Riceviamo la comunicazione del Comitato spontaneo dei residenti vittime della recente alluvione che volentieri pubblichiamo:
Domenica 24 novembre, alle ore 16,30, i residenti delle case di via Premuda, via Fratelli Sollecito e via Giovanni Vermexio (zona bassa della Borgata S. Lucia), hanno indetto una riunione estemporanea che si terrà nell’angolo tra le vie Premuda e Fratelli Sollecito, per discutere delle conseguenze della pioggia di martedì scorso (nella notte tra il 12 e 13 novembre) che ha avuto conseguenze nefaste a seguito della pioggia – seppur forte, durata appena 40/45 minuti –, con l’acqua piovana che s’è alzata di circa 1 metro dal livello della strada, penetrando dentro 15 automobili parcheggiate adiacenti alle vie suddette, e quel che è peggio, penetrando anche in diverse case, appartamenti e qualche villetta, a piano terra.
Le tre vie, collocate in un punto di convergenza più basso sia rispetto a via Torino – che ha una pendenza che scorre verso la parte bassa della Borgata e fa stagliare l’acqua piovana tra le tre strade indicate –, sia rispetto all’area di piazza S. Lucia, da cui sempre il fogliame degli alberi, raramente raccolto dal servizio di pulizia urbana –, peraltro, come sanno anche i bambini, in autunno le foglie cadono copiose – durante le piogge tende ad essere spinto verso le tre vie indicate, con l’inevitabile conseguenza di chiudere, unita alla fanghiglia del percorso, quasi “ermeticamente” i tombini – già pochi e quasi mai puliti e curati, almeno 1-2 giorni prima di queste evenienze, ormai segnalate dalla Protezione Civile, con l’inevitabile conseguenza che basta una pioggia di mezz’ora o poco più che l’acqua piovana che invade e si accumula sulle tre strade si alza da 50 a 80 cm.
Si tratta di mera insipienza amministrativa, di un’incapacità di prevenzione che, carsicamente, ricade sulla testa dei residenti delle vie indicate. In questo caso non c’entra per niente il cambiamento climatico – che nessuno vuole negare –, bensì di un atteggiamento di incuria, di superficialità, di mancato raccordo tra Amministrazione, Vigili Urbani e Tekra per intervenire, quantomeno alla vigilia – uno o due giorni prima dell’annuncio della Protezione Civile – di una pioggia significativa.
I cittadini sono sfiduciati, avvertono da oltre un decennio l’irresponsabilità delle diverse Giunte Comunali e Assessori che ricoprono ruoli che attengono allo stato urbano e delle diverse vie. Peraltro, diversi cittadini e residenti della zona indicata, o hanno già vinto cause civili contro l’Amministrazione comunale per i danni subiti alle proprie automobili – ed alcuni anche per i danni alle loro case e appartamenti posti a piano terra –, o sono ancora in attesa della conclusione di cause che avranno questo stesso esito. Con aggravio della casse comunali.
I residenti sono così costretti ogni volta a vedere arrivare, alcune ore dopo la fine della pioggia, i Vigili del Fuoco, auto della Protezione Civile, i Vigili Urbani, quando ormai il danno è stato fatto. Sarebbe bastato, anche per il caso in questione della notte di martedì 12 le primissime ore del 13 novembre che, almeno 1-2 giorni prima, fosse stato attivato un servizio di sistemazione laterale dei tombini, di pulizia, ecc. ed anche di eliminazione del fogliame di p.za S. Lucia, per consentire che l’acqua piovana defluisse normalmente, non giungendo – nelle strade indicate – all’altezza di poco oltre un metro di altezza, rovinando auto dei residenti e anche di alcuni turisti ospiti in alcune strutture site in una delle vie, ed entrando dentro alcune case a piano terra.
Se questa Giunta Comunale non ha soldi per risolvere in modo strutturale e definitivo il problema, ma che almeno riesca ad intervenire puntualmente 1-2 giorni prima garantendo la sicurezza dei cittadini. Ci siamo stancati di assistere alla sola valorizzazione del “salottino” di Ortigia – esso stesso divenuto nel frattempo un Suk confusionario – mentre i residenti di aree contigue o di poco esterne al centro urbano, o – peggio – le periferie urbane del nord della città abbandonate a se stesse.
(nella foto i segni del livello raggiunto dall’acqua sulla strada)

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