Covid-19. Il J’accuse del dott. Giuseppe Bruno (FP-CGIL-Medici) “Evidenti le responsabilità del D.G. Ficarra”

“Situazione disastrosa, aria irrespirabile, di cui probabilmente sia il Presidente Musumeci sia l’Assessore Razza non sono perfettamente informati ed è per questo che ancora tentennano sulla necessità, sull’obbligo morale che hanno, di dare seguito all’unico commissariamento che sarebbe necessario all’ASP di Siracusa

 

Gent.mo dottor Franco Oddo direttore della “Civetta”

Gent.ma Professoressa De Michele vicedirettrice della “Civetta”

Dispiace doverVI scrivere in qualità di segretario provinciale della CGIL-Medici, ma considerato che il direttore generale dell’ASP di Siracusa è ormai arrivato perfino ad intimidire e minacciare i rappresentanti sindacali, in sede di convocazione ufficiale, soltanto perché segnalano disfunzioni peraltro del tutto evidenti, tutti i dipendenti devono stare attenti più a lui che al coronavirus.

Colgo l’occasione, se Lei me lo permette, di esprimere la più totale e piena solidarietà al rappresentante della CISL-Medici, dott. Enzo Romano, oggetto di un’inqualificabile aggressione verbale da parte del dott. Ficarra.

Ho letto i recenti articoli pubblicati online sulla Civetta, ed in particolare quello che si riferisce alle unità speciali di continuità assistenziale. Per quanto vi siano degli aspetti che meriterebbero chiarimenti e qualche imprecisione, non è di questo che Le vorrei parlare essendo parte in causa nella fase organizzativa delle stesse.

L’organizzazione a cui appartengo è intervenuta più volte sull’intera vicenda che riguarda l’andamento dell’epidemia nella provincia di Siracusa e, diciamo, sulla precaria risposta dell’azienda sanitaria. Lo ha fatto per tempo, ed è stata tacciata di terrorismo, sciacallaggio, di procurato allarme. Le confesso che ho avuto timore ad intervenire prima, anche perché già dal mese di novembre sono stato oggetto di gentile ritorsione da parte del direttore generale per il semplice motivo di aver chiesto la sostituzione di un collega posto in quiescenza. Sto parlando del servizio in cui presto la mia attività, servizio delle cure primarie che si occupa di assistenza territoriale. Di questo Le voglio raccontare, parafrasando un nostro insigne conterraneo, della condizione di “fragilità” in cui si trova l’assistenza territoriale, forse ancora più dell’assistenza ospedaliera, e di come non sia stato fatto e non si stia facendo nulla per porvi rimedio. Le dirò quindi di quali “furori” sono preda, “furori” nient’affatto astratti ma “eroici” e “vivi”.

Come ormai acclarato dalle esperienze nazionali ed internazionali e dai moltissimi pronunciamenti degli esperti, l’attuale emergenza può trovare una efficace risposta non solo negli Ospedali ma pure e soprattutto a livello di territorio.

Eppure nell’ASP di Siracusa non è mai stato nominato il Direttore del Dipartimento dell’Assistenza Territoriale e dell’Integrazione sociosanitaria già previsto nel precedente Atto Aziendale e ribadito nel nuovo di recente approvazione da parte dell’Assessorato della Salute. La mancata nomina del Direttore del Dipartimento non ha alcuna giustificazione considerato che l’ASP di Siracusa ha provveduto al conferimento degli incarichi dei Dirigenti degli altri Dipartimenti previsti. Tale omissione ha lasciato, e continua a lasciare tale importante settore senza un reale coordinamento.

L’ASP di Siracusa da più di 15 anni non assume personale, di qualsiasi profilo, nelle unità operative, Distretti in particolare, previste nel citato Dipartimento, nonostante il pesante ridimensionamento dovuto sia a pensionamenti sia a trasferimenti. E questo pur avendo previsto, ad esempio, nel piano del fabbisogno 2018-2020 approvato con la Delibera n. 194 del 10.03.19, l’assunzione per lo stesso anno di ben 10 medici nella disciplina “Organizzazione dei servizi sanitari di base”, comprovando con ciò l’esigenza di medici da destinare ai servizi territoriali; non ha avviato alcun concorso in tal senso e non ha ritenuto necessario assumere personale con incarichi a tempo determinato per sopperire almeno parzialmente alle carenze.

