto Soccorso: “Confronto con i medici di famiglia e attenzione per le richieste di ricovero: nessuno viene rifiutato”

 

Lasciamo ora la parola al dottor Carlo Candiano, Primario del Pronto Soccorso.

Con quale stato d’animo opera il personale (medico e infermieristico) all’interno di un servizio delicato come il Pronto Soccorso?

Il personale è preparato. Certo, a volte c’è della preoccupazione e un forte stress per le problematiche e per la complessità dei numerosi casi che vi accedono, ma anche consapevolezza del ruolo che ognuno svolge, sono sicuro, al meglio possibile.

Da parte dei medici di famiglia vi è la sensazione che non vi sia un dialogo aperto fra il servizio del Pronto Soccorso e il territorio. Qual è la vostra opinione e la vostra proposta?

Non mi risulta che vi sia mancanza di dialogo. Anzi, nel momento in cui scrivo sono all’Ordine dei medici di SR (27.2.2020 ore 18:30) insieme con i medici di medicina generale per un proficuo confronto con il Presidente dell’Ordine che ha fortemente voluto questo incontro per stabilire le nuove linee di comportamento per la problematica del nuovo coronavirus. 

Molte richieste di ricovero provenienti dal territorio non vengono accolte per carenza di posti letto, ritiene che così venga meno il ruolo di porta d’ingresso del Sistema Sanitario Nazionale anche per gli altri medici del territorio?

Le richieste di ricovero dal territorio, assicuro, sono molto attenzionate dai medici di PS e sono anche personalmente analizzate dallo scrivente in moltissimi casi e, quando e se appropriati, avvengono regolarmente, altrimenti si ricorre ad altre soluzioni, ma nessuno comunque viene rifiutato. 

La povertà in Sicilia è un dato indiscusso. Come si pensa di poter curare i meno abbienti con patologie acute che spesso vengono reindirizzati agli stessi medici di famiglia dal personale del Pronto Soccorso a cui erano stati mandati?

Il pronto soccorso è per definizione il luogo più “democratico” dell’ospedale e non fa differenza, assicuro anche qui, tra classi sociali. Sarebbe inaccettabile, oltre che ingiusto, anzi si fanno in PS grandi battaglie per garantire gli stessi diritti a tutti. 

Le liste di attesa sono una indubbia criticità. Nel nostro territorio chi non ha disponibilità come fa a curarsi

Recentemente è stato dato l’obiettivo ai Direttori Generali di azzerare le liste di attesa e anche a Siracusa registriamo un importante e sensibile miglioramento. 

Per le situazioni con patologie irreversibili o mortali è possibile ipotizzare alternative al ricovero in pronto soccorso, nell’ambito delle prestazioni assicurate dal Servizio Sanitario Nazionale? È possibile ottenere un inquadramento clinico diagnostico e terapeutico in tempi brevi, tanto da non mettere a rischio il paziente e tutelare il medico proponente da ritorsioni legali?

In talune situazioni ciò è possibile. Molto dipende dalla gravità e/o complessità del caso. Ma è certo che in grande maggioranza ciò è possibile. Ci confortano i dati Dati EMUR (Regione Sicilia – Assessorato alla Salute). Il rischio clinico è contenuto negli standard aziendali e di riferimento regionali. Non c’è al momento nessuna situazione di allarme della sanità a Siracusa.

Secondo il responsabile del Servizio esistono disfunzioni o situazioni di criticità al Pronto Soccorso e come si pensa di ovviare e superarle?

