Siracusa seconda in Sicilia per mortalità causata dal diabete

Eppure l’ASP sui presìdi ha registrato nel 2016 sprechi clamorosi. Come mai il manager che ha guidato l’Azienda non si è accorto di questa grave anomalia?

La Civetta di Minerva, ottobre 2018

Nel corso del 2017, l’Autorità nazionale anticorruzione ha avviato un’indagine conoscitiva sul mercato dei dispositivi medici per l’autocontrollo e l’autogestione del diabete mellito (strisce per il controllo della glicemia, aghi penna, lancette pungidito e siringhe da insulina). L’indagine, che in queste ultime settimane ha avuto eco nei quotidiani nazionali e locali, è partita in seguito alla segnalazione di diverse associazioni dei pazienti affetti da diabete che hanno evidenziato le significative differenze regionali nella spesa per l’acquisto dei presidi, con prezzi unitari che vanno ad esempio dai 38,79 euro dell’Emilia Romagna ai 257,12 euro della Provincia di Bolzano (strisce per il controllo della glicemia). La spesa annuale media per paziente risente ovviamente di tali differenze e varia dai 51,1 euro sempre dell’Emilia Romagna ai 317,7 euro della Provincia di Bolzano. La regione Sicilia con una spesa media per paziente di 155,6 euro si colloca poco al di sotto della spesa media nazionale di 158,9 euro (grafico).

Occorre tuttavia precisare che le differenti tipologie di diabete necessitano di una frequenza di autocontrollo diversa, la differente spesa regionale potrebbe quindi trovare in parte spiegazione anche da una diversa ripartizione delle tipologie di diabete nelle varie Regioni.

Dall’indagine conoscitiva dell’ANAC è emerso che l’acquisto dei presidi per i pazienti diabetici è sottratto in molte regioni al confronto concorrenziale, vengono cioè eluse le gare ad evidenza pubblica previste dal codice degli appalti e ciò determina una marcata differenziazione nei costi sostenuti per tali dispositivi. Tutte le regioni garantiscono però la maggior parte delle marche in commercio garantendo sia la qualità sia la libera scelta dei cittadini.

La principale modalità di approvvigionamento e distribuzione è stata quella della stipula, da parte delle diverse regioni compresa la Sicilia, di un accordo convenzionale con le associazioni di categoria delle farmacie.

Nelle conclusioni dell’indagine, l’Autorità anticorruzione esprime l’auspicio dell’utilizzo di procedure ad evidenza pubblica per l’acquisto dei prodotti al fine di conseguire un risparmio di spesa pubblica e di limitare l’accordo convenzionale alla sola fase della distribuzione in modo da garantire, attraverso le farmacie private diffuse nel territorio, una capillare erogazione e non creare disagi ai pazienti.

Dal 2015 tutte le aziende sanitarie siciliane sono obbligate ad aderire alla convenzione stipulata tra la regione Sicilia e Federfarma sia per l’approvvigionamento sia per la distribuzione dei citati presidi; l’accordo, rinnovato nel dicembre 2017, prevede per la fornitura e la distribuzione delle due tipologie di presidi di gran lunga più consumate, strisce per il controllo della glicemia e aghi pungidito (quasi il 90% dei consumi), un costo unitario rispettivamente di € 0,48 ed € 0,09.

I prezzi per questi due prodotti sono poco al disopra della media nazionale, ma di gran lunga superiori ai prezzi applicati in altre regioni: minimi rispettivamente di 0,191 e 0,033 (0,226 e 0,05 compresa la distribuzione).

Lo studio dell’ANAC ha calcolato il possibile risparmio per la Sicilia, che si otterrebbe dall’allineamento dei prezzi di tutte le tipologie di presidi (ad esempio 0,366 € per le strisce e 0,086 € per gli aghi pungidito), in € 14.937.334 pari al 31,6 % dell’attuale spesa. Il risparmio potrebbe arrivare fino a € 22.185.923 (46,9 % della spesa sostenuta, quasi dimezzata) se fossero praticati gli stessi prezzi della regione Abruzzo mediamente la più virtuosa.

Se le differenze tra le varie regioni, messe in luce dall’indagine, risultano poco comprensibili, ed accettabili, la situazione nella nostra provincia appare quasi oscura. Nel 2016, stesso anno dell’analisi dell’ANAC, a fronte di una spesa complessiva per tali dispositivi nella regione Sicilia di € 47.288.078 nell’ASP di Siracusa l’importo sostenuto è stato di € 4.918.789, pari al 10,4 % di quello regionale nonostante una popolazione di circa l’8%.

La spesa media annua per paziente siciliano, complessivamente 303.908, si è attestata ad € 155,6; quella di un siracusano, in totale 21.299, di € 230,93.

La prevalenza di pazienti diabetici, cioè il numero di tutti i casi presenti nell’anno, è pari al 5,3 in provincia di Siracusa contro il 5,8 su base regionale (Fonte: allegato 1 al D.A. n. 602 del 16.04.18- PDTA). E’probabile che i dati di prevalenza sia provinciali, sia regionali, siano sottostimati per vari motivi che in questa sede non interessano.

La differenza nella spesa pro-capite non trova peraltro giustificazione in una differente stratificazione della popolazione (indice di vecchiaia) o in una differenza nella complessità della patologia; ad esempio una maggiore presenza nella provincia di Siracusa rispetto alla media regionale di pazienti con forme di Diabete più complesso, tipo 1 o comunque in trattamento con insulina, che necessitano di maggiori controlli glicemici.

Se applicassimo all’ASP di Siracusa le stesse ipotesi di risparmio fatte dall’ANAC, senza considerare la minore prevalenza del diabete rispetto alla media regionale, si avrebbero risparmi rispettivamente per € 1.554.337 (ipotesi 31,6 %) o per € 2.306.912 (ipotesi 46,9 %). Ed ancora se la spesa nella provincia di Siracusa fosse in linea con quello della popolazione regionale, di cui rappresenta circa l’8 %, l’importo sostenuto si abbasserebbe ad € 3.783.046 e le ipotesi di risparmio sopra illustrate corrisponderebbero ad € 2.749.780 nella prima ipotesi e 4.081.160 nella seconda.

Saremmo di fronte ad ipotesi di sprechi, nell’anno considerato, veramente eclatanti con una variazione di spesa che andrebbe dal – 31,6 % al – 83 %. (tabella 1)

Nonostante questa maggiore spesa, nella provincia di Siracusa sempre nell’anno 2016, si registra un tasso di mortalità per diabete sia per il sesso maschile sia per quello femminile molto elevato rispetto alla media nazionale e regionale, in Sicilia seconda preceduta solo dalla provincia di Enna. (tabella 2)

La situazione, sempre nel 2016, mostra lievi difformità tra i quattro distretti in cui è divisa l’Asp di Siracusa, con una differenza del 5% nella spesa media annua assistito tra il distretto più virtuoso e quello più “sprecone”.

Al netto dell’accordo fatto dalla regione con federfarma ed imposto a tutte le aziende sanitarie, ci chiediamo come sia stato possibile che il manager che ha guidato l’ASP di Siracusa per un quadriennio non si sia accorto di questa grave anomalia presente nella sua azienda. Questa anomalia fa il paio con quella delle liste di attesa e con quella della mobilità sanitaria che abbiamo già illustrato in precedenti articoli.

Il lascito è comunque ancora più pesante considerato che nel 2017 la spesa nell’ASP di Siracusa è ulteriormente aumentata sia in termini assoluti € 5.062.364 sia come media pro-capite € 232,8.

Ancora un grazie sentito al dott. Brugaletta.

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