Anatopatologia presso l’ospedale Umberto I

Oltre due mesi per una biopsia

Sostiene il deputato regionale Nicola D’Agostino, capogruppo di Italia Viva all’ARS, che le attuali polemiche sulla sanità siracusana sarebbero scandalose. Forse sono scandalose le disfunzioni. Tollerate e perpetuate da un comportamento scandalosamente omissivo dei dirigenti. Anche prima del contagio.

Il fatto: una paziente con sospetto linfoma viene sottoposta (il 19 dicembre) a prelievo di un linfonodo per un esame istologico del tessuto presso l’ospedale Umberto I di Siracusa. Purtroppo i tempi di attesa del referto del laboratorio di anatomia patologica dello stesso ospedale risultano poi incredibilmente lunghi. Talmente lunghi da vanificare il prelievo chirurgico del linfonodo e da impedire l’accertamento della diagnosi. Invano la famiglia della signora S.L. chiede più volte notizie del referto. La risposta non cambia: «Telefoni o venga solo sabato». E di sabato la risposta è: «Non abbiamo ancora il risultato della biopsia. Riprovi. Ma non sono ancora passati due mesi…!» E, anche passati i due mesi (a quanto pare, di ordinaria attesa), il risultato continua a mancare. Sino a sabato 22 febbraio nulla di nuovo. Solo sabato 29 febbraio la famiglia apprende che il referto (appena trasmesso al DH) potrà essere ritirato lunedì 2 marzo. Subito dopo che sarà stato visionato dal chirurgo. E infatti il referto, datato 14 febbraio 2020, viene consegnato solo il 2 marzo. La paziente intanto, dopo un progressivo aggravamento, è deceduta il 13 febbraio.  Qualcosa non funziona nella tempistica. Dal 19 dicembre (data del prelievo del linfonodo) alla data del referto sono passati quasi due mesi. Altri 15 giorni circa per la trasmissione dal laboratorio (piano terra) al DH dello stesso ospedale (primo piano).

In tutto, sino alla data del rilascio, ci son voluti 2 mesi e 12 giorni. Troppi!

Nel tentativo di capire quanto tempo ci voglia in media per un esame di tale genere, ci si imbatte, in rete, in una informazione che riguarda un altro caso simile, occorso nel 2017 proprio presso lo stesso Ospedale Umberto I di Siracusa. Il titolo dice tutto: «Siracusa, 4 mesi per risultati esame istologico: era tumore. La denuncia del M5S». L’articolo riferisce: «Aveva tolto un neo, analizzato poi dai medici per capirne la natura. L’esito dell’esame istologico è il peggiore che ci si poteva aspettare: è un “Melanoma”». 

Ci consola apprendere che dal 2017 al 2019/20 il tempo di attesa si sia praticamente dimezzato. Ma non riteniamo che ci siano motivi per esultare. O per lodare il tempismo della sanità siracusana.

Infatti constatiamo che altrove (a Bari) si impiega appena la metà del tempo (solo 27 giorni). Eppure la cosa, lì, suscita scandalo!

Ci imbattiamo, infatti, in una notizia di repubblica.it del 2019 «Undici giugno 2019, ore 11,54. Il referto è arrivato dopo 27 giorni. Poche ore dopo la pubblicazione su Repubblica della lettera con cui un paziente oncologico denunciava l’anomala attesa per il risultato di una biopsia osteomidollare effettuata al Policlinico di Bari (…) lo scorso 15 maggio». 

Constatiamo che in qualche caso la pressione della stampa può sortire qualche effetto benefico.

L’articolo di Repubblica così prosegue. «Il verdetto è arrivato ed è pesante da affrontare: il paziente aveva ragione a essere allarmato per ogni giorno trascorso col fiato sospeso, che si aggiungeva alla dolorosa conta sul calendario. Un caso non isolato, ci confermano i nostri lettori». 

L’articolo prosegue riferendo che «Anche le pazienti operate per carcinoma ovarico (…) dicono di avere avuto l’esito dell’esame istologico nei 30 giorni, che pare essere l’attesa media da circa un anno». E aggiunge il seguente commento: «È inutile dire che avere il risultato prima è auspicabile per la scelta terapeutica. Il problema delle lunghe attese, in effetti, diventa ancora più urgente quando si parla di pazienti oncologici».

Concordiamo perfettamente. Ma ribadiamo che qui a Siracusa i tempi di attesa sono ordinariamente di oltre due mesi. Il doppio rispetto a Bari. E nessuno provvede. Come mai?

Ci chiediamo se il Tribunale dei diritti del malato non voglia occuparsi (e in che modo) dei tempi occorrenti presso il laboratorio di anatomopatologia di SR. E se i responsabili dell’Ospedale e dell’ASP non vogliano intervenire. E, se lo vogliano, quali azioni intendano promuovere per rendere il servizio efficiente ed efficace. E per esercitare nel modo migliore la propria oggettiva responsabilità manageriale. Ci chiediamo, infine, se la magistratura non ravvisi qualche ipotesi di reato nel mistero di una tempistica che rischia di vanificare, in vari casi, il ricorso all’esame in questione. 

E nessuno ci venga a dire che sarebbero scandalose le polemiche sulla sanità siracusana.

 

Codice di deontologia medica 2018 – Art. 6 Qualità professionale e gestionale

Il medico fonda l’esercizio delle proprie competenze tecnico-professionali sui principi di efficacia e di appropriatezza, […] persegue l’uso ottimale delle risorse pubbliche e private salvaguardando l’efficacia, la sicurezza e l’umanizzazione dei servizi sanitari…

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