Liste d’attesa in ospedale. Perché nessuno dell’ASP risponde?

Non credo sia stato spiegato bene all’impiegato del centro unificato di prenotazione quale siano le malattie per le quali si possa attivare una priorità urgente, breve, differita, programmabile. Mai visto rispettate le scadenze fra le varie classi di priorità

La Civetta di Minerva, 11 maggio 2018

Non vedo cosa più ridicola di un medico di famiglia che irrita con le sue rimostranze tutti i suoi colleghi della barricata opposta, denunciando la paralisi del suo lavoro e la mortificazione dei diritti delle persone rispetto alle aspettative di salute. Il ridicolo nasce dal fatto che l’utente si è così adattato ai calci in faccia che li subisce senza organizzarsi e reagire. Se fossi più realista e meno ostinato dovrei tirare le somme e farmi qualche amico nella sanità privata, deviando su quella i bisogni dei cittadini respinti dalla sanità pubblica. Ho saldi principi e la testa dura, invece.

Quello che è più irritante, poi, è la manipolazione della realtà che fanno le persone messe nell’interfaccia con gli utenti. Non posso neanche pensare che occupino quel ruolo solo perché qualcuno ha messo un parziale invalido raccomandato a fare tre ore di lavoro leggero. Mi sembra improbabile che qualcuno non abbia spiegato bene all’impiegato del centro unificato di prenotazione quale siano le malattie per le quali si possa attivare una priorità urgente, breve, differita, programmabile. In questi casi la prima perfidia è quella di chi ha promulgato e reso operativi i Raggruppamenti Omogenei di Attesa (RAO). Essi avrebbero un senso se le prestazioni da dare fossero commisurate alla domanda e se il rispetto delle scadenze fosse un patto solido fra chi amministra sanità e chi ne fruisce.

Personalmente ho sempre maledetto chi ha ideato e applicato questa norma. Da quel giorno sono aumentate le liti fra i protagonisti del rapporto di cura e qualcuno mi ha regalato un’ora di lavoro in più al giorno senza retribuirla.

Di fatto non ho mai visto rispettate le scadenze fra le varie classi di priorità e due cose mi fanno adirare oltre le mie capacità di sopportazione: 1) l’invito dell’impiegato allo sportello a ritornare dal medico di famiglia per farsi mettere una priorità diversa rispetto a quella prevista correttamente perché il cittadino protesta davanti all’assurda realtà di mesi interi di attesa. In pillole, l’istigazione al falso in un atto pubblico (la ricetta) per saltare la fila, scaricata sul povero medico per non ammettere ufficialmente che la regola è stupida e nessuno è in grado di risolvere le storture che si è prefisso di regolare. 2) trovare un modo che non sia ignobile, truffaldino, riprovevole (come la raccomandazione politica, sindacale, o dell’infermiere in ospedale) per assicurare le cure a chi ne ha veramente bisogno. Perché la povertà esiste anche dietro l’andare vestiti decentemente, avere il cellulare o un’auto e la lista d’attesa vuol dire pagare per curarsi. Da sempre.

Per quello che mi consta, il primo inganno sta nel fatto che nessuno ha mai misurato i bisogni sanitari della popolazione siracusana, il secondo inganno sta nel fatto che qualcuno prende lo stipendio qualunque sia il risultato del suo lavoro, visto che certamente sa che nessuno misura la sua produttività. Quanto vorrei sentire il parere di chi dovrebbe misurare la produttività di chi presta la sua opera in sanità e non solo nell’area impiegatizia!

Il terzo inganno sta nel fatto che in carenza di una organizzazione dei cittadini utenti e consumatori e di un giornalismo libero, retribuito adeguatamente, si possa impunemente affermare che a Siracusa si eserciti una buona sanità, senza essere cacciati a calci nel didietro.

Utenti privati dell’accesso alle cure nell’indifferenza di tutta la città  Ringrazio il mio collega Giuseppe Bruno per il suo articolo in risposta ai miei. Egli conosce meglio di me persone, cose, fatti, leggi e dinamiche locali. Occupa una posizione molto diversa dalla mia, all’interno del management della sanità siracusana. Chissà come sono vissuti certi suoi atteggiamenti critici da chi deve fornire risposte e risultati alla politica e ai cittadini?