Una criticità è il sovraffollamento. Al di là di questa vicenda del coronavirus, gli utenti dovrebbero considerare il PS come un bene prezioso e da tutelare con tutti i mezzi per evitarne la congestione. Comunque da circa un anno abbiamo messo in opera strumenti per il monitoraggio continuo H24 di tale criticità e soluzioni anche modulabili e flessibili per la sua gestione. Certo, ci sono situazioni momentanee di ressa, ma grazie alle misure adottate dall’azienda (vedi adozione del PAGS: Piano Aziendale di Gestione del Sovraffollamento e all’istituzione del Bed Manager, Infermiere Coordinatore, insieme ad altri dispositivi) il fenomeno rientra sempre nella norma: cosi come da Decreto Assessoriale n.1584/2018 e dalle conseguenti disposizioni aziendali, tale aspetto è tenuto sempre sotto costante e continuo monitoraggio informatizzato, in real time, da parte dei responsabili della struttura e del vertici aziendali.

Quali gli interventi più frequenti (le prestazioni più richieste) al Pronto Soccorso? Potrebbe suggerire accorgimenti o disposizioni che potrebbero migliorare lo svolgimento delle attività, magari con protocolli e accordi con i medici di famiglia, gli enti locali o altre istituzioni? 

Gli interventi che più si verificano in P.S. ad alto rischio di inappropriatezza sono rappresentati dalla piccola traumatologia che potrebbe essere gestita anche dal territorio, per esempio in assenza di frattura. Poi potrebbe essere di grande aiuto un migliore collegamento, anche informativo, con i medici di medicina generale che conoscono bene i loro assistiti per agire in sinergica e fruttuosa azione e migliorare la prestazione dei loro pazienti.

Spesso ci si trova a paragonare e confrontare i servizi ospedalieri della nostra città con alcune strutture del Nord, in particolare il Pronto Soccorso. Cosa ci differenzia da altre realtà, come e quando potremo superare certi gap che ci penalizzano?

Per quello che riguarda questo PS in verità non ci facciamo mancare nulla. Numero di casi, situazioni di complessità e gestione sono, per quanto mi costa, sovrapponibili con le grosse realtà regionali e nazionali. In tutte le realtà problemi e difficoltà sono simili e si affrontano con lo stesso spirito e con la stesse ansie, ma pienamente consapevoli del posto e del ruolo ricoperto e di quello che si deve fare per aiutare la comunità dei pazienti.

SCHEDA Dati EMUR (Regione Sicilia – Assessorato alla Salute)

La percentuale dei malati che ha superato le 24 ore di permanenza in PS dal triage alla dimissione e/o ricovero al reparto nel 2019 è stata dello 0.10% mentre in questo primo lasso di tempo del 2020 è dello 0.25% sul totale degli accessi. La percentuale di pazienti esitati entro le 6 ore dall’ingresso in triage alla dimissione è stata dello 89.73 % nel 2019, mentre dello 84.79% in questo inizio di 2020. Ogni malato che giunge in PS dopo la fase di triage è preso in carico e rimane tale da un ben definito medico. Tutti i percorsi del paziente, sia all’interno che nei vari reparti, durante la gestione del pronto soccorso, sono conosciuti e ben tracciati nelle varie diagnostiche e per le varie procedure. Ancora e per maggior chiarezza si riportano tempi medi di presa in carico dal triage alla visita medica nel 2019 a confronto con i primi mesi del 2020:

2019 

Urgenza           Accessi        Media Minuti 

ROSSO              708                    5 

GIALLO            10844                 15 

VERDE             47722                 42 

BIANCO             2060                  36

2020 (gennaio – febbraio) 

Urgenza            Accessi       Media Minuti

ROSSO                256                    6 

GIALLO               4264                  23

VERDE               12691                43 

BIANCO                444                  30

Un “rapporto – analisi dei tempi di permanenza per patologia nei pronto soccorso della regione siciliana”, commissionato dal DASOE – Assessorato alla Salute Sicilia, pubblicato agli inizi del mese di dicembre 2019, afferma che, tra i grandi ospedali, all’ Umberto I di Siracusa il 90 per cento dei pazienti che accedono al PS viene esitato in 7 ore e 24 minuti.

(Analisi effettuati su dati EMUR del 2018 – Grandi Strutture) 

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