La Sicilia ha il meglio delle intelligenze scientifiche per la cura dell’epidemia che tra gli ultra sessantacinquenni ormai interessa una persona su quattro, troppi!
La Civetta di Minerva, novembre 2018
Sono appena tornato da un importante appuntamento nazionale degli esperti di diabete italiani e sento la necessità di condividere le centinaia di novità che si sono discusse.
Frutto della genialità, competenza avanzata tecnologicamente e intraprendenza di un grande diabetologo siciliano che lavora a Partinico, il dottor Vincenzo Provenzano, si è tenuto a Palermo il 17° Congresso della Società Italiana di Metabolismo, Diabete e Obesità SIMDO. Centinaia gli esperti presenti, tre giorni intensi di lavoro ad altissimi livelli, grande collaborazione tra le più importanti e prestigiose società scientifiche italiane.
Gli straordinari progressi nelle conoscenze fisiopatologiche e le formidabili innovazioni diagnostico-terapeutiche in corso stanno rivoluzionando le possibilità di cura delle persone con malattie metaboliche, diabete e obesità.
Veramente notevole lo sforzo di cercare metodi e linguaggi per implementare un aggiornamento e una formazione che diffonda efficacemente fra il personale sanitario il flusso rivoluzionario delle novità. Affascinante lo scenario di una Palermo, capitale italiana della cultura, che ha dato il meglio di sé accogliendo i congressisti nei momenti liberi dai lavori. Sublime la performance del gusto rappresentata dai migliori interpreti del cibo di strada, la raffinata varietà della pasticceria siciliana, i vini, i liquori, i gelati, i frutti e tutte le prelibatezze culinarie che impressionano profondamente chi viene da altre regioni.
Veramente notevole la performance artistica dello scrittore Pietrangelo Buttafuoco che ha descritto, durante l’inaugurazione del Congresso, la Sicilia e la sicilianità come una commistione del paradiso e dell’inferno ma summa di tutte le civiltà e le sfaccettature dell’umanità.
LE CURE MIGLIORI NON SONO DISPONIBILI PER TUTTI
Il diabete dilaga nel mondo. Si parla ormai di Urban diabetes, diabete urbano. La crescita delle città e lo spopolamento delle campagne e dei piccoli centri hanno trasformato le caratteristiche biologiche delle persone. Cibo spazzatura, sedentarietà totale, riduzione di ogni fatica fisica e lo stile di vita che ogni città impone ai suoi abitanti fanno in modo che il diabete oltre i sessantacinque anni ormai interessi una persona su quattro, troppi!
Il problema ormai riguarda la politica e molti sindaci hanno aderito al progetto di fermare questa epidemia. Il diabete è una malattia che comprende a sua volta un universo di altre malattie, accorcia la vita, accelera i fenomeni d’invecchiamento generale, rende invalidi, ciechi, cardiopatici, impotenti, amputati di gamba o piede. I progressi della scienza medica molto spesso riescono ad allungare la vita dei malati e ad arginare le conseguenze delle malattie che dal diabete hanno origine e, di fatto, trasformano le persone in una vasta coorte d’invalidi parziali che man mano vanno perdendo funzioni e autonomia. Quando un così gran numero di persone ammalate sopravvive a lungo consuma uno sproposito di risorse e mette in ginocchio le finanze di tutti i sistemi sanitari. Anche in questo caso gli anziani e i grandi vecchi consumeranno le risorse che potevano andare per la sanità dei giovani. I diabetici ormai aumentano di numero in tutto il pianeta e nella nostra Sicilia costituiscono per l’Istat il 6,1 per cento della popolazione anche se le statistiche dei medici più abili a scovarli tra i propri pazienti parlano del 13%.
La nostra Sicilia e la Campania hanno una mortalità per diabete molto più alta che al nord. Ciò malgrado siano dotati di leggi ed eccellenze mediche nella cura della malattia. Potremmo pensare che non c’è una uniformità dei comportamenti di cura in generale e che la bravura di pochi non incide sul risultato degli altri.
Molto spazio si è concesso alle molteplici novità tecnologiche utilizzate nel diabete giovanile con anteprime assolute sulla presentazione di strumenti per il monitoraggio e la cura delle persone in condizioni di precario controllo della malattia.
Le potenti azioni di alcuni nuovi farmaci di alto costo e, in Italia, concessi solo a pochi a prezzo di passaggi tecnico-burocratico -informatici fastidiosi (i piani terapeutici), hanno cambiato il volto delle cure della malattia. Buoni i risultati sugli obesi diabetici con gli analoghi del GLP1, un ormone intestinale. Eccezionali sui diabetici con malattie di cuore le performance cliniche delle glifozine, sostanze che obbligano gli zuccheri del sangue in più a uscire dal corpo insieme alle urine. I nuovi farmaci, di cui alcuni in commercio da dieci anni, possono essere prescritti solo dai medici che lavorano presso i centri antidiabetici. Questi ultimi non sono di facile consultazione per l’esiguo numero e le liste d’attesa.
I medici di famiglia italiani non possono usare questi farmaci per decreto. Unica nazione in Europa che per motivi di costi ha reso gli ammalati italiani più fragili e privi del diritto alle migliori cure. Una misura che dà la certezza che il paese è fuori da processi democratici di cura estesa a tutti. Prevederela prescrizione dei farmaci innovativi solo per pochi addetti è un’offesa alle norme etiche della professione. Di fatto per motivi di risparmio economico si rende la vita difficile a malati, medici e diabetologi, frapponendo i soliti perfidi ostacoli burocratici.
LE MIGLIORI STRATEGIE NON STANNO NEI FARMACI
Per amore della verità e della scienza bisogna affermare con forza che il diabete è una delle malattie che si può facilmente prevenire. Altra considerazione molto importante è quella di affermare che, con le conoscenze di oggi, i medici di famiglia sono in grado di individuare per tempo i candidati alla malattia. In circa il 60% dei casi il cambiamento degli stili di vita, le prescrizioni di una dieta adeguata e il contrasto dell’obesità fin dalla prima infanzia sono in grado di salvare dal diabete i soggetti predisposti geneticamente.
Inutile sottolineare che, anche se questa è la migliore risorsa per prevenire e curare la malattia, le difficoltà di cambiare gli stili di vita e il modo di alimentarsi delle persone sono enormi. Una battaglia costellata di sconfitte per i medici e le istituzioni. Se non si vorrà strozzare il sistema sanitario nazionale non resta che realizzare questo miracolo. Inutile aspettarsi che uno o più medici siano in grado di far cambiare vita alle persone. Bisognerà che una politica sulla salute illuminata e lungimirante elabori strategie efficaci a cominciare dagli asili, usando ampiamente i media, punendo chi non rispetta le regole, incoraggiando il movimento fisico.
Ci vorrà un grande coraggio per schierarsi contro le pubblicità alimentari e tutte quelle attività umane che con gli smartphone e i computer ci portano a stare fermi per tutto il nostro tempo libero.
Perché fallisce la cura dei diabetici in Sicilia e a Siracusa?
Nel prossimo numero aggiornerò i lettori della Civetta sulle nuove prospettive per arginare i danni e contrastare i vizi occulti nei medici e nei decisori sanitari che impediscono la realizzazione di programmi vincenti in questo campo. Per incuriosirvi dirò che, in fondo, molti guadagnano enormi proventi dal fatto che i malati aumentano, i fatturati dei colossi farmaceutici impennano, il potere dei diabetologi aumenta a dismisura. Indovinate chi la prende in saccoccia!

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