Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di Giovanni Di Lorenzo in merito alle dichiarazioni di questi giorni sul nuovo ospedale di Siracusa
Dallo scorso sabato mi chiedo cosa possa avere spinto l’On Nicola D’Agostino, capogruppo di Italia Viva all’Assemblea Regionale Siciliana, e maggiorente dei renziani in Sicilia, a dichiarare: “Le polemiche sull’Asp di Siracusa, per fare un esempio, sono scandalose: chi attacca i vertici sappia che le indagini interne già confermano che nessuna responsabilità possa essere loro imputata. La smettano gli sciacalli, anche della politica, che continuano con ignobili e false invettive, stimolando una stampa nazionale orientata, a sollevare casi che saranno presto smentiti. A Siracusa il problema è ben altro, gli interessi enormi, ma presto anche questi saranno portati alla luce e i detrattori smascherati”.
In appena cinque righe, D’Agostino riesce a veicolare un messaggio di grande allarme su presunti enormi interessi che saranno portati alla luce.
E mentre si spera che, oltre ad aver fatto veicolare questo messaggio sulla stampa, sia pure andato a denunciare gli “enormi interessi” all’Autorità Giudiziaria, con dovizia di particolari, al fine di facilitare il lavoro degli inquirenti, queste parole meritano attenzione e suscitano più di una qualche riflessione.
Beninteso che la selva di numeri che ci propinano è opinabilissima, ma che è compito dei tecnici analizzarne origini e contenuti, sentiamo dire dai tempi del “non siamo in Svizzera” enunciato della filosofia sanitaria madeddiana, che i dati epidemiologici della nostra provincia sono tra i migliori di quelli dell’intera regione. Un messaggio altamente rassicurante da parte del Direttore Sanitario – Presidente dell’Ordine dei Medici – Capodistretto e responsabile provinciale del Registro tumori. Il buon Anselmo Madeddu, però, non illustra, né giustifica, l’incidenza dei morti su questi dati epidemiologici, neppure da lontano. Non ci prova neanche. Perché? L’ASP provinciale di Siracusa, ad oggi, non riesce a fornire il campione di popolazione, né la distribuzione territoriale, che ha riguardato – e continua a riguardare – i pazienti sottoposti a tampone. Forse per essere liberi di interpretare – e declinare – gli stessi dati a proprio uso e consumo?
Ficarra è il Direttore Generale di un’Azienda che solo il 16 Marzo, in piena emergenza, ha predisposto l’atto fondamentale per affrontarla. Atto poi – nei fatti – bocciato e stravolto dal Covid Team, nemmeno 15 giorni dopo. Ficarra è il Direttore Generale durante la cui gestione è stato diramato, tra gli altri, un comunicato fake, alle 00.55 di un sabato non qualunque, dopo la denuncia di un dipendente dell’Azienda, Marco Salvo, a cui non è mai stato chiesto scusa. E’ quello dei messaggi criptici “tragga le sue conclusioni… ho parlato più del dovuto”. Forse frasi in codice? Forse “consigli”? E’ questo ciò che ci si aspetterebbe dal principale vertice di un’Azienda Sanitaria Provinciale?
Di grazia, On. D’Agostino, se a Siracusa c’è un ottimo DG, qual è il suo metro?
Perché – è innegabile – anche il capogruppo dei renziani a Sala D’Ercole ci ha abituati al detto e non detto. Dice che ci sono interessi enormi senza dire quali, parlando lo stesso linguaggio dell’ottimo Direttore Generale.
L’attuale inconsistenza della deputazione regionale aretusea permette tutto ciò. In primis che vi sia un Direttore Generale che viene da Mazzarino, sede di un bellissimo convento monastico, ma che gode della stima del Presidente Musumeci e dell’Assessore Razza. Ma tra fior di professionisti siracusani, nessuno gode della loro stima? In secundis, il sigillo della inconsistenza politica dell’attuale deputazione regionale, sia di maggioranza che di opposizione, è chiaramente rappresentato dal fatto che un lombardiano catanese, capogruppo di IV, possa liberamente parlare della realtà sanitaria siracusana. Poco importa se il rappresentante dei renziani siracusani a Sala d’Ercole, On. Cafeo, aveva dichiarato: “Come avevo preannunciato negli scorsi giorni, una volta terminata la fase acuta dell’emergenza sanitaria verrà il momento di verificare con attenzione quanto accaduto, anche alla luce di quanto riportato dalla stampa, ed evidenziare così eventuali responsabilità politiche, essendo ovviamente di pertinenza della Magistratura qualunque aspetto giudiziario L’auspicio è che quanto prima ci si possa avviare verso la cosiddetta Fase 2, verso quel momento di stabilizzazione verso il basso del numero dei contagi, iniziando quindi una inevitabile convivenza con il virus, propedeutica anche alla graduale ripartenza delle attività economiche oggi bloccate”. Sulla stampa degli ultimi giorni, lo stesso Cafeo si smentisce e tende una mano a D’Agostino, dicendo che la Commissione d’indagine richiesta riguardava tutta la Sicilia. Che cambia, direte voi? Cambia il fatto che non è – oggi – contro il DG “amico” di Italia Viva. Cafeoexit, quindi, legittima, anche se poco dignitosa.
