C’è il rischio che Siracusa non riesca ad agganciarsi al treno delle opportunità di un diverso sviluppo …
Bisogna lanciare l’idea di una comunità civile che possa pensare anche alla candidatura per Capitale Europea della Cultura entro il 2026 …
Occorre volare alto, pensando in grande già da adesso
Se è vero che lungo questo anno l’estenuante contrasto al Covid ha assorbito l’attenzione generale delle persone e le energie politico-istituzionali del territorio. La nostra sensazione è che la stessa Giunta Comunale di Siracusa sembra essersi imbrigliata in una torsione “amministrativista” che non rende chiara, trasparente e condivisa la consapevolezza di un alto profilo politico-strategico – se esso stesso c’è ed esiste nella mente degli amministratori! – dentro cui inserire i progetti prioritari per agganciarci al treno delle opportunità (certo, tuttora in fase di approvazione in sede UE) che il Piano “Next Generation EU” attiverà dalla prima metà del 2021. Tale piano assegnerà via via all’Italia all’incirca 209 miliardi di Euro, e questa sarà l’unica possibilità per uscire fuori dai disastri acuiti dal Covid e – c’è da sperare! – dall’atavica distanza che separa drammaticamente il Nord del paese da un Mezzogiorno che appare, purtroppo e ancor più, avvitato in una fase di declino materiale e sociale.
Ma le ragioni di questa “torsione amministrativista” della Giunta non derivano solo dalle “restrizioni” dei vari DPCM che hanno impedito occasioni di un confronto pubblico “in presenza”, bensì risiedono nella illusoria convinzione, maturata da Sindaco e Giunta, che la fortunata condizione dello scioglimento del Consiglio Comunale avesse finalmente spianato la strada ad un percorso deliberativo autonomo ed autoreferenziale per l’Amministrazione, facilitando le proprie “decisioni” di governo. In realtà, questa illusione ha neutralizzato il “dibattito pubblico” e silenziato ed impoverito lo “spazio politico-istituzionale” della città. Gli effetti evidenti oggi sono l‘acuirsi di una distanza tra l’Amministrazione e le attese della città, mentre si sono spenti e silenziati spazi ed occasioni necessari per rendere trasparente all’opinione pubblica (forze sociali, produttive, professionali e politico-culturali del territorio) la trama chiara del disegno strategico di sistema che si intende perseguire.
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In assenza di ciò c’è il rischio che Siracusa non riesca ad agganciarsi al treno delle opportunità di un diverso sviluppo, indicando un “piano di progetti” che deve scaturire e venir fuori dal “cervello sociale” del territorio e dalle sue intelligenze. È questa oggi l’esigenza prioritaria – il presupposto politico, direi – da cui ripartire, se si vuole uscire dal vicolo cieco di un’eterna ed ossessiva diatriba che ha visto la città inchiodata per tutti questi mesi attorno alla “vicenda Caravaggio/Mart”. Spero ce ne si renda conto! Se è pur vero che spetterà ai Governi nazionale e regionale destinare la gran parte delle risorse europee a progetti – sostenibilità ambientale; riconversione energetica; piani di digitalizzazione del Paese; infrastrutture di sistema; assi viari/ferroviari, ricerca, ecc. – che avranno anche una ricaduta diretta sui territori locali, è indubbio che esiste un ambito specifico di interventi che deve scaturire dalla capacità “autonoma” di elaborazione ed indicazione progettuale delle Istituzioni della nostra comunità.
In un suo intervento pubblico l’on. Raffaele Gentile ha indicato alcuni “assist” strategici che se investono l’intera Sicilia orientale – in ragione della riemergente centralità del Mediterraneo nelle dinamiche globali che vedono strategico il ruolo della nostra Regione –, hanno anche una ricaduta diretta sul nostro territorio provinciale (Piano dell’aria per la riconversione energetica del polo industriale; Fondi strutturali; Ruolo delle aree ZES; PUG; Palazzo dei Congressi nella zona alta; “Biennale del Mediterraneo”, ecc.). Si tratta di indicazioni che pongono domande reali attorno a cui ragionare. Questione centrale è anche la riqualificazione “sanitaria” della provincia, sì che il progetto del nuovo Ospedale costituirà banco di prova per misurare il grado di maturità istituzionale. Nei mesi più volte sono tornato su alcune proposte che qui provo a sintetizzare:
- A) tema centrale della città è il PUG (già PRG) che dovrà radicalmente contemplare un “rammendo” reale e profondo delle periferie nord della città su tutti i fronti (sociali, culturali, di mobilità, servizi, ecc.), sino all’impegno per “legare” in continuità ideale Ortigia al resto della città, uscendo dallo schema asfittico “salotto buono” versus periferie anonime;
- B) è ora di uscire dalle mere declamazioni circa l’ipotesi della “smilitarizzazione dell’area aeronautica di via Elorina”, mettendo in atto ogni iniziativa istituzionale e parlamentare affinché si pervenga ad una scelta condivisa dal Ministro della Difesa: obiettivo che il Sindaco dovrebbe assumere in prima persona;
- C) dare vita ad un piano di nuove fonti di approvvigionamento idropotabile, sostituendo quelle scadenti dell’acquedotto pubblico, ripristinando condizioni di legalità e rimuovendo lo scarico a mare nel Porto Grande dei reflui depurati, per un riutilizzo delle acque in agricoltura, rivendicando fondi in sede regionale e/o UE;
- D) intraprendere un serio progetto di informatizzazione della P.A. per semplificare e sburocratizzare il rapporto coi cittadini e migliorare i servizi resi.
Senza pretendere di aver fornito un quadro esaustivo, non aggiungo altro. Ciò che conta – e ne costituisce il presupposto politico – è l’urgenza di offrire all’opinione pubblica la prospettiva politica e strategica che la città e il territorio, oltre a respingere l’insidiosa esperienza del Covid, sono in grado di indicare una meta che possa riscattare dai lunghi mesi di pesanti restrizioni e di logorante rattrappimento del “pensiero”, della socialità e della produttività civile. Le possibilità di poter dare davvero a Siracusa un profilo “nuovo” dipende da tutti noi. Da qui, l’idea di una comunità civile che possa pensare anche alla candidatura per «Capitale Europea della Cultura» entro il 2026-7. Ma occorre volare alto, pensando in grande già da adesso!

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