Il direttore generale dell’ASP di Siracusa, nonostante sia ormai insediato da circa un anno e mezzo, non solo non si preoccupa di colmare le carenze nei servizi territoriali, neanche a tempo determinato, smantellando i Distretti ancor più degli Ospedali, ma incredibilmente nel bilancio di previsione per il 2020 prevede di avere al 31 dicembre 2020 meno medici e meno infermieri rispetto a quelli presenti al 1 gennaio 2020, ulteriori carenze soprattutto a carico del territorio, e ad oggi non ha fatto quasi nulla per correggere tale assurda previsione (vedi Delibera n. 78/2020).

Ora però chiede a quella stessa Assistenza Territoriale, ai Distretti in particolare, di coordinare le USCA e renderle effettivamente operative senza infermieri, di eseguire i tamponi per tutti i soggetti in isolamento fiduciario, di effettuare la sorveglianza sanitaria nelle case di riposo, ecc.

Inoltre, per cinque mesi il direttore generale ha “commissariato” immotivatamente, anticipando già in era pre-coronavirus le successive azioni dell’Assessorato, un servizio deputato all’assistenza territoriale affidandone le funzioni in maniera del tutto illegittima al Direttore Sanitario; un commissariamento ante-litteram.

Fin dall’inizio di questa surreale vicenda il direttore generale è riuscito a creare una situazione di contrasto con i medici di medicina generale e pediatria di libera scelta, perno della sanità nel territorio, con una imbarazzante, sconveniente e ingenerosa, lettera al Prefetto di Siracusa dove accusava tali professionisti di scarsa collaborazione e irresponsabilità. Lettera successivamente “corretta” con un comunicato stampa, se possibile peggiore della prima sortita perché colma della cifra supponente che caratterizza l’intero operato del dott. Ficarra.

E qui non possiamo tacere del contrasto insanabile, colmo di una ipocrisia sconcertante, tra il Presidente dell’Ordine dei Medici e il dott. Ficarra. Una sfiducia totale espressa dal dott. Madeddu nei confronti dell’Azienda di cui è direttore sanitario, che alla luce degli ultimi provvedimenti di “commissariamento”, di ferie forzate, di trasferimento, di smentite sulla bontà dei “percorsi” da parte dei reggenti dell’Ospedale Umberto I° e del pervicace accanimento del direttore generale soprattutto nei confronti dei Medici, non dovrebbe farlo rimanere un minuto di più nell’ambiguo doppio ruolo. Non bastano i video e i comunicati stampa in difesa dei colleghi, il dott. Madeddu deve finalmente porre fine a questo equivoco. Fare il Presidente dell’Ordine dei Medici e contemporaneamente il Direttore Sanitario aziendale è incompatibile nei fatti ancorché consentito dalla legge.

Il dottore Ficarra, come più volte da Lui stesso affermato, è comunque solo il direttore generale. Cosa c’entra con tutto questo, ripete sistematicamente.

Da fine giurista non può però dimenticare che esiste una colpa in vigilando.