Questa città ha bisogno di trasparenza, di partecipazione e, soprattutto, di verità. La verità della quale non posso e non voglio essere il detentore. Vorrei conoscere le risposte di quelli che dirigono la sanità siracusana e non vedono quello che tutti vediamo, anzi scorgono all’orizzonte un progresso che non colgo. Mi piacerebbe che non si guardasse con enfasi ai problemi che si è creduto di risolvere ma si avesse l’umiltà di dire che, dalle nostre parti, abbiamo molto da imparare persino dalle viciniori città siciliane.

Un grazie all’amico Aldo Castello che testimonia con desolazione dove si attesti la verità dei fatti e fino a che punto si spinga la “normalità” di certi fenomeni. Al di là dei proclami che ci offendono tutti. Ripropongo, a voce alta, un’esortazione che faccio da anni ai miei concittadini: tornate ai partiti, ai sindacati, alla politica attiva. Fuggite dalla sudditanza. Cacciate chi vi prende per bisogno e vi umilia. State certi che costui è complice e sodale di chi vi aspetta, in sanità privata, nel momento del bisogno, per farvi pagare caro il diritto alla salute.

Sono pronto a ragguagliare i magistrati su ciò che accade al Porto Grande – Anche per questo ringrazio le precisazioni fatte dal mio amico e collega Giuseppe Bruno.

Non ho intenzioni di sollevare allarmi per fare proseliti. Non vi è alcun dubbio che la mia provincia sia sotto l’occhio dell’opinione pubblica e della magistratura per la gravità delle ferite inferte all’ambiente e per la presenza di tonnellate a decine di cancerogeni, mutageni e metalli pesanti. Dire che non vi sia evidenza di maggiore incidenza tumorale rispetto ad altre aree del paese ci tranquillizza fino a un certo punto. Bene aver curato la redazione di un registro dei tumori ma mi manca molto la notizia di un Registro delle Patologie legata alla specificità del nostro territorio. Si tratta di malattie rare, difficili da riconoscere, a evoluzione lenta. Esiste un’entità strategica qualificata in grado di intercettare sintomi e malattie insidiose derivanti dagli oncogeni noti e dai metalli pesanti?

Come mai non vi è letteratura scientifica sulle tonnellate di mercurio in bassifondi marini della rada di Augusta e le malattie ad esse correlate? Più che tumori il mercurio causa malattie neurologiche e neuropsichiatriche, renali, cardiocircolatorie.

Come mai nessuno descrive patologie legate al mercurio? – Recentissima la notizia del sequestro del depuratore siracusano. Da molti anni conduco ricerche sulle conseguenze ignote su piante, pesci, crostacei, mitili e comunità umane legate ai farmaci assunti dall’uomo e finiti immodificati nel depurato sversato illegittimamente in un bacino ricco di vita come quello del porto grande di Siracusa.

Sono stato mortificato dall’accoglienza di queste mie ricerche dai responsabili della sanità siracusana. Nessun aiuto, nessun commento, solo incertezze, incredulità, accuse di allarmismo.

Per fortuna non demordo e ho vinto un primo premio nazionale per questa mia ricerca. Una grande soddisfazione per me, nessuna utilità pratica alla mia Siracusa.

Possiamo solo augurarci che un magistrato chiami anche me per sapere di quanto più grandi dell’immaginabile siano le conseguenze di mandare farmaci, provenienti da urine e feci presenti nel depurato e assunti dal 30% dei siracusani, in pochi decimetri di profondità in pieno porto grande.

Sembra fantascienza ma è triste normalità siracusana – Mi auguro di aver torto e che i responsabili della salute pubblica di questa città vincano un altro primo premio per aver dimostrato che i siracusani sono l’unica comunità a essere assolutamente resistente ai veleni ambientali, al mercurio, all’amianto, ai farmaci.

Con la faccia che si ritrovano, secondo me, hanno buone speranze di farcela, conservando ruoli e stipendi.

Da leggere

TERAPIE CONTRO IL CANCRO – LA SALUTE NELL’ERA DELLA DISINFORMAZIONE. FAKE NEWS IN SANITA’ 4a PARTE

Il cancro è uno degli ambiti dove si sono sviluppate le peggiori forme di pseudoscienza …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti