Il 17 luglio scorso la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità di una norma decisa dall’ex governatore della Regione Sicilia. Si “dovrebbe” assistere a un effetto domino
Nel giugno dell’anno scorso, un po’ per celia un po’ seriamente, avevamo scritto della trovata dell’allora governatore siciliano per mantenere il suo potere sulla sanità siciliana anche in previsione delle elezioni che si sarebbero tenute nel novembre dello stesso anno.
L’onorevole Crocetta, che chiamammo allora la Pulzella d’Orleans, aveva inserito in una norma che trattava tutt’altri argomenti, un articolo con cui stabiliva che “tutte le volte in cui gli incarichi dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere giungono alla loro naturale scadenza, sono vietate nuove nomine (di nuovi Direttori Generali, ndr) e designati dei commissari”.
Scrivemmo allora, che la normativa in vigore non prevedeva la possibilità per le regioni di nominare Commissari, piuttosto, al contrario di quanto stabilito dalla legge emanata da Saro da Gela, le regioni potevano solo “nominare direttori generali attingendo obbligatoriamente all’elenco regionale degli idonei o agli analoghi elenchi delle altre regioni”.
Solo un intervento sostitutivo del Governo poteva nominare Commissari, nel caso in cui le regioni non avessero provveduto entro sessanta giorni dalla scadenza alla nomina dei nuovi direttori generali.
La presidenza del consiglio dei ministri impugnò la legge “Crocetta” (più precisamente l’art. 3 della L.R. n° 4 del 01.03.2017) davanti alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione di poteri.
Oggi 17 luglio 2018, la Suprema Corte si è espressa dichiarando l’illegittimità costituzionale di quell’articolo, sancendo di fatto (e in diritto) che i Commissari non potevano essere nominati.
Tutti gli atti emanati dagli stessi, dalla data della nomina, dovrebbero quindi essere nulli. Quanto meno quelli non attinenti all’ordinaria amministrazione. Tutti i danni provocati da tali atti, sempre che ce ne siano, dovrebbero quindi essere risarciti.
Probabilmente nulla di tutto questo accadrà e ancora una volta giustizia sarà negata.

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