Lo stesso non potrà dirsi per i due rappresentanti di IV in Giunta Italia, Furnari e Burti, che lo scorso 7 Aprile condivisero, e votarono, la delibera n° 41 che, a pagina 10, recita testualmente: “…Ciò Premesso, CON VOTI unanimi, accertati dal Segretario Generale, D E L I B E R A: 1. di prendere atto delle azioni e degli atti adottati dal Sindaco e sopra richiamati a tutela della salute della collettività siracusana; 2. di chiedere al Presidente della Regione Siciliana ed all’Assessore della Salute: a) di adottare ogni atto di loro esclusiva competenza, necessario all’immediato ripristino di condizioni di piena fiducia da parte della Giunta e della Cittadinanza nei confronti dei vertici della Asp siracusana e dell’Ospedale Umberto primo, fiducia venuta meno nei confronti degli attuali vertici ; b) di adottare ogni atto necessario, vista la situazione di emergenza del territorio della città di Siracusa, per fare intervenire la Croce Rossa Militare Comando Regionale della Sicilia e Provinciale di Siracusa e l’Unuci, Sezione di Siracusa e provincia; c) di rendere permanente nella città di Siracusa la presenza del Covid Team disposta dall’Assessore della Salute della Regione Sicilia”.
Esiste o non esiste incoerenza, tra dichiarazioni formali ed azione “politica” di Italia Viva?
Per il resto, assordante il silenzio di Garozzo che – di certo – tenero non fu con l’attuale Dirigenza Generale. Evidentemente, e alla luce di quanto ultimamente accaduto, era una posizione personale che non rappresentava il partito.
Qualcuno spieghi alla deputazione regionale che esiste già la VI Commissione Sanità all’ARS, che ricopre anche poteri ispettivi.
L’unico deputato siracusano a sedervi è l’On. Giorgio Pasqua, attuale capogruppo del M5S all’ARS, e dipendente di ASP 8. Sarà solo un caso il non aver sentito il dovere, politico e civile, di chiedere una convocazione della Commissione, ad hoc, avente ad oggetto il sistema sanitario siracusano?
Che senso avrebbe la creazione di un doppione, come chiesto da Cafeo? Nessuno. Sia chiaro che i lavori delle Commissioni sono sempre propedeutici a quelli d’Aula. E quindi una Commissione senza poteri ispettivi, non ratificata dal voto d’Aula, lavora inutilmente.
Ciò che rimane, comunque, importante è accertare quali siano gli enormi affari cui D’Agostino si riferisce. Sarebbe il caso che l’On. Fava, Presidente della Commissione Antimafia dell’ARS, disponesse – senza perdere altro tempo – l’audizione del Deputato, congiuntamente e disgiuntamente dal Management dell’ASP provinciale, per avere chiaro il quadro di ciò che sta dietro alla sanità siracusana, specie nel momento cruciale di conclusione dell’iter che dovrebbe vedere la costruzione del nuovo Ospedale.
Il messaggio di D’Agostino è inquietante. Non può – e non deve – passare sotto silenzio. E’ giusto che chi deve sappia quali sono questi interessi ma, soprattutto, se esistono e da chi sono rappresentati.
In ultimo bene sarebbe che D’Agostino, a nome di Italia Viva od a titolo personale, si occupasse degli appena 37 incarichi di facenti funzione in ASP e vigilasse, dopo il bando di concorso, se i facenti funzione di oggi saranno – o meno – i vincitori di concorso di domani; che facesse chiara luce sul perché la Casa del Pellegrino, concessa gratuitamente, continua a rimanere chiusa, preferendo dirottare i degenti a Città della notte di Augusta, condotta in affitto come ricovero alberghiero, dal 4 Aprile al 3 Giugno 2020, alla modica somma di 30 Euro a posto letto al giorno. Vuoto per pieno.
Facendo due conti se ne ricava che 49 posti letto a 30 Euro al giorno costano alla comunità 91.140 euro per 62 giorni di affitto. Oltre ad oneri e varie, mentre a Siracusa non vi sarebbe stato aggravio economico per la comunità.
Questi solo pochi dei tanti aspetti di una gestione sanitaria improvvisata ed improvvida, che ha dimostrato – fin dall’inizio – molto più di un limite personale di empatia. Non serviva Report, né Non è l’Arena.
Bastava capire che Ficarra e D’Agostino, oltre ad essere entrambi amici di Cardinale, parlano la stessa lingua. Il detto e non detto come il venticello della calunnia non servono assolutamente ad una comunità che ha bisogno di chiarezza e trasparenza, non di agganci politici autoreferenziali, tendenti esclusivamente a salvaguardare la propria indennità, sempre pagata dalla Comunità. E mentre il risk manager di ASP 8, promosso Direttore di Presidio all’Umberto I, ad interim con il Di Maria ed il Trigona, si prepara – secondo fondate voci – a sostituire il maestro Madeddu, alla scadenza del 3 Agosto, dopo che Ficarra, dicono, andrà a dirigere un’ASP del catanese o dell’agrigentino, noi aspettiamo di conoscere quali siano gli interessi di cui riferisce D’Agostino. E prepariamo i popcorn. Magari in una bella Jacuzzi sul balcone. E’ più rilassante.

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