Lettera alla Civetta: “Per i cittadini siracusani rimangono due scelte: pagare fior di quattrini ai privati o rinunciare alle cure”
Egregio direttore, a Siracusa e provincia, per fare un accertamento di Esofagogastroduodenoscopia con il servizio sanitario provinciale, occorrono 8 mesi di attesa, 8 mesi per una paziente di 79 anni! E poi si parla di civile assistenza sanitaria, di prevenzione, di diritto alla salute …
Questo tipo di cosiddetta assistenza obbliga i cittadini a rivolgersi alle strutture private più che raddoppiando così la spesa, da una parte pagando lo Stato attraverso tasse e ticket, dall’altra perché costretti a rivolgersi appunto ai privati.
Una politica sanitaria peggiorata negli ultimi decenni a causa delle scelte politico-economiche antisociali dei governi che si sono succeduti, caratterizzate da tagli alla sanità che hanno determinato gravissimi problemi alle strutture della sanità pubblica, ai pronto soccorso, con riduzione di posti letto, mancanza di personale medico, di operatori sanitari ecc.; una triste realtà che è sotto gli occhi di tutti, specie di chi a questo servizio deve necessariamente rivolgersi.
Per il cittadino restano infatti solo due scelte: o rivolgersi ai servizi sanitari privati e pagare fior di quattrini, o rinunciare alle cure ed accettare l’incertezza, la sofferenza e in certi casi la stessa morte.
La politica risparmia riducendo i servizi sanitari ai cittadini, ai lavoratori, ai pensionati onesti e anche corretti con gli adempimenti fiscali ma spende miliardi per sanare le banche private, per acquistare aerei da guerra, per l’invio dei nostri militari in aree di guerra come il Libano, l’Afghanistan, l’Iraq… per non parlare poi della corruzione e degli sprechi.
Tutto ciò è vergognoso perché limita ai cittadini il giusto diritto alla salute, li mortifica, e toglie loro quella “dignità” chiaramente sancita nella Costituzione Italiana che prevede l’eguaglianza dei diritti e dei doveri.
Infine mi sorprende moltissimo che per un problema così serio, sociale, civile ed umano, d’interesse nazionale oltre che istituzionale, ci sia così poco impegno sociale ed organizzativo da parte delle associazioni di volontariato, dei sindacati dei settori specifici, dell’associazione dei diritti del malato, delle segreterie delle Confederazioni sindacali, della società civile tutta, per sviluppare nel Paese un grande movimento unitario d’informazione sulla grave realtà, per presentare al governo delle richieste specifiche, per sviluppare un grande e costante movimento di massa affinché la sanità ritorni veramente ad essere un concreto diritto di tutti.

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