Da manager avrebbe dovuto rendersi conto che era necessario potenziare i servizi ora sotto accusa. Magari se invece di assumere, solo qualche giorno addietro, due soli medici igienisti per potenziare il Dipartimento di Prevenzione, peraltro con contratto a termine in libera professione e ancora non in servizio, lo avesse fatto per tempo e in maniera più consistente non saremmo qui a discutere dell’affiancamento della dottoressa Contrino, a cui esprimo il mio personale sostegno per la vicenda che la vede coinvolta. Anche in questa occasione il dottor Ficarra si è ben guardato dall’assumersi le sue responsabilità, lo ha fatto fare all’Assessore Razza attraverso il decreto 345/2020 con il quale viene nominato come “affiancatore” il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASP di Enna e in cui si legge “vista la nota prot. n. 04/RD del 23.04.20 con la quale il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa, dopo aver descritto le criticità che hanno, fino a questo momento, connotato la gestione dell’emergenza da parte del competente Dipartimento di Prevenzione per le attività…omissis…ha chiesto…omissis…la nomina urgente di un Commissario ad acta per il Dipartimento di Prevenzione presso l’ASP di Siracusa”. Non sono del tutto convinto della legittimità di tale decreto, piuttosto è nella facoltà di un direttore generale intervenire ma questo lo espone ad eventuali ricorsi anche in sede di risarcimento e per un grande querelatore come il dottor Ficarra sarebbe stata una beffa dover risarcire qualcuno.

Da Manager se avesse pensato prima ad attivare i laboratori aziendali per effettuare l’esame dei tamponi, come aveva chiesto la CGIL già dai primi giorni di marzo, non avremmo avuto l’impasse sui tamponi non eseguiti, impasse che sembra quasi si voglia imputare alla dottoressa Contrino.

Così come a Lei, non posso non esprimere sostegno a tutti i colleghi e operatori sanitari che si sono trovati in prima linea, commettendo anche errori, ma che non hanno certo risposto con la spocchia del dottore Ficarra.

Basterebbe ripercorrere la lunga serie di comunicati stampa e di trasmissioni televisive per rendersi conto delle brutte figure che ha collezionato. Video “dell’infermiere mascherato” bollato come fake. “Report” e poi “chi l’ha visto” e ancora “Giletti”, ecc.

Performance del direttore generale certamente non imputabili alla sua addetta stampa, che magari tra qualche giorno potrebbe trovarsi anch’ella in ferie forzate.

L’unica impressione che può ricavarsi dalla strategia comunicativa del dottor Ficarra è quella che Ariosto suggellò nel suo Orlando Furioso:“L’incarco de le corna è lo più lieve ch’al mondo sia, se ben l’uomo tanto infama: lo vede quasi tutta l’altra gente; e chi l’ha in capo, mai non se lo sente.”

La costante, l’elemento caratteristico, l’hard-core, dello stile manageriale del dottore Ficarra è quello di una completa delega di responsabilità ai Dirigenti. Che bisogno abbiamo allora di un direttore generale, basterebbe che l’Assessorato delegasse direttamente i Dirigenti e risparmieremmo il suo lauto stipendio.

Questo modo di operare dovrebbe far riflettere i Direttori di Dipartimento e i Primari che firmano documenti di “solidarietà” con l’Azienda senza rendersi conto che nessuno aveva contestato il loro operato o quello di tutti gli altri dipendenti, al netto di qualche stravagante Direttore di Presidio che si preoccupava di non allarmare la cittadinanza considerandola evidentemente del tutto stupida o di alcuni inopportuni “testimonial” che alla fine, considerata la zona rossa dell’Umberto I°, sono stati loro malgrado accomunati al disastro di cui non hanno responsabilità.

Il dottore Ficarra, ribadiamo come più volte da Lui stesso affermato, è comunque solo il direttore generale. Cosa c’entra con tutto questo? E’ stato nominato solo ed esclusivamente per completare il rendering dell’Opera. Attenti! Se qualcuno pensa di disturbare il progettista, o l’immobiliarista come lo ha definito qualcuno, “ne tragga le conseguenze”.

Sconcertante! Un linguaggio la cui cifra è, siamo buoni, la tracotanza. Ma la cui oscurità non dovrebbe lasciare indifferente l’attenta Magistratura siracusana.

Situazione disastrosa, aria irrespirabile, di cui probabilmente sia il Presidente Musumeci sia l’Assessore Razza non sono perfettamente informati ed è per questo che ancora tentennano sulla necessità, sull’obbligo morale che hanno, di dare seguito all’unico commissariamento che sarebbe necessario all’ASP di Siracusa.

“Esistono delle menzogne così vergognose, da provare maggior disagio a sentirle che a raccontarle.”

